MARION BARTOLI IN ESCLUSIVA PER TENNIS.IT: “ADORO IL MODO DI GIOCARE DELLE ITALIANE”

Abbiamo incontrato a Parigi nel corso dei passati Roland Garros, la campionessa uscente di Wimbledon Marion Bartoli che ha da poco meno di un anno deciso il ritiro dal tennis giocato. Sensazioni e qualche curiosità in questa piacevole chiacchierata.
lunedì, 23 Giugno 2014

Marion Bartoli, campionessa uscente a Wimbledon, si è raccontata a tennis.it spaziando dalla sua decisione di farla finita col tennis giocato, alla possibilità di vittoria all’All England Tennis Club di un’altra tennista francese dopo di lei, sino ad arrivare a elogiare il gioco espresso dalle tenniste italiane che tante volte ha dovuto affrontare.

 

Marion, dopo il tuo ritiro dall’ attività agonistica, in Francia e non solo si è scatenato un tam tam mediatico che ha avuto davvero pochi eguali. Hai più volte affermato che la tua scelta è stata legata a persistenti problemi fisici, ma se non avessi vinto i “Championships” staresti ancora lottando per vincere uno Slam?

Nessuno può dirlo in realtà. Certo è che non sarei qui adesso rilasciando interviste alle varie testate. Probabilmente avrei smesso al Wta Paris Open qualche mese dopo, ma è stato tutto così rapido e veloce che non saprei esattamente spiegare cosa sarebbe potuto succedere in caso di sconfitta. Come si è potuto notare, anche nell’esibizione contro le ragazzine under 13 al Roland Garros i miei problemi fisici mi hanno tormentato. Non tanto nei colpi da fondocampo, quanto al servizio, la spalla mi ha fatto vedere le stelle! Nel mio destino, però, c’era scritto che avrei trionfato a Wimbledon. Non cambierei la mia storia e la mia vita per niente al mondo.

 Attualmente che rapporto hai con la tua ex allenatrice Amélie Mauresmo, da poco anche “main coach” di Andy Murray?

Ottimi. Ci siamo incrociate al Roland Garros… adoriamo trascorrere momenti assieme per chiacchierare, scherzare. Al di fuori del tennis facciamo tutto quello che due amiche di solito fanno. In realtà scambiamo ancora qualche colpo, ma non lo diciamo in giro… Amélie è una donna straordinaria, un esempio per tutto il tennis francese. E’ stata fondamentale per il mio exploit a Londra e sposo pienamente la scelta di Andy. Sono sicura che faranno grandi cose assieme.

 

Da più parti, anche in passato, si è parlato di una tua possibile carica in qualità di Ministro dello Sport francese. Tu stessa non hai mai fatto mistero che la cosa potesse solleticare la tua fantasia…

Qualche mese fa un esponente politico mi aveva chiesto se fossi interessata alla carica di Ministro. Ma il termine è a lunga scadenza, tra un cinque o sei anni. Mi piacerebbe aiutare lo sport francese a crescere ulteriormente, perché penso si possano fare cose migliori sostenendo prima di tutto le scuole e le università. Cercherei di riproporre un modello simile a quello americano, dove istruzione e sport camminano a braccetto. Noi francesi siamo spesso bravi a scuola, ma lontani nello sport. Da Ministro, o semplicemente come persona, vorrei provare a fare qualcosa. Come si sa, però, la politica è un labirinto molto complesso. Vedremo…

 

Yannick Noah nel 1983 e Mary Pierce nel 2000 hanno conquistato il titolo al Roland garros. Quando rivedremo un tuo connazionale alzare al cielo di Parigi la Coppa dei Moschettieri?

Bella domanda, alla quale rispondere è onestamente complicato! Gael (Monfils – ndr) quando gioca a Parigi si esalta. Lo si è visto anche nell’ultima edizione. Riesce sempre a gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma sulla sua strada ha trovato un Murray davvero in palla. Jo-Wilfried (Tsonga – ndr) è quello che sulla carta potrebbe fare partita pari contro i top-5, ma ogni anno, o per un motivo o per un altro, non riesce. Altro discorso è quello relativo a Richard (Gasquet – ndr). Lui ha partecipato malgrado evidenti problemi fisici e già il fatto di essere approdato al terzo turno è stato un buon risultato per lui. Siamo ancora lontani, quindi, magari andrà meglio a Wimbledon!

 

Marion, la nostra è una testata italiana. Che cosa pensi delle nostre tenniste? Chi ti piace di più? Chi ti ha messo in maggiore difficoltà nel corso della tua carriera? Cosa pensi del loro stile di gioco?

Partiamo subito col dire che io adoro il modo di stare in campo delle giocatrici italiane! Le ho affrontate tutte e le loro caratteristiche spesso mi hanno messo in serie difficoltà. D’altronde, gli italiani in genere hanno una forte personalità, e lottano con grinta e tenacia. Flavia Pennetta per me è la più completa, ma poche “pro” al mondo hanno la forza di Francesca Schiavone, che peraltro è una mia carissima amica. Io stessa mi rivedo e mi rivedevo in loro. Abbiamo lo stesso sangue mediterraneo e, quindi, giocare contro una vostra portacolori per me è sempre stato un grandissimo piacere.


2 Commenti per “MARION BARTOLI IN ESCLUSIVA PER TENNIS.IT: "ADORO IL MODO DI GIOCARE DELLE ITALIANE"”


  1. Carlo ha detto:

    Ma quello in foto, chi è? Il nuovo pet boy?

  2. Romeo ha detto:

    Grandissima campionessa e chapeau per la bella intervista.


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