MARIA SHARAPOVA: “MI ISPIRO A NADAL”

TENNIS - Maria Sharapova potrebbe essere la favorita agli Open di Francia, se non fosse per Serena Williams. Ma la russa ha un titolo da difendere e si confessa in una lunga intervista a USA Today.
giovedì, 23 Maggio 2013

Tennis, Parigi – Non sarà facile difendere il titolo per la campionessa in carica del Roland Garros, Maria Sharapova. La russa, al n°2 del ranking WTA, dovrà vedersela con la sin qui straripante Serena Williams, avanti 13-2 negli head to head, che continua imperterrita a dominare il tennis femminile.

“Più opportunità si ottengono, più possibilità ci sono di farcela,” ha detto seccamente la Sharapova a USA TODAY Sport. La 26enne russa ha spezzato la striscia di 13 set della Williams poco tempo fa, durante la finale a Miami, dove la Sharapova guidava il match di un set e un break. Pochi errori sparsi hanno però permesso alla Williams di approfittarne e riprendere il controllo del match per poi vincere 4-6, 6-3, 6-0.

“Con una giocatrice come lei che è una campionessa incredibile e ha tanta esperienza e fiducia, davvero non puoi dargliele,” ha detto Masha, ammettendo di aver tolto il piede dal pedale. Ma qualunque posto la Williams occupi nella sua mente, il pensiero più comune tra gli addetti ai lavori è quello di un blocco psicologico. Anche se il suo ex allenatore dice il contrario.

“Mi sembra che lei si arrenda un po’ troppo facilmente a Serena”, dice Michael Joyce, allenatore a tempo pieno della Sharapova dal 2005 al 2011. “Questo deve cambiare se vuole avere una possibilità.”

Dopo tutto, ha aggiunto Joyce, Serena Williams è vulnerabile ai nervi della sua avversaria e non supera i quarti di finale agli Open di Francia da un decennio. Chi può dimenticare per la sua scioccante sconfitta al primo turno contro la n° 111 Virginie Razzano dello scorso anno? “Anche lei è umana,” ha continuato Joyce sulla Williams.

Serena ha vinto solo una volta il Roland Garros, nel 2002. Ma arriva a Parigi da 15 volte vincitrice di grandi slam, con tre titoli consecutivi sulla terra battuta e una striscia impressionante di 24 vittorie consecutive. “Il livello che ha quando gioca bene, credo che nessuno possa batterlo,” ha detto John McEnroe in una conference call con i giornalisti. La Williams ha 31 anni e ha dominato la Sharapova per quasi un decennio. La n° 1 statunitense, come dicevamo, ha vinto le ultime 12 partite, perdendo l’ultima nel 2004.

Ma ci sono altre contendenti al trono di Parigi, come la vincitrice del 2011 Li Na e la campionessa in carica degli Australian Open, Victoria Azarenka. Anche se, in tutta onestà, non ci sono due donne che sono state impressionanti come lo sono state sulla terra rossa la Sharapova e la Williams nelle ultime due stagioni.

La vittoria di Masha contro la nostra Sara Errani l’anno scorso in finale le ha permesso di mettere a segno il suo Carreer Slam e l’ha catapultata al n°1 in classifica per la prima volta dal suo ritorno dopo l’intervento chirurgico alla spalla alla quale si è sottoposta nel mese di Ottobre 2008.

“Sono stata davvero felice di aver conquistato quei due successi in due settimane,” ha detto la russa. “E’ sempre bello quando entrambi arrivano insieme.”

La Sharapova possiede un’innata insensibilità alle avversità, che riesce a superare lasciandosele scivolare addosso come acqua su una spalla. Dopo aver vinto Wimbledon a 17 anni nel 2004 e dopo aver allietato Madison Avenue con la sua combinazione di sguardi, fascino e talento, la Sharapova ha abilmente affilato le sue armi in età adulta. Il tennis femminile ha visto un’enormità di fenomeni  adolescenti che non hanno mai dominto a causa di ‘difetti’ mentali, psicologici o fisici, da Andrea Jaeger a Jennifer Capriati a Jelena Dokic. Al contrario, la Sharapova è sopravvissuta alle avversità e ha prosperato.

Anche dopo un’assenza di 10 mesi nel 2008-09 dopo l’intervento chirurgico alla spalla destra, Masha è tornata al top di questo sport. Un esempio di capacità di resistenza: ha ottenuto la sua vittoria numero 500 a Madrid questo mese, la trentaseiesima donna a farlo e la più giovane tra le giocatrici WTA in carriera.

Ben vista da alcuni, ma non da tutti. Molto criticata in patria a causa della sua vita da star, tra red carpet, attività imprenditoriali e continui lanci commerciali. Risidiede in una splendida casa a Manatthan Beach in California e si colloca come l’atleta femminile più pagata del 2012: Forbes le attribuisce introiti pari a 27,9 milioni dollari. Ma lei assicura, le sue priorità sno sul campo.

“Amo assolutamente quello che sono in grado di fare in campo, sia nei momenti buoni che in quelli meno buoni”, dice la Sharapova. “Apprezzo entrambe le parti.”

“E’ bella, ricca, con una carriera da Hall of Fame, ma la fame non è sembrata placarsi”, dice Tracy Austin, che ha vinto il suo primo dei due US Open a 16 anni. “Mi sono divertita a guardare la sua crescita.”

Quello che mantiene fresca la Sharapova è il fatto di aver interiorizzato la sua soddisfazione, piuttosto che giocare per confermare se stessa: “E’ diventato molto più personale per me rispetto al fatto di mostrare al mondo che ho vinto. Prima pensavo,’ Wow, ho raggiunto questo traguardo. Guarda quello che ho fatto!’ Ora le mie vittorie sono mie. Sono molto più riconoscente dentro di me e ho potuto davvero fregarmene di chiunque altro”.

In realtà pochi sarebbero stati sorpreso di vedere la Sharapova terminare la sua carriera senza un titolo del Roland Garros. Il suo stile suggerisce che ama giocare sull’erba e che preferisce le superfici veloci. Sulla terra il ritmo è più lento, i rimbalzi sono più alti e irregolari e il footing è meno stabile, tuto quello che accentua le sue debolezze. Ma la Sharapova ha annullato i suoi punti deboli mostrando una svolta sorprendente. Lavorando sulla sua forza e sul movimento negli ultimi due anni con il suo preparatore atletico a tempo pieno, Yutaka Nakamura, ha imparato a tenere negli scambi lunghi e giocare meglio in difesa. In seguito sotto la guida dell’allenatore Thomas Hogstedt, ha lavorato sul suo dritto piatto, prendendo un po’ di margine in più, e ha stabilizzato il suo servizio.

Il risultato di tanto lavoro? Cinque dei suoi ultimi sei titoli sono arrivati sulla terra, anche a Stoccarda, questo mese, prima del 2008 aveva vinto solo una volta su quella superficie. Da quando è tornata dal suo infortunio alla spalla nel 2009, ha un record di 54-8 sulla terra, rispetto al 39-13 che aveva in precedenza.

Alcuni dicono che ha beneficiato di una mancanza di concorrenza sulla terra, soprattutto dal primo dei due ritiri della quattro volte campione degli Open di Francia Justine Henin nel 2008. Ma la Sharapova ha grinta da vendere. Dice di ispirarsi al sette volte vincitore di Parigi, Rafael Nadal ma non a causa della sua abilità sulla terra battuta, ma perché anche lui era considerato un tempo improbabile nella transizione verso l’erba. Ma ha vinto a Wimbledon nel 2008 e nel 2010.

“Io non credo che ci siano campi adatti al giocatore”, ha detto la Sharapova. “Ma sono i giocatori a doversi saper adattare al campo.” Non fa una piega.

Fuori dal campo, Masha ha recentemente firmato un contratto multimilionario con la casa automobilistica tedesca Porsche, aggiungendosi ad una scuderia di testimonial come il Head, TAG Heuer, Nike, Cole Haan, Evian e Samsung. La sua linea di caramelle auto-prodotta poi, Sugarpova, è andata al di là delle sue aspettative e debutterà a Parigi questa settimana grazie al rivenditore Colette.

Non molto ‘sociale’ nella vita di tutti i giorni, la siberiana è approdata su Twitter, e anche se un po’ tardi gode di un fanbase esagerato. Ci ha preso gusto a connettersi con i fan in un modo più personale, anche se spesso e volentieri si ritrova a leggere dei commenti duri.

“Non mi dà più fastidio”, ha detto. “Li leggo e penso, ‘Oh, è divertente.’ Vado avanti e non ci ritorno su due volte.”

Riuscirà la bella Maria ad essere in grado di dire la stessa cosa preparandosi ad affrontare una Serena Williams rinascente? Qualunque cosa le portino le prossime due settimane, che sia un altro titolo degli Open di Francia, o una demoralizzante sconfitta contro la Williams, la Sharapova dice che continuerà a dare tutto. “Finchè avrò lo spirito competitivo,” dice, “è così che la vivrò.”


3 Commenti per “MARIA SHARAPOVA: “MI ISPIRO A NADAL””


  1. renato ha detto:

    troppo forte la Sharapova,in tutti i sensi,come donna e come tennista…da sola vale il costo del biglietto!

  2. Silvia ha detto:

    Bella e saggia 😉

  3. Luca ha detto:

    Certe volte Maria regala delle perle fantastiche.
    “Io non credo che ci siano campi adatti al giocatore, ma sono i giocatore a doversi saper adattare al campo”


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