MASHA, UNA MUCCA DIVENTATA TIGRE

La Sharapova, con la vittoria a Stoccarda, ha ottenuto la sua ottava vittoria sulla terra battuta, la sesta negli ultimi tre anni. E con degli espedienti tattici e tecnici sembra una delle giocatrici più a suo agio su questa superficie. La seconda affermazione in carriera a Parigi potrebbe essere dietro l’angolo.

Tennis – “Sulla terra battuta mi sento come una mucca sul ghiaccio” aveva detto una volta Maria Sharapova. Adesso, a dieci anni di distanza dalla sua vittoria a Wimbledon, quella stessa giocatrice si candida seriamente alla seconda vittoria in carriera al Roland Garros, proprio sull’odiata  – almeno pochi anni fa –  terra battuta. Maria Sharapova ha ottenuto domenica il suo trentesimo titolo in carriera, vincendo il Wta sulla terra di Stoccarda per la terza volta consecutiva e battendo Ana Ivanovic in tre set.

Questa è la sua ottava vittoria sulla terra rossa, ma la cosa che stupisce ancor di più è che si tratta del sesto torneo portato a casa sulla superficie negli ultimi tre anni, il settimo negli ultimi quattro. E non dimentichiamo che Masha ha fatto finale al Roland Garros nel 2013 e vinto il titolo nel 2012, completando il Career Grand Slam.

Capire il motivo della competitività della siberiana numero 9 del mondo non è cosa facile. In effetti non si tratta esattamente del prototipo di giocatrice vincente sulla terra. La sua difficoltà negli spostamenti laterali, però, è ben mascherata dalla sua potenza, dall’efficacia dei colpi e dall’inesauribile spirito combattivo che Maria Sharapova mette sempre in campo.

Nel 2007 la siberiana dichiarò di sentirsi una “mucca sul ghiaccio” per far capire bene il disagio provato quando si trovava sulla terra battuta, una condizione a quei tempi incrementata dall’infortunio muscolare alla spalla che le fece praticamente saltare tutta la stagione sul rosso. Ma adesso, quando con le sue lunghe leve si muove sulla terra sembra una giocatrice diversa e più sicura, in grado forse un giorno di arrivare a vincere sulla terra i 17 titoli vinti sinora sul veloce.

A cosa si deve questo miglioramento? Sicuramente alla naturale maturazione tattica tipica dei grandi campioni di tennis che sanno bene di non essere portati per il gioco su determinate superfici e quindi cercano di sopperire ai limiti di gioco con la tattica. Masha non può contare su palle sporche e arrotate, ma solo su colpi piatti e potenti. Quindi ha cercato di imparare a costruire il punto valorizzando queste qualità e non provando a utilizzare sulla terra i soliti schemi da veloce.

In secondo luogo, la siberiana ha imparato a scivolare sulla terra, in modo particolare dal lato del rovescio. Questo le sta dando tante possibilità in più. Il movimento sembra ancora poco fluido, ma basta poco per mettere in moto il suo grande rovescio bimane.

Il suo servizio è sempre stato una grossa arma contro le avversarie, ma costituisce anche una grossa responsabilità, che mette pressione sulle spalle di Masha e che spesso la porta a commettere doppi falli in serie. Ma sulla terra battuta la Sharapova può contare sulla sua altezza e utilizzare bene il kick con possibilità di andare subito all’attacco, di giocare un colpo di approccio oppure anche di andare direttamente a rete a giocare di volo.

E poi ci sono le avversarie. Serena Williams è di gran lunga la prima nemica (in campo) della siberiana, ma la sua potenza è notevolmente limitata dalla superficie. Questo non vuol dire che l’americana non sia competitiva sulla terra, ma una Sharapova così in palla sul rosso potrebbe sicuramente metterla in difficoltà.

Infine c’è la condizione mentale della numero 9 del mondo. Forse solo l’implacabile Serenona può contare su una determinazione pari a quella della Sharapova. Ma sulle lunghe maratone tipiche della terra battuta, la forza mentale della siberiana può costituire un’ulteriore freccia al suo arco.

Dopo l’inizio non facile di stagione per il persistere dei dolori alla spalla, ora Maria Sharapova è pronta tornare nell’elitè dei vincitori. La stagione sul rosso potrebbe essere il teatro del suo riscatto e con l’infortunio di Victoria Azarenka e le prestazioni non esaltanti di Serena Williams, la seconda affermazione in carriera a Parigi potrebbe non essere così lontana. 


1 Commento per “MASHA, UNA MUCCA DIVENTATA TIGRE”


  1. Luca ha detto:

    Un articolo interessante. Spero che Maria possa vincere il Roland Garros ma sarà dura.


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