MARIA SHARAPOVA PROSEGUE LA SUA MARCIA, VENUS D’AUTORE

Ennesimo 6-0 6-0 di Maria Sharapova, al terzo turno affronterà Venus Williams. Avanti Angelique Kerber; ora la attende la 17enne Madison Keys. Cibulkova sconfitta dalla Savinykh.
mercoledì, 16 Gennaio 2013

E’ in una Melbourne che arde sotto al sole che le tenniste posizionate nella parte bassa del tabellone si contendono l’accesso al terzo turno degli Australian Open. Incurante di tutto e di tutti, Maria Sharapova continua implacabile la sua marcia e, dopo aver inflitto alla Putchkova un rintronante 6-0 6-0, ha riservato la stessa sorte alla giapponese Misaki Doi. Un match privo di qualsiasi pathos quindi, ma ricco di un numero spropositato di vincenti  da parte della russa che sta sorreggendo il suo tennis esplosivo ad una condizione fisica pari ai suoi anni migliori. Finalista nel 2012 dove è stata sconfitta nettamente da Victoria Azarenka, la Sharapova sembra decisa quest’anno ad arrivare fino in fondo.

Valeria Savinykh, classe 1991, è l’artefice dell’eliminazione di Dominika Cibulkuva, testa di serie numero 15. La tennista russa, proveniente dalle qualificazioni ed attualmente al 159° posto del ranking mondiale, si è presentata in campo dimostrando sin dai primi game un pragmatismo e una freddezza da tennista consumata tanto da strappare in apertura il servizio all’avversaria. Fronteggiate due palle break, la Savinykh si è quindi portata sul 2-0 palesando la sua tattica: lasciare che fosse la Cibulkova a ‘fare il match’. Insomma, se la slovacca voleva vincere doveva chiuderseli i punti, Valeria non le avrebbe regalato nulla. E così, come è accaduto ogni volta che si è trovata ad un passo dal compiere quel salto di qualità capace di proiettarla nelle top ten; la Cibulkova ha fallito. Professionista dal 2005, Dominika  ha conosciuto la sua miglior classifica nel 2009 quando, dopo aver battuto Maria Sharapova ha centrato la semifinale del Roland Garros e s’è issata fino al 12° gradino del ranking. La grinta non le è mai mancata, così come non si è mai risparmiata nel compiere piccole imprese, come anno scorso sempre a Parigi, quando ha sconfitto la numero uno del mondo, Victoria Azarenka; eppure non è mai riuscita a compiere il ‘grande salto’. Limiti principalmente tattici; oggi ad esempio, la Cibulkova si è ostinata a tirare mine a destra a manca, senza mai ricercare gli angoli stretti, non ricorrendo quasi mai al contropiede, mostrandosi indifferente al fatto che la Savinykh, spesso piazzata un metro abbondante oltre la riga di fondo, aveva come unico scopo quello di farla incorrere in errori per nulla forzati. Valeria Savinykh si è ritrovata in saccoccia ben 57 regalicompiuti dalla sua avversaria, ma le va riconosciuto il merito di non aver tremato nei momenti importanti, anzi, di aver scovato proprio in quei frangenti angoli e profondità tali da far sì che la sua avventura a Melbourne proseguisse. 7-6 6-4 il risultato finale a favore della russa.

Il match tra Angelique Kerber, testa di serie numero cinque, e la ceca Lucie Hradecka si è invece concluso secondo pronostico. Se anno scorso la tedesca ha conosciuto una stagione strepitosa, durante la quale si è dimostrata una delle poche giocatrici capaci di battere Serena Williams; questo 2013 si è aperto con qualche tentennamento prima durante il torneo di Brisbane, dove s’è fermata ai quarti, poi a Sydney, dove ha perso in semifinale per mano della Cibulkova. Agli Australian Open però Angelique Kerber pare essere tornata a giocare il suo tennis migliore ed oggi ha superato la Hradecka con un netto 6-3 6-1 in un ora e nove minuti. Tutto si è svolto quindi piuttosto velocemente, a partire dagli scambi. Sin dai primi punti la Hradecka, attualmente numero 51 del mondo, ha cercato soluzioni vincenti e, da eccellente doppista quale è, non ha esitato a proiettarsi a rete in svariate occasioni, finendo però la maggior parte delle volte passata. La Kerber, dal canto suo, ha sì approfittato dei tanti errori commessi dall’avversaria, ma allo stesso tempo ha trovato nei colpi piatti della ceca il ritmo ideale su cui potersi appoggiare e rispedire con mittente le sue bordate.

Correva l’anno 2004 quando il piccolo Belgio si gongolava di aver dato i natali a Justine Henin e Kim Clijsters, entrambe capaci di sedersi sulla poltrona di numero uno del ranking WTA tanto che, conscio dell’esistenza del proverbio ‘non c’è due senza tre’,  ripose non poche speranze in Kirsten Flipkens, capace nell’arco di quella magica stagione di laurearsi campionessa del mondo under 18 e di vincere sia a Wimbledon che gli Us Open a livello juniores. Invece la belga si è rivelata una delle più grandi promesse non mantenute di questi ultimi anni. Qualcuno ha dato la colpa al fisico troppo minuto, qualcun altro al carattere troppo mite, fatto sta che per anni più che una professionista sembrava la ‘mascotte’ della Clijsters; considerata da Kirsten una sorta di sorella maggiore, e della Henin; in cui vedeva il suo idolo, il ‘non plus ultra’. La carriera della Flipkens era compromessa già da tempo ma, dopo aver sfiorato il dramma a causa di un’embolia, pareva proprio essere giunta al capolinea. Invece nella mente di Kirsten è scattato qualcosa: ha fatto pulizia intorno a se’ risparmiando Kim sola e, tornata nel circuito, pare una persona diversa; più determinata. Attualmente numero 43 del mondo, ha dominato la numero 22 del mondo, Klara Zakopalova, infliggendole un severo 6-1 6-0. Un risultato maturato grazie ad un match giocato in modo impeccabile contro una tennista che, pur non conoscendo prodigiosi picchi verso l’alto, riesce a dare al proprio gioco una continuità tale da impedirle di incorrere in pericolosi svarioni. In un circuito femminile spesso accusato di annoverare, Radwanska a parte, una schiera di picchiatrici; se Kirsten Flipkens, che offre un tennis in cui ‘il tocco fa ancora la sua parte’, riuscisse a ritagliarsi uno spazio, ipuristie nostalgici del passato potrebbero tirare un sospirone di sollievo.

La testa di serie numero 30, l’austriaca Tamira Pasznek ha giocato un match in balia della confusione più totale ed è stata travolta dalla giovanissima statunitense Madison Keys che le ha lasciato la miseria di tre game. Nata a Rock Island, nel febbraio del 1995, Madison Keys è cresciuta presso l’Accademia di Chirs Evert, a Boca Raton. Al terzo turno se la dovrà vedere con Angelique Kerber; un ottimo test per sondarne le velleità. Dopo aver vinto, soffrendo, il primo set con il punteggio di 7-5, la francese Marion Bartoli nella seconda frazione ha inflitto un severo 6-0 a Vesna Dolonc. Normale amministrazione per Ekaterina Makarova, testa di serie numero 19, che ha superato 6-3 6-3 la transalpina Stéphanie Foretz Gacon.

Nella sessione serale è scesa in campo la ex numero uno del mondo, vincitrice di sette prove del Grande Slam, di 44 titoli WTA nonché di quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi tra singolare e doppio: Venus Williams. “Non credo di dover dimostrare più nulla in campo, ciò che voglio dimostrare è di aver ancora voglia di vincere”; sono state queste le parole della grande tennista statunitense, pronunciate prima di scendere in campo contro Alize Cornet. Portatasi sull’ 1-0 la Cornet riesce, complici due doppi falli, a togliere il servizio a Venus ma, da quel momento, la potenza e la classe della maggiore delle sorelle Williams non ha lasciato spazio alla francese. Il primo set si conclude 6-3 a favore di Venus che, da campionessa quale è tuttora, non si limita a dominare lo scambio da fondo ma delizia il pubblico della ‘Rod Laver Arena’ con sublimi giocate sotto rete. L’incontro sembra filare liscio ma, sul 2-1 in proprio favore, Venus Williams ha un passaggio a vuoto; un problema di concentrazione, si presume prima; un calo di energia, si teme poi. Lo spettro della sindrome di Sjongren, malattia autoimmune che ha colpito Venus, fa temere il peggio. Alize Cornet, che non è mai andata oltre agli ottavi di una prova del Grande Slam ma nel febbraio del 2009 è riuscita ad arrampicarsi fino al 11° posto del ranking; ne approfitta e si porta a condurre 3-2. Venus però è di parola: ha ancora voglia di vincere. E’ a rete che Venus si procura i ‘punti che contano’ per recuperare il break, è con la grinta che riesce a raccogliere un net colpito dalla francese ed a replicare con una smorzata imprendibile, è grazie alla sua inesauribile passione che chiude un diritto in corsa e va a servire per il match. Il match finisce 6-3 6-3, gli Australian Open di Venus Williams invece continuano. Al terzo turno incontrerà Maria Sharapova. Sarà un match durissimo per Venus che, intervistata a bordo campo commenta: “Sto combattendo la battaglia delle rughe, ma penso di essere ancora in forma”. Il tennis la ringrazia.


 

Mercoledì 16 gennaio 2013. Singolare femminile – Secondo turno

[2] Maria Sharapova (RUS) beat Misaki Doi (JPN) 6-0 6-0

[4] Agnieszka Radwanska (POL) beat Irina-Camelia Begu (ROU) 6-3 6-3

[5] Angelique Kerber (GER) beat Lucie Hradecka (CZE) 6-3 6-1

Valeria Savinykh (RUS) beat [15] Dominika Cibulkova (SVK) 7-6 6-4

[6] Na Li (CHN) beat Olga Govortsova (BLR) 6-2 7-5

Jie Zheng (CHN) beat[9] Samantha Stosur (AUS) 7-5 1-6 7-5

[11] Marion Bartoli (FRA) beat Vesna Dolonc (SRB) 7-5 6-0

[18] Julia Goerges (GER) beat Romina Oprandi (SUI) 6-3 6-2

[19] Ekaterina Makarova (RUS) beat Stéphanie Foretz Gacon 6-3 6-3

[22] Jelena Jankovic (SRB) beat Maria Joao Koehler (POR) 2-6 7-6 6-2

Kirsten Flipkens (BEL) beat [23] Klara Zakopalova (CZE) 6-1 6-0

[27] Sorana Cirstea (ROU) beat Kristyna Pliskova (CZE) 1-6 6-3 6-2

Madison Keys (USA) beat [30] Tamira Paszek (AUT) 6-2 6-1

Heather Watson (GBR) beat Ksenia Pervak (KAZ) 4-6 7-6 6-2

[13] Ana Ivanovic beat Yung-Jan Chan (TPE) 7-5 1-6 6-4

[25] Venus Williams (USA) beat Alize Cornet (FRA) 6-3 6-3


1 Commento per “MARIA SHARAPOVA PROSEGUE LA SUA MARCIA, VENUS D'AUTORE”


  1. renato ha detto:

    la Kerber e tra le sette-otto tenniste che io stimo alla terza sarà
    contro la Keys..che io la vedo tra le grandi dell’futuro.( molto prossimo) difficile per me dire chi vincerà..ma spero sia la Madison…sarebbe una bellissima conferma di fiducia per lei..


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