LA FAVOLA LONDINESE DI MARRAY/NIELSEN

Dopo lo straordinario successo a Wimbledon la coppia anglo-danese ha giocato insieme solo in poche occasioni e senza brillare, ma appena i due hanno rimesso piede a Londra sono tornati a stupire, raggiungendo la semifinale alle Atp World Tour Finals. Ma di fare coppia fissa, per ora, non ne vogliono sapere
giovedì, 8 Novembre 2012

Londra (Regno Unito) – Giovedì scorso Frederik Nielsen era in campo a Genova, per difendere i colori del Park Tc nel campionato nazionale di Serie A1. Si trattava della quinta giornata, e sulla terra battuta del club ligure il danese ha perso in due set da Alberto Brizzi, bresciano del Castellazzo Tc. Questa settimana, a meno di sette giorni di distanza, è tra i protagonisti delle Atp World Tour Finals di doppio, in coppia con l’inglese Jonathan Marray. Prima di Wimbledon i due erano totalmente sconosciuti al grande pubblico, e avevano giocato in coppia solo in rare occasioni, ma evidentemente l’aria di Londra li porta a superarsi. Dopo l’incredibile impresa compiuta all’All England Club, dove hanno vinto il torneo (rispettivamente da numero 76 e 111 della classifica mondiale di specialità) al termine di una storica cavalcata, avevano giocato insieme solo in qualche occasione, e senza ottenere grandi risultati. Tuttavia, una volta rimesso piede nella capitale inglese sono tornati gli stessi dei Championships, vincendo i primi due incontri del loro round robin e agguantando così la semifinale.

Un traguardo arrivato al termine di due partite tirate fino all’ultimo quindici, ma per questo ancor più bello. I due hanno prima battuto Bhupathi/Bopanna e poi Mirnyi/Nestor, salvando un match-point in entrambe le sfide, chiuse per 12-10 al long tie-break finale. E’ infatti nella battaglia punto su punto che i due riescono a fare la differenza, grazie a tanto sangue freddo nei momenti cruciali e a un perfetto affiatamento. Durante l’incontro capita spesso di vederli ridere e scherzare fra di loro, quasi a non volersi prendere troppo sul serio, quasi non avessero ancora capito di essere una delle migliori coppie del mondo. Eppure la loro collaborazione è nata quasi per caso, da una telefonata di Marray, che non sapendo con chi dividere l’ennesima wild card ricevuta dalla Lta per Wimbledon ha pensato al danese. Una scelta strana, visto che i due avevano fatto coppia solo in qualche torneo minore e senza grandi risultati, ma che ha dato i suoi frutti, ed è valsa loro la qualificazione per le Finals.

Dopo l’exploit di Wimbledon si dava per scontato che avrebbero iniziato a fare coppia fissa, e dopo quest’altra impresa viene naturalmente da pensarlo di nuovo. Ma non sarà così. Fra le luci della ribalta in doppio e il buio del singolare (in cui è un normale giocatore da challenger), infatti, Nielsen non ha dubbi e preferisce la seconda. Di abbandonare l’attività individuale proprio non ne vuole sapere, ma con la sua classifica di singolare (362 Atp) non può partecipare ai tornei maggiori, quindi è costretto a scegliere. Difficile capire la sua decisione, anche perchè con la sola vittoria di Wimbledon ha intascato tanto quanto durante l’intera carriera da singolarista, ma punta ancora a migliorarsi in singolare (è stato al massimo 190), malgrado l’anno prossimo compirà 30 anni. Evidentemente non è troppo interessato ai guadagni, e in Danimarca può comunque avere tutto lo spazio che desidera, visto che è di gran lunga il più forte giocatore del paese.

“L’hanno prossimo giocherò ancora tanti tornei del circuito minore – ha spiegato ‘Freddie’ in conferenza stampa – e quindi preferisco non prendere un impegno fisso con Johnny (Marray, ndr). Lui sarà top 20 in doppio ed è giusto che giochi gli appuntamenti maggiori, nei quali io lo raggiungerò quando ne avrò la possibilità. Fortunatamente – scherza il simpatico danese – non sono nel tennis per giocare solo con lui“. Ma è ancora presto per pensare al 2013, perché le Atp Finals non sono ancora finite. Domani la coppia anglo-danese avrà il terzo (e abbastanza inutile) match del round robin, mentre domenica scoccherà l’ora della semifinale. La speranza, ovviamente, è che il loro secondo sogno londinese possa terminare esattamente come il primo.

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