MARIA SHARAPOVA DOMINA VENUS, OTTIMA KERBER

Maria Sharapova domina una spenta Venus Williams. Angelique Kerber supera Madison Keys 6-2 7-6. Fuori Marion Bartoli, avanti Kirsten Flipkens.
venerdì, 18 Gennaio 2013

Nel giorno che vede scendere in campo i match di terzo turno della parte bassa del tabellone femminile il vento copre di nuvole il cielo di Melbourne e ridimensiona la temperatura fermando il termometro a ventitré gradi. E’ pure il giorno del venticinquesimo compleanno di Angelique Kerber e, se gli organizzatori dell’Open Australiano le regalano la possibilità di scendere in campo sulla Rod Laver Arena, meno galante si direbbe essere stato il tabellone che la oppone alla statunitense Madison Keys. Nata diciassette anni fa a Rock Island, in Illinois, la Keys è cresciuta tennisticamente nell’Accademia di Chris Evert, a Boca Raton in Florida, ha già conquistato tre titoli ITF, attualmente è la numero 105 del ranking e pare destinata a raggiungere entro brevi tempi i piani alti della classifica.

Sono proprio i due colpi migliori della giovane americana, il servizio ed il rovescio bimane, a tradirla nei primi game della partita; mentre la Kerber può fare affidamento sulle accelerazioni  del suo diritto mancino e fugge con facilità sul 5-1. A questo punto la Keys riesce a tenere per la prima volta il servizio ma, sul 5-2, la testa di serie numero cinque gioca un game in contenimento e chiude la prima frazione a proprio favore. Se in apertura di secondo set la tedesca ottimizza la terza palla break e si porta subito sull’1-0; che Madison si sia finalmente liberata dalla tensione che l’ha attanagliata per una mezzora abbondante, appare evidente sin dal game successivo. La statunitense inizia ad impostare il punto più giudiziosamente e, che il braccio le si sia sciolto, lo testimoniano due affondi di rovescio che lasciano la Kerber immobile, in centro al campo. Recuperato il break, le due mantengono ognuna il proprio servizio senza grossi patemi fino al 3-3 quando la Keys si ritrova sotto 0-40. Angelique può rimproverarsi solo di aver sbagliato un rovescio di routine, il resto lo fa la Keys che, con autorità si porta 4-3. Dopo il cambio campo iniziano a cadere le prime gocce di pioggia ed è la Kerber a dover fronteggiare con successo una palla break. Lo fa a modo suo: prima serve in slice per spingere la Keys fuori dal campo e farle rispondere centrale, poi si appresta a rischiare il tutto per tutto facendo leva sul classico uno-due di diritto che, puntualmente chiude in lungolinea. La tedesca a questo punto si avvicina al seggiolone dell’arbitro e, siccome la pioggia s’é fatta più insistente, chiede la chiusura del tetto. Tempo dieci minuti e le due riprendono sul 40-40. L’esperienza non è acqua; Angelique gioca due prime di contenimento, muove l’avversaria senza rischiare e si porta sul 4-4 attendendo due errori da parte di Madison, che puntualmente arrivano. La Keys si appoggia al servizio e il 5-4 arriva in un baleno; così come due rovesci le garantiscono lo 0-30. Angelique Kerber ha l’intuizione di chiamare l’occhio di falco per un suo diritto in lungolinea giudicato erroneamente fuori e che invece ha pizzicato la riga così, dal potenziale 0-40 si ritrova 15-30. Scombussolata da una serie di palline profonde, arrotate e centrali, la Keys perde il filo della matassa e dal 5-5 al 6-5, tutto in favore della Kerber, è questione di poco. Più complicato è l’ultimo game ma, quando sul 40-40 un nastro colpito dalla tedesca aggiusta una comoda pallina all’avversaria, Madison non ne approfitta e spara fuori di due metri. Insomma, neppure la Keys vuole rinunciare a fare un sostanzioso regalo di compleanno ad Angelique concedendole gli ennesimi ed ultimi errori gratuiti che proiettano la numero cinque del mondo agli ottavi. Quando una raccattapalle si presenta in campo con una torta al cioccolato, la Rod Laver Arena intona un sentito Happy birthday to you’. Angelique Kerber, felice ed anche un po’ sorpresa dalla dimostrazione di affetto afferma: “Oggi è stata dura, la mia avversaria è giovane e fortissima. Sono contenta di essere riuscita a dare il meglio di me. Poi ora mi fate questa sorpresa! beh, Non posso chiedere di più nel giorno del mio compleanno”. Parole sante.

Il match tra Marion Bartoli, testa di serie numero 11, ed Ekaterina Makarova, numero 19 del seeding, è invece caratterizzato da incessanti capovolgimenti di scena, tanto da suggerire l’impressione che le due giocatrici offrano al pubblico uno spettacolo più simile a un film d’azione piuttosto che una partita di tennis. Peccato solo che quest’azione non abbia nulla a che vedere con le trame raffinate di un Alfred Hitchkock o con la spettacolarità che imprime alle sue pellicole un Ridley Scott. La tennista russa, che è allenata da Evgenia Manyukova ed ha la madre sempre al proprio fianco, si porta in vantaggio 3-0 ma; non appena Marion Bartoli, che dal canto suo non si separa un attimo dall’ingombrante dottor Walter che è allo stesso tempo padre e allenatore, mette un minimo di ordine ai suoi colpi e smette di sparacchiare in ogni dove tranne che sul rettangolo di gioco, agguanta l’avversaria sul 3-3. Poi per la francese è di nuovo il black out tanto che la Makarova torna a condurre 5-3 40-0. A questo punto la finalista di Wimbledon 2007 ha un moto d’orgoglio, annulla tre set point e, pur andando a tastoni, si trascina fino al tie-break, approfitta del braccino della moscovita e, dal 1-4 mette a segno un parziale di sei punti a zero. Ma non c’è pace per Marion i cui sprazzi di buon tennis sono sempre più brevi e perso il secondo set per 6-3 si ritrova sotto 5-3 e match point, tutto a favore di Ekaterina Makarova. Ora però non si capisce chi tra le due abbia più paura di vincere o di perdere; fatto sta che la Bartoli recupera il break di svantaggio ma, quando va a servire sul 4-5 gioca gli ultimi quattro punti in modo disastroso. Il risultato finale è 6-7 6-3 6-4 per Ekaterina Makarova che agli ottavi di finale dovrà vedersela contro Angelique Kerber.

Kirsten Flipkens, l’ex ragazzina prodigio numero uno del mondo juniores e trionfatrice a Wimbledon ed US Open under 18 che, prima di perdersi nei meandri dei dubbi, sembrava destinata a raccogliere l’eredità della ‘sorella maggiore’ Kim Clijsters, e del suo idolo, Justine Henin; ha sconfitto con il punteggio di 6-2 4-6 6-3 la russa Valeria Savinykh. Non vincerà mai un torneo del Grande Slam, Kirsten, la belga fiamminga come la Clijsters ed esile come Justine, e forse non arriverà nemmeno mai tra le top ten; ma vederla giocare è un piacere per gli occhi. Oggi oltretutto è riuscita a sconfiggere Valeria Savinykh, tennista proveniente dalle qualificazioni ma in fiducia dopo la vittoria su Dominika Cibulkova. La ventiduenne russa è una regolarista tenace, grintosa ed è una di quelle tenniste che dal primo all’ultimo minuto di match ha la sfrontatezza di mostrare il pugno anche sull’errore dell’avversaria. Nel match odierno però la Savinykh nulla ha potuto contro Kirsten Flipkens la quale non si è limitata a deliziare il pubblico con il suo tennis vario e tecnicamente impeccabile; ma è riuscita ad essere concreta al punto da far proprio il match.

Quando sei sul campo non pensi a quanti titoli dello Slam ha vinto la tua avversaria, pensi a giocare un punto alla volta ed a vincerne il più possibile. Certo, giocare contro Venus non è mai facile”; pronunciate queste parole Maria Sharapova si appresta a scendere in campo nel match programmato per la sessione serale che la vede opposta alla maggiore delle sorelle Williams. Glihead to headtra Venus Williams e Maria Sharapova parlano a favore della russa che è in vantaggio per 4-3. La statunitense però ha vinto i due incontri disputati nelle prove del Grande Slam, entrambi a Wimbeldon. Quello che viene considerato l’appuntamento clou della quinta giornata di tennis agli Australian Open si rivela però essere un match a senso unico. Il doppio fallo con cui Venus inaugura l’incontro rende l’idea di come, già di partenza, la statunitense celi in se’ stessa, in quella subdola malattia che grava su di lei procurandole stanchezze improvvise, il primo nemico insormontabile. Se poi, dall’altra parte del campo c’è una Maria Sharapova in forma smagliante, capace di trovare vincenti da ogni angolo del campo, allora il passaggio del turno diventa ostico per qualsiasi tennista, figurarsi per Venus che va in affanno al terzo scambio. Nel primo set è solo sul 4-0 in favore della russa che la ‘Venere nerariesce ad interrompere la striscia negativa ed a vincere un game; così come nella seconda frazione ha una flebile reazione quando, sotto per 3-0, fa affidamento sull’innata classe di cui è dotata e lotta un paio di game alla pari. Poi però, sul 4-1 Sharapova, Venus Williams paga lo sforzo e da quel momento non sembra in grado di raggiungere le fucilate che la russa spara a un metro dalle righe laterali. Sul  5-1, servizio Sharapova, l’americana riesce a portarsi 0-40. Maria però non ci sta e recupera i tre punti di svantaggio con la forza. Venus sospira, rivolge uno sguardo alle tribune, forse alla madre che inquadrata di sovente pare soffrire ancora più della figlia, e con il cuore riesce a procurarsi altri due vantaggi prima di riuscire a strappare il servizio alla russa. L’ex numero uno del mondo va a servire sul 5-2 e mette a segno il suo game più bello, ottimizzato da tre discese a rete straordinarie che infiammano la Rod Laver Arena che mai l’ha vista trionfare a Melbourne. Ma è una sorta di ‘canto del cigno’; il game successivo Maria Sharapova va a servire per il match ed infligge a Venus una sconfitta triste ma ineccepibile.

 

Venerdì 18 gennaio 2013. Singolare femminile – Terzo turno

[2] Maria Sharapova (RUS) beat [25] Venus Williams (USA) 6-1 6-3

[4] Agnieszka Radwanska (POL) beat Heather Watson (GBR) 6-3 6-1

[5] Angelique Kerber (GER) beat Madison Keys [USA] 6-2 7-6

[6] Na Li (CHN) beat [27] Sorana Cirstea (ROU) 6-4 6-1

[19] Ekaterina Makarova (RUS)beat [11] Marion Bartoli (FRA) 6-7 6-3 6-4

[13] Ana Ivanovic (SRB) beat [22] Jelena Jankovic (SRB) 7-5 6-3

[18] Julia Goerges (GER) beat Jie Zheng (CHAN) 6-3 1-6 7-5

Kirsten Flipkens (BEL) beat Valeria Savinykh (RUS) 6-2 4-6 6-3


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