UN’AMARA SCONFITTA

Maria Sharapova è delusa, dopo la sconfitta contro Flavia Pennetta di ieri. Ora la regina del terzo set si prepara a rivedere il match alla tv, per capire cosa è andato storto...
sabato, 3 Settembre 2011

New York – E’ tanta la delusione per Maria Sharapova, triste di lasciare gli Us Open così presto, al terzo turno. Flavia Pennetta, che l’ha sconfitta in tre set, è stata più brava di lei. “Rivedrò questa partita, per capire meglio cosa ho sbagliato” ha detto la russa, che prima di ieri non aveva mai perso un terzo set quest’anno. Masha ci credeva, era riuscita a recuperare dal 1-4 al 4 pari, ma non ha saputo sfruttare le occasioni giuste. “Quando sono in campo non penso mai di poter perdere” dice lei, che però ieri, alla stretta di mano con Flavia, deve essersene resa conto. E ora si torna a lavorare, su tutto quello che ieri è andato storto.

Come ti senti?

Bene.

Dov’era il tuo gioco? Cos’è successo? Hai commesso molti doppi falli. Hai perso la concentrazione?

Sì, ho commesso troppi doppi falli. Ho lottato per rientrare in partita nel terzo set. Nei primi punti di ogni game avevo occasioni per portare a casa il gioco e non sono riuscita a sfruttarle. Quando sei sotto 1-4, riesci a tornare in partita e ricominci a commettere errori, significa che sei troppo inconsistente per vincere.

Avevi la sensazione di poter contare sempre sul tuo dritto oggi?

Non potevo contare su quasi nessun aspetto del mio gioco oggi.

Nel match di primo turno avevi dovuto lottare, dopo essere stata in svantaggio di un set. Nel secondo turno, invece, era stato tutto più facile. Quando sei nel mezzo di una partita come quella di ieri, ti capita di ripensare alle partite precedenti?

No. Ogni match è nuovo, ogni avversario è differente, non va mai com’è andata nella partita precedente o in dieci partite fa. Ho avuto delle chance, su questo non ci sono dubbi. Oggi, evidentemente, era un giorno no.

Ovviamente ami gli Us Open. Hai lavorato molto duramente per prepararti a questo evento. Puoi descriverci le tue sensazioni?

Sono delusa. Mi dispiace aver perso qui a New York. Perdere non è divertente per nessuno, tutti vogliamo vincere. Non lavoriamo per cercare di perdere. Così, quando abbiamo delle possibilità di vincere, ma non riusciamo a sfruttare le occasioni, è dura. Ma va tutto bene.

Hai perso con la Pennetta anche a Los Angeles, l’ultima volta che avevate giocato prima di ieri. Hai trovato differenze tra i due match?

E’ difficile ricordare un match di così tanto tempo fa.

Quest’anno non avevi mai perso un terzo set. Oggi hai pensato che avresti vinto dopo aver recuperato dal 1-4 al 4 pari?

Non penso mai di poter perdere, non importa se sono 1-4 sotto o 0-5. Non lo penso mai, indipendentemente da come sto giocando. Non si può avere quella mentalità.

Credi di non aver giocato il tuo tennis o che sia stata soprattutto lei a dare il suo meglio?

Lei ha giocato in modo molto intelligente. E’ il suo gioco, ti fa colpire tante palle. Anche quando avevo palline in mezzo al campo, non sono riuscita a sfruttarle. Avrei potuto fare di più.

Cosa farai adesso?

Non ho programmi. Non avevo scritto sull’agenda ieri sera.

Pensi, in qualche modo, di aver battuto te stessa oggi?

No. La mia avversaria ha giocato molto bene e io ho commesso molto errori che mi sono costati la partita.

Muovevi spesso il braccio. Sentivi dolore?

No.

Hai parlato di gioco aggressivo. Ti è sembrato oggi di essere sempre stata troppo dietro nel campo?

Probabilmente rivedrò il match per capirlo, ma direi di sì, ero sempre troppo indietro. E’ quello che lei voleva. E’ parte del suo gioco.

Quindi rivedrai questa partita?

Sicuramente.


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