MIAMI LE PAGELLE. TOP DJOKOVIC, MALE WAWRINKA

Tennis. Novak Djokovic si è imposto nuovamente al Sony Open Tennis, nulla da fare per Nadal. Sono loro i protagonisti assoluti, ma ce ne sono altri che hanno comunque lasciato il segno. Ecco le pagelle del torneo di Miami.
lunedì, 31 Marzo 2014

Tennis. La grande accoppiata è definitivamente alle spalle. I Master 1000 di Indian Wells e Miami lasceranno spazio al periodo sulla terra rossa e come il primo torneo, anche quello conclusosi ieri sera, ha avuto un grande protagonista Novak Djokovic. Oltre al serbo altri si sono espressi mettendosi in mostra: ecco quindi le pagelle del Sony Open Tennis.

Novak Djokovic, voto 10. Non ci può essere altro voto, se non il massimo, per il campione. Novak Djokovic, infatti, con il successo netto e imperioso su Rafael Nadal (doppio 6-3) si è preso la briga di riuscire in quello che è chiamato il “double americano”. La vittoria a Miami arriva alla fine di un mese molto positivo per Novak che pur palesando qualche piccola difficoltà all’inizio della tournée statunitense è riuscito a finire in crescendo, chiudendo Miami con un bello zero alla voce set persi. Certo non aver giocato due turni lungo il torneo (il terzo turno con Mayer e la semifinale con Nishikori) è stato un colpo di fortuna, del quale però probabilmente Djokovic avrebbe comunque fatto a meno. La vittoria così vale per Novak il quarto Miami e il quarantatreesimo titolo in carriera.

Rafael Nadal, voto 8,5. Avrebbe meritato forse anche un 9, ma la finale persa nettamente gli costa mezza voto. I numeri comunque lasciano il tempo che trovano e per questo lo spagnolo sarà tremendamente contento di ritrovare la sua fedele compagna terra rossa. Dal cemento quest’anno non sono ancora arrivate le stesse gioie dello scorso anno, ma la finale a Miami è comunque un grande risultato, come lo è l’aver vinto un match tirato e durissimo con un giocatore in forma quale si è dimostrato Milos Raonic.

Kei Nishikori-Tomas Berdych, voto 8. Uniti nel voto e nella sfortuna. Torneo sicuramente importante è stato quello giocato dal giapponese Nishikori che ha centrato la sua prima semifinale in un mille. Salta all’occhio ovviamente il percorso affrontato dal buon Kei: la vittoria contro Roger Federer è soltanto il fiore all’occhiello, viste anche l’eliminazioni di Dimitrov e Ferrer che non devono passare sotto traccia. Tutto vanificato purtroppo dal dolore alle costole, probabilmente Djokovic avrebbe avuto vita facile contro il giapponese, il quale però avrebbe meritato di scendere in campo nella sua prima semifinale. Stesso voto per Berdych, anche se il ceco è sicuramente abituato a tali risultati. Tomas non ha avuto un percorso impossibile, però ha avuto il merito di tenere a bada un giocatore che in questo periodo ha le fiamme che escono dalla racchetta, Alexandr Dolgopolov. Come detto però anche per lui non c’è stata possibilità di arrivare in finale visto i problemi che gli hanno impedito di scendere in campo contro Nadal.

Roger Federer, voto 7. Sì, sono stati soltanto i quarti di finale. Federer non ha centrato un’altra semifinale e per questo non bisogna correre il rischio di essere troppo indulgenti con lui nei bilanci. Ma non soffermarsi sugli aspetti positivi messi in mostra anche da questo Federer, che è uscito contro un grandissimo Nishikori, sarebbe un errore. La solidità ritrovata, la tenuta fisica e una schiena apposto ci hanno ridato un giocatore vero, che torna infatti dall’America nuovamente numero 4 del mondo.

Andy Murray, voto 6 (d’incoraggiamento). Lo scozzese adesso come adesso sembra circondato da una nuvola nera degno del miglior Fantozzi. Nessuna amara e impietosa sfortuna in comune con l’amato ragioniere, certo è che da dopo la gioia di Wimbledon sembra iniziato lentamente un periodo di negativo,unito al difficile recupero dall’infortunio, che proprio non vuole abbandonare Murray. La fine del rapporto con Ivan Lendl fa passare anche sotto banco i risultati del campo, come l’importante vittoria con Tsonga (anche se il francese è lontano parente di se stesso) e la sconfitta con Djokovic (dove si è visto un buon primo set): gli interrogativi sul futuro restano quindi tanti.

Stanislas Wawrinka, voto 5. Sarà lo stress post Australian Open, sarà la fatica di reggere una pressione di un tratto divenuta il doppio o forse il triplo della solita, fatto sta che il numero tre del mondo non ne imbrocca più una. Dopo l’uscita di scena a Indian Wells per mano di Kevin Anderson è arrivata quella agli ottavi di finale per mano di Dolgopolov. Insomma nulla di preoccupante (forse lo è di più l’inizio della stagione sul rosso), comunque Stan deve sbrigarsi a tornare quello in versione Iron se vuole cercare di tenere a lungo la beata posizione del ranking conquistata dopo l’Australian Open.

 

 


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