L’ULTIMO AUSTRALIAN OPEN DI ANDY MURRAY

Andy Murray al suo ultimo Australian Open. Cronaca di un rapporto sfortunato, con 5 finali perse tra il 2010 e il 2016.

TENNIS – La notizia del giorno, ovviamente, è il ritiro di Andy Murray. Il tennista scozzese, dopo una carriera di successi e traguardi che la Gran Bretagna aveva ormai perso di vista da tempo immemore, ha annunciato la chiusura della sua carriera prevista per Wimbledon. Il che, per forza di cose, si ripercuote sugli imminenti Australian Open: sarà la sua ultima volta a Melbourne.

Nell’era che ha visto Roger Federer e Rafa Nadal duellare fino all’avvento di Novak Djokovic, Andy Murray ha ricoperto un ruolo altrettanto primario, andando a costituire i Fab Four. La generazione più mitica del terzo millennio perde per strada il primo pezzo, quello che ultimamente si era allontanato dal circuito maschile per un problema all’anca, nonché quello che in Australia è stato probabilmente tra i più sfortunati in termini di avversari affrontati.

Murray ha vinto tre Slam in carriera: due volte Wimbledon, nel 2013 e nel 2016, e una volta gli US Open nel 2012. Nel mezzo, anche due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Londra prima e di Rio de Janeiro poi. Un traguardo incredibile, forse irripetibile per il tennis d’Oltremanica, che però è arrivato solo ad un passo dal trionfo nel major australiano. Lo scozzese, infatti, ha finora collezionato cinque sconfitte in finale: 2010, 2011, 2013, 2015 e 2016, per un quintetto di rimpianti che potrebbe vedere la fine tra un paio di settimane, qualora dovesse riuscirgli un exploit che avrebbe del leggendario, ma soprattutto dell’utopistico.

In queste condizioni, Murray si presenta all’ultima tornata australiana della sua carriera, consapevole di aver dato tutto e di aver messo in mostra uno spettacolo degno del palcoscenico di Melbourne. Lo stesso palcoscenico che, per un crudele incastro di tabellone, gli ha sempre posto un ultimo, insormontabile ostacolo davanti al titolo: rimarrà uno dei rimpianti della sua carriera, con tutta probabilità anche dopo l’edizione 2019, ma sarà anche l’ultima volta in cui ammirarlo sul cemento dell’Oceania.


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