MAURESMO SU MURRAY: “È UN GIOCATORE COMPLICATO”

Il giudizio e l'analisi di chi l'ha allenato fino a poco tempo fa. Amélie Mauresmo fa il punto sulla commistione carattere-tecnica dello scozzese
lunedì, 23 Maggio 2016

TENNIS – Che la questione familiare non fosse l’unico fattore scatenante, è sembrato chiaro fin da subito. Dopo aver fatto sbollire gli animi, ugualmente surriscaldati nonostante la volontà reciproca di placare qualsiasi riferimento esterno a questa motivazione, è il momento dell’analisi a freddo. Quello che si può attualmente definire come il primo round della vicenda è affidato ad Amélie Mauresmo, che fa il punto sull’approccio mentale di Andy Murray e sulle caratteristiche psicologiche che si affiancano alla sua tecnica.

L’ex campionessa francese, in effetti, non spende parole particolarmente dolci sul carattere dello scozzese, dando una definizione bipolare della commistione tra gioco e testa: “Andy è un giocatore particolarmente complicato, in campo può mettere in mostra tutto e il contrario di tutto. Potenzialmente, il suo gioco potrebbe non c’entrare nulla con quello che lui è nella vita, cosa che invece ritengo fondamentale per dare una giusta impronta alla lettura dei match. Questo può creare una grande confusione: quando l’ho capito, ho capito anche che non saremmo potuti andare oltre“.

L’attenzione, ovviamente, non può che spostarsi sulle motivazioni che hanno portato alla separazione: “Non voglio entrare nei dettagli, tutti sono in grado di vedere e capire il perchè di questa scissione professionale. Dopo l’ultimo Australian Open ho dovuto, per forza di cose, diminuire la mia presenza nelle settimane successive. Abbiamo trascorso poco tempo insieme in un momento in cui aveva bisogno di aiuto, ma ne avevo bisogno anch’io. Praticamente non potevamo accollarci reciprocamente quello che stavamo attraversando nelle nostre rispettive vite. La decisione è maturata solo di recente, ma il pensiero aleggiava già dai mesi precedenti. Abbiamo soltanto aspettato che la cosa fosse chiara sotto gli occhi di entrambi“.

La questione legata a quella partita delle Finals, durante la quale la Mauresmo ha abbandonato la sua postazione, sembra nascondere una situazione ben più seria di una semplice incongruenza di impegni. Ciononostante, non si sono alimentati ulteriori fuochi tra le parti, pur dovendo fare i conti con le numerose e naturali supposizioni del caso.

Intanto, Murray è reduce dalla vittoria degli Internazionali e si prepara ad entrare a pieno regime nello spirito del Roland Garros. Anche la scelta di un nuovo coach a tempo pieno è tra le priorità: la scelta sembrerebbe ricadere su Jamie Delgado, tra l’altro ex collaboratore della Mauresmo. Ancora incerta la situazione e la formula che potrebbe legare professionalmente i due, ma la benedizione di Tim Henman è già una componente da non sottovalutare nelle prossime settimane. Per lo scozzese è necessario, a detta sua, contare su un allenatore in grado di essere presente almeno per 25 settimane all’anno: riuscirà a trovare una soluzione adeguata?


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