MATCH-FIXING, LA DISTANZA TRA LAMRI E CREMONA

Squalifica a vita per il giocatore-arbitro francese che si professa innocente. In Italia, intanto, spunta una nuova partita sospetta di Starace
mercoledì, 26 Novembre 2014

TENNIS – Non c’è soltanto il caso italiano delle presunte combine legate alle scommesse sul tennis. Non c’è soltanto l’inchiesta della Procura di Cremona a finire sui giornali di tutto il mondo. La notizia del giorno in merito al match-fixing giunge infatti dalla Francia e il protagonista della vicenda si chiama Morgan Lamri, ha 22 anni ed è sia giocatore che arbitro. Anzi, era: Morgan Lamri è stato squalificato a vita.

Da tennista una dolorosa trafila tra i Futures senza riuscire a emergere, ultima apparizione un doppio 6-0 (subìto) in Marocco due anni fa, Lamri è stato riconosciuto colpevole di “scommessa o tentativo di scommettere su una competizione, tentata corruzione di un funzionario, tentata corruzione di un giocatore e mancata cooperazione con le istituzioni” dalla Tennis Integrity Unit, l’organismo costola dell’Atp che indaga sulle truffe e sui comportamenti illeciti nel mondo del tennis. Terribile il comunicato ufficiale della Unit nel punto in cui si legge: “La squalifica a vita entra con effetto immediato e comporta per il Sig. Lamri la non eleggibilità ad arbitrare, partecipare o assistere a qualsiasi torneo o competizione organizzati dagli organismi del tennis professionistico”.

Come riporta “The Guardian”, Lamri ha respinto le accuse, descrivendo se stesso come un disc-jockey che gioca saltuariamente in tornei Itf e che scommette per divertimento, comunque sia non in match che lui stesso ha diretto (è stato arbitro dal 2008 al 2013). “Sono completamente innocente – ha detto a Bloomberg.com – Non capisco come abbiano fatto ad accusarmi peraltro senza alcuna prova”.

Lamri farà ricorso, sottolineando che “i giocatori con cui parlo sono miei amici. E’ vero: scommetto, ma sulle partite di Nadal o Federer o su quelle di calcio. Come fanno tutti”.

Nel frattempo, da noi, prosegue l’inchiesta di Cremona sui presunti match combinati nel tennis, parte cospicua della più ampia parte delle indagini sul calcio-scommesse. Mentre, come riportava ieri la “Gazzetta dello Sport”, sembra sempre più probabile un confronto “all’americana” tra il d.s. del Perugia Roberto Goretti e i commercialisti dell’ex calciatore Beppe Signori, Manlio Bruni e Francesco Giannone, nuovi sviluppi sarebbero in arrivo circa le posizioni di Daniele Bracciali e Potito Starace. Sempre da quanto si apprende dal quotidiano, dai messaggi e dalle chat intercettate parrebbero sempre più netti i contorni del coinvolgimento di Bracciali nella vicenda. Su Starace, le testimonianze di Goretti e Bruni porterebbero ai sospetti su un altro match dopo l’oramai famosa finale di Casablanca, nel 2011, contro Pablo Andujar: il match di primo turno a Barcellona giunto qualche settimana più tardi.

In mano al pm Roberto Di Martino, scrive ancora la Rosea, vi sarebbe anche la prova del versamento di 60.000 euro al 33enne di Cervinara per perdere la partita contro lo spagnolo Gimeno Traver. Partita in cui l’azzurro vinse il primo set 6-4, perse il secondo 6-1 e si ritirò al terzo sotto 2-0.

Potito Starace ha comunque sempre rimarcato la sua estraneità ai fatti contestati.  “Sono senza parole – aveva detto nei giorni scorsi al ‘Secolo XIX’, in un’intervista di cui vi avevamo offerto uno stralcio su questo sito – La finale di Casablanca del 2011 rappresentava per me un traguardo: avevo raggiunto altre quattro finali e le avevo perse tutte. Quella era l’occasione d’oro per alzare il mio punteggio Atp visto che mi trovavo ad affrontare un avversario che avevo sempre battuto”. E ancora: “Ovviamente mi sono rivolto a degli avvocati, ma per il resto sono tranquillo. Anche se ci resto molto male nel constatare come si possa diffamare una persona in questo modo”.


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