MADRID SCOPRE LA TERRA BLU

A circa 70 giorni dall'inizio del torneo, la città spagnola è già pronta al debutto della nuova e tanto acclamata superficie blu. Gli organizzatori ne hanno spiegato la realizzazione tramite due video

Madrid (Spagna) – Mancano poco più di settanta giorni all’avvio del Mutua Madrilena Open di Madrid, ma negli ultimi mesi il Masters spagnolo ha fatto parlare di sé per le polemiche legate alla sua nuova superficie, ovvero quella terra blu tanto voluta dal padrone di casa Ion Tiriac.

Ma com’è fatta questa superficie blu? Cos’ha in più, o in meno, rispetto a quella rossa tradizionale? Per capire la differenza tra i due tipi di terreno partiamo dal procedimento base per ottenere quello classico, le misure riportate sul sito del torneo madrileno sono quelle bilanciate per ottenere una granulometria da 1 a 1,5 mm.

Quando si ‘crea’ la terra rossa, in primis bisogna unire la sabbia con l’acqua in modo da ottenere un blocco unico su cui lavorare. Questo viene poi cotto ad una temperatura che oscilla tra i 950 e 1020 gradi ed infine, l’ultimo passo, è quello della triturazione, che permette di ottenere la granulometria adeguata alle esigenze del campo.

Cosa cambia quindi quando dobbiamo ottenere la terra blu? Il procedimento è fondamentalmente chimico, ovvero bisogna estrarre l’ossido di ferro, che aiuta ad ottenere il colore che tutti conosciamo. In questo modo avremo da lavorare una base di sabbia bianca.

Il secondo passo invece prevede invece una cottura ad una temperatura massima leggermente inferiore, ovvero 950 gradi; infine – come nel caso precedente – si passa alla triturazione.

Per quanto riguarda la colorazione possono essere intraprese due modalità di lavorazione: una a monte, ovvero quando si crea il blocco di terra bianca, ed una successiva. Nel primo caso si aggiunge all’impasto anche la tinta (che è di derivazione assolutamente naturale). In alternativa, dopo aver creato i grani a fine procedimento, si immerge la terra bianca nella tinta, e si lascia riposare per 24 ore. L’asciugatura avviene poi nel passo successivo.

Il colore che viene usato, in entrambi i casi, è a base d’acqua.

Una volta ottenuto il composto, inizia la preparazione della pista. che richiede un doppio strato di terra: la prima deve ‘colorare’ la base del campo, in modo da evitare che durante gli scambi, si possano vedere  tratti di bianco. Questa prima base è molto fina e si attacca in maniera decisa al fondo. Una volta completato questo processo, si distende la seconda mano, quella che poi noi tutti vediamo in campo. Per realizzare tutto questo procedimento, sono necessari circa 3,5 tonnellate di sabbia.

A Madrid sono molto orgogliosi di questa scelta, perché in qualche modo per loro si tratta di un segno distintivo, un’ulteriore qualificazione per un torneo che ha cercato di essere sempre al passo (se non avanti) con i tempi. Manolo Santana direttore dell’evento in merito ha affermato: “Non vogliamo essere rivoluzionari, ma abbiamo pensato che questo cambiamento faciliterà agli spettatori la visione del gioco, sia sugli spalti, sia da casa. Di certo non possiamo fermarci di fronte al progresso e ora bisogna tenere anche in grande considerazione chi segue le partite in tv, cercando di creare una filosofia buona per tutti”.

Dal punto di vista tecnico invece, Gaston Cloup – attuale responsabile dei campi a Madrid, ma già noto per i suoi vent’anni spesi al Roland Garros – ha tenuto a sottolineare che, al di là del colore, le prestazioni della superficie non sono state assolutamente alterate rispetto all’originale: “ La prima sensazione con la terra blu è stata ottima, sono rimasto affascinato dalla sua qualità. Se si fa eccezione per il colore, tutto è rimasto immutato, quindi anche per i giocatori non cambierà assolutamente nulla una volta in campo”.

Al di là della bontà della superficie, l’occhio avrà bisogno del suo tempo per abituarsi alla nuova colorazione. Si tratta di una rottura rispetto al passato e anche se la decisione non è stata unilaterale, ma concertata con gli organi dell’Atp e Wta, molti hanno storto il naso.

Madrid va comunque avanti con il suo programma, ammettendo che questa scelta le regala ancora una volta un segno di unicità e aspetta con impazienza il primo re della terra azzurra


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