LUTHI: “LE PARTITE SONO IL MIGLIOR ALLENAMENTO PER FEDERER”

L'allenatore del campione svizzero analizza il suo momento attuale al rientro dopo l'infortunio al ginocchio
martedì, 12 Aprile 2016

TENNIS – Sono passati due mesi e mezzi dall’ultima partita giocata da Roger Federer (era la semifinale degli Australian Open persa contro Djokovic), fermato da un problema al menisco che lo ha costretto a ricorrere all’intervento chirurgico, ma adesso che il campione svizzero torna in campo, il suo allenatore Severin Luthi, in una lunga intervista rilasciata al portale elvetico Tages Anzeiger, analizza il suo momento.

“Roger è in buone condizioni – ha affermato Luthi – se non avesse avuto quell’attacco influenzale avrebbe giocato anche a Miami. Certo, adesso sono dieci settimane che non gioca una partita vera, una situazione nuova per lui, ma io sono fiducioso, perché arriva da tre ottime settimane di allenamento”.

Il lungo stop potrebbe avere ripercussioni a livello di freschezza atletica e motivazioni?

“Naturalmente non avremmo voluto che si verificasse questo infortunio, ma vedendo la situazione in maniera positiva, Roger ha potuto lavorare al meglio sulla condizione e ha tanta voglia di tornare a giocare. Del resto la stagione è ancora lunga, ci sono tanti obiettivi e la sua motivazione è già forte di per sé”.

Quanto è importante per Federer riassaporare il ritmo partita?

“E’ fondamentale. La partita è il miglior allenamento possibile per lui. Ovviamente si può fare molto anche durante le sedute settimanali, ma la tensione della partita è diversa e anche il fatto di iniziare a giocare sulla terra rossa è molto importante”.

Federer in questo momento è iscritto ai tornei di Roma e Madrid. E’ possibile vederlo anche in altri tornei sula terra rossa?

“Non c’è niente di definitivo, possiamo adattare il calendario e valuteremo settimana dopo settimana. Non dipenderà soltanto dalle partite che Roger giocherà a Montecarlo, ma anche da quanto e come sarà necessario affinare la condizione fisica.

Di sicuro però i carichi di lavoro sono pensati per essere al top a Wimbledon e alle Olimpiadi di Rio.

“Credo che anche il Roland Garros rientri in questo insieme. Ma è chiaro, guardando a lungo periodo gli obiettivi principali sono proprio Wimbledon e le Olimpiadi, senza dimenticare gli Us Open”.

La superiorità che Djokovic sta evidenziando vi preoccupa?

“Novak sta facendo cose incredibili, anche se ha una giornata difficile riesce comunque a portare a casa la vittoria, a testimonianza della sua forza e della grande fiducia che ha in se stesso. Roger però lo scorso anno è riuscito a batterlo tre volte, e nelle partite che ha perso ha sempre avuto le sue possibilità, quindi la convinzione di poter vincere anche contro Nole non manca. Anche perché Federer vuole sempre migliorare, e questo mi dà grande fiducia”.

Infine, una battuta anche sul momento di Stan Wawrinka.

“Stan sa dare il meglio di sé sulla terra battuta, parlo spesso con il suo allenatore Magnus Norman fuori dal campo e so che è molto determinato. Sa che dovrà difendere il titolo di Parigi ed è molto carico per questa ‘stagione’ sulla terra battuta, ma allo stesso tempo è consapevole del fatto che la stagione è lunga e che non c’è soltanto il Roland Garros”.

Nella foto Severin Luthi (www.zimbio.com)

 


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