MARDY FISH SALTA ANCHE GLI AUSTRALIAN OPEN

Il trentenne tennista americano non ha ancora risolto completamente la sua aritmia al cuore, problema che lo tiene lontano dai campi dall’ultimo Us Open di agosto.

“Ero completamente nel panico, credevo che stessi morendo”. Queste le parole di Mardy Fish  quando  ha raccontato la terribile notte dello scorso marzo a Miami, notte nella quale l’americano si è svegliato dal sonno alle 3 e mezza di notte con il cuore che gli batteva tre volte tanto la velocità normale. Subito di corsa a svegliare l’allenatore e la decisione di chiamare il 911. Mardy, con tanta paura, lascia l’hotel in barella e viene portato all’ospedale locale. Qui i dottori gli fanno la prima diagnosi: affaticamento. Parola che però non piace tanto a Fish, perché il problema si rivelerà più serio. Ne segue la forzata rinuncia ai quarti di finale di Coppa Davis contro la Francia. “Durante il giorno non avevo nulla, stavo bene, potevo anche allenarmi. Ma ogni volta, prima di andare a letto, la mia mente iniziava  a tormentarsi, per paura che succedesse di nuovo. Riuscivo solo a dormire nel mio letto e solo con qualcuno vicino”.

Una situazione chiaramente inconciliabile  con la vita di un tennista professionista. Mardy continua ad allenarsi, ma nel torneo di Houston di aprile ha un’altra ricaduta preoccupante che lo porta a perdere malamente al primo turno con Michael Russel, numero 139 del ranking. Così, la coraggiosa scelta di operarsi chirurgicamente nei primi giorni di maggio, un intervento di angioplastica che fortunatamente va bene. “L’operazione è andata alla grande, ora voglio pensare solo a stare bene. La cosa divertente è che dopo questi mesi di assenza sono ancora il primo degli americani e nella top ten, e non voglio starmene col sedere seduto mentre sono numero 10 del mondo”. Dopo una lunga riabilitazione, che gli fa saltare Roland Garros e la stagione sulla terra rossa, l’americano riesce a partecipare a Wimbledon a fine giugno, dove ben figura perdendo negli ottavi di finale da Jo-Wilfred Tsonga. Poi la stagione estiva sul cemento americano che va tutta liscia e con buoni risultati. Ma è durante gli Us Open che il cuore di Mardy torna a battere con irregolarità. Dopo due toste partite vinte con Nikolay Davydenko e Gilles Simon, la decisione sofferta di non scendere in campo contro Roger Federer negli ottavi di finale. Da quel momento riinizia il calvario del giocatore nato in Minnesota, che ora è costretto a usare un elettrocardiogramma portatile in modo da monitorare l’attività del suo cuore e prevenire anomalie future. Fish ora è scivolato alla posizione 27 del ranking mondiale, proprio quando, dopo anni di carriera, il suo bel tennis stava dando i suoi frutti.

L’ultima notizia è quella che lo vede costretto a saltare  anche gli Australian Open, sperando di poterlo vedere di nuovo in campo a febbraio per il SAP Open in San Jose. Anche perché lui non si darà per vinto e come ha già ribadito, col sedere per terra a vedere quello che succede non ci rimane. Forza Mardy!


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