MARION BARTOLI E QUELLA LUCE ALLA FINE DEL TUNNEL

L'incubo di Marion Bartoli, vincitrice dei Championships nel 2013, sembra essere arrivato ad un punto di svolta: dopo essere stata dimessa venerdì dalla clinica di Merano, la francese ha confessato di aver fatto piccoli ma importantissimi miglioramenti
domenica, 31 Luglio 2016

TENNIS – Dal paradiso all’inferno. Marion Bartoli ha visto la gloria, ha superato i pregiudizi, ha vinto con le proprie forze e ha lasciato il tennis con coraggio, da campionessa. La vita al di fuori dello sport, però, non si è rivelata così luminosa. L’ex vincitrice di Wimbledon, a causa di uno sconosciuto virus che nel giro di pochissimi mesi ha provocato uno spaventoso dimagrimento, si è sottoposta a delle cure nella clinica di Merano ed è stata dimessa lo scorso venerdì in seguito a piccoli ma sostanziali miglioramenti. Le foto sui social, che avevano in qualche modo fatto allarmare fan e addetti ai lavori, hanno giocato un ruolo decisivo nella scelta di Marion, che probabilmente si trovava ad un bivio.

Perché l’avevamo lasciata sul centrale del Roland Garros in condizioni quasi disumane l’esclusione dal “doppio delle leggende” a Wimbledon a causa di ragioni mediche aveva insospettito l’ambiente ancora di più La prima confessione, ad un giornale locale, ha confermato le tesi che la volevano in una situazione di salute preoccupante e a pochi giorni dalle dimissioni, dopo aver assicurato i fan sui vari social network, si è confessata a RTL: “Il mio corpo inizia a produrre anticorpi, sono sulla strada della guarigione ma ci vorrà ancora tanto tempo per ritornare a stare veramente bene” – ha detto con tono affaticato – “E’ stato terribile, ho vissuto giorni terribili, pensavo che il mio corpo non avrebbe resistito e invece sono qui e sto migliorando.”

Non si è trattato quindi di un’accanimento dei fotografi, non si è trattato di un caso mediatico, Marion Bartoli ha confessato l’amara verità con lo stesso coraggio di sempre, quello che a 28 anni le ha permesso di alzare al cielo di Dish Rosewater, quel coraggio che adesso le servirà ancor di più per vincere la sfida più importante della sua vita.


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