SHARAPOVA E MAKAROVA AI QUARTI

Maria Sharapova spazza via Kirsten Flipkens infliggendole un netto 6-1 6-0. Ekaterina Makarova sconfigge 7-5 6-4 la testa di serie numero 5, Angelique Kerber.
domenica, 20 Gennaio 2013

Melbourne. La settima giornata di gioco agli Australian Open prevede i quattro match di ottavi di finale allineati nella parte bassa del tabellone femminile. Le prime a scendere in campo sono la testa di serie numero 5, Angelique Kerber, e la numero 19 del seeding, Ekaterina Makarova. Nata a Mosca nel 1988, la Makarova è diventata professionista a soli quindici anni per poi tradire le attese, finora ha infatti vinto solo tre titoli nel circuito ITF ed un torneo WTA, nel 2010 ad Eastbourne, dove batté in finale Victoria Azarenka. Da un paio di stagioni però, si presenta a Melbourne particolarmente ispirata: se nel 2012 al quarto turno dell’open australiano ha sconfitto una Serena Williams in precarie condizioni fisiche, quest’anno a farne le spese è stata un’irriconoscibile Angelique Kerber.

Il match inizia con entrambe le tenniste che tengono il loro turno di battuta ma, la prima palla break arriva già sull’1-1 quando, con la Kerber al servizio, le due si fronteggiano in un estenuante scambio tra diritti mancini, che incrociano sempre più stretti, fino a che la moscovita non decide di arrischiare il lungolinea. Angelique ritorna in parità, ma solo per poco, perché da li a meno di un minuto affossa in rete due diritti ed è 2-1 per la sua avversaria. La Makarova, in fiducia, tiene a zero il game successivo, mentre la Kerber appare nervosa, lenta sulle gambe e soprattutto incapace di dettare i ritmi del match come è solita fare con le tenniste di classifica inferiore. La situazione per la tedesca si fa ancora più gravosa quando, sul 4-2, la Makarova le strappa di nuovo il servizio e si porta a condurre 5-2. Quando la tennista russa va a servire per il primo set commette però due doppi falli, subisce due vincenti della Kerber ed il primo break di vantaggio sfuma. Sul 3-5 la Kerber si ritrova sotto 0-30 e  decide di ‘rischiare il tutto per tutto’ trovando una serie di vincenti che le permettono di ridurre ulteriormente le distanze. La Makarova torna a servire per il set sul 5-4 e, nonostante un doppio fallo, si porta sul 40-15. Entrambi i set point vengono però annullati dalla tedesca che fa suoi due scambi prolungati risolti con altrettanti errori della russa. Ad aggancio avvenuto Angelique Kerber sembra destinata ad effettuare il sorpasso. E invece no; il braccio della Makarova questa volta non trema e, tornata in vantaggio 6-5, chiude la prima frazione. Angelique Kerber cerca di ricomporre i pezzi del puzzle, che forse mai avrebbe pensato potesse rivelarsi tanto complicato; evita di correre rischi e preferisce giocare d’astuzia, in contenimento, quasi aspettasse al varco un momento di ‘defiance’ della Makarova.  Calo di concentrazione che la russa sembra avvertire quando sotto di 1 game a 2, batte delle egregie prime e si porta agilmente 40-0 ma poi perde tre punti consecutivi. La numero 5 del mondo però non ne approfitta e ad Ekaterina occorrono quattro vantaggi prima di raggiungere la teutonica sul 2-2. La Kerber, che lamenta un dolore alla spalla sinistra, chiede il ‘medical time out’ ed una volta rientrata in campo tenta di premere sull’acceleratore. Sul 4-3, Angelique ha in due palle break la possibilità di distaccare la moscovita ma è una sorta di ‘stato di graziaquello in cui sembra essere avvolta la Makarova che non solo annulla le due palle break ma, sul 4-4 se ne procura una in suo favore e subito la ottimizza. Andata a servire per il match, la russa realizza un vincente di rovescio, beneficia di due errori della tedesca e chiude con un ace un match che ha ampiamente meritato di vincere.

Sulla Rod Laver Arena si affrontano anche la testa di serie numero 2, Maria Sharapova, e la numero 43 del mondo, Kirsten Flipkens. Se Maria Sharapova è stata un’enfant prodige capace di trionfare a Wimbledon a soli 17 anni, il Belgio aveva riposto non poche speranze nella Flipkens quando, tra le juniores, riuscì a sedersi sul gradino più alto del ranking ed a vincere sia gli Us Open che a Wimbledon, sempre under 18. Due promesse divise da un anno di età e, sicuramente di differente portata’: se la russa ha continuato a mietere successi negli Slam maggiori, la belga, passata professionista, si era proprio persa per strada. Ora, la Flipkens, che anno scorso ha rischiato la vita a causa di embolia, ha fatto ordine nella sua vita ed è riuscita a risalire la china. Kirsten parte bene al servizio e, seppure deve ricorre ai vantaggi, riesce a portarsi in vantaggio 1-0. Con il senno di poi si tratta dell’unico game messo in saccoccia da parte della ventisettenne proveniente dalla regione fiamminga del Belgio. Un 6-1 quello a favore di Maria Sharapova che non lascia spazio all’interpretazione seppure, durante il secondo turno di servizio, la russa abbia dovuto salvare tre palle break prima di raddrizzare un game dove aveva commesso ben tre doppi falli. Il secondo set parte, prosegue e finisce con un punteggio ancora più severo: 6-0. Troppo gracile la Flipkens e troppo fragile il suo tennis per una valchiria come la divina siberiana. La ventiseienne russa giocherà il turno successivo contro la connazionale Ekaterina Makaraova in un match che rappresenta la rivincita dei quarti di finale giocati a Melbourne nel 2012. Sicuramente la Makarova, è riuscita a rafforzare il suo tennis ed a limitarne gli svarioni, allo stesso tempo però Masha appare in condizioni fisiche nettamente superiori rispetto all’anno scorso e sembra decisa a replicare la vittoria nello Slam australiano che ottenne nel 2008 .

 

20 gennaio 2013. Singolare femminile – Ottavi di finale

[2] Maria Sharapova (RUS) beat Kirsten Flipkens (BEL) 6-1 6-0

[5] Angelique Kerber (GER) beat [19] Ekaterina Makarova (RUS) 7-5 6-4


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