MICHAEL LLODRA ANNUNCIA IL RITIRO

Il transalpino, ex numero 21 del mondo e vincitore Slam in doppio, ha annunciato il ritiro. Finisce in maniera silenziosa la carriera di uno degli ultimi esponenti del Serve&Volley
domenica, 8 Novembre 2015

Tennis – Sulle orme di Stefan Edberg e dei mitici anni ’80, Michael Llodra è stato  un lampo di luce in mezzo al buio. Ha rappresentato il bello, ha rappresentato lo spettacolo, ha rappresentato il tennis dei suoi eroi. Lo ha fatto in mezzo a tanta forza brutta, con un braccio da Top 10 e un fisico non all’altezza, in un’epoca dominata da Rafael Nadal e Roger Federer. Il francese, ad un anno di distanza dal primo ritiro, ha annunciato la fine della sua carriera nello stesso identico posto: Parigi. La Parigi indigesta del Roland Garros, la Parigi dei miracoli di Bercy.

Un Best Ranking da numero 21 del mondo in singolare, vincitore Slam e numero 3 in doppio. Llodra, che ha giocato l’ultima partita in singolare a Mouilleron Le Captif la passata stagione, ha detto basta. “L’operazione non è stata sufficiente” – sono state le prime parole del transalpino in conferenza stampa – “Speravo la chirurgia potesse porre fine ai miei problemi, ma così non è stato. Avrei voluto giocare in doppio, ma sono sereno”.

Si chiude in maniera anonima la carriera di un genio della racchetta, di giocatore dall’incredibile versatilità e dal tocco magico. A suon di Serve&Volley ha costruito vittorie e sconfitte, prendendosi lo sfizio di aggiudicarsi Wimbledon e Australian Open a tra il 2003 e il 2004, anni che hanno preceduto l’ascesa in singolare. Tra “i grandi” ha raggiunto il quarto turno almeno una volta in tutti e quattro i Major, ha aggiunto alla corposa bacheca dominata dai trionfi in doppio anche cinque trofei seul. Con un fisico poco possente e una tenuta mentale instabile è stato capace di diventare un giocatore vincente in tutte le specialità, portando avanti un tennis dimenticato dai più e apprezzato da pochi. Negli occhi di tutti rimangono le gesta a Bercy nel 2010: le vittorie contro Davydenko e Djokovic e i tre match point sciupati contro Soderling in semifinale.

E poi gli infortuni, la sfortuna, l’incapacità di tenere il passo di un mondo troppo veloce. Il lento e inesorabile declino non fa giustizia e non rispecchia nemmeno lontanamente le emozioni e le giocate regalate da Michael Llodra, portatore sano di spettacolo e involontario trascinatore di una nicchia di tennis ormai ingestibile in questa epoca. Dignitoso fino alla fine, il transalpino ha preferito lasciarsi alle spalle il passato e dedicarsi a tempi pieno alla famiglia. La grande ruota della vita gira per tutti, volta le spalle e poi si redime. Michael, con le sue forze, si è costruito ogni singolo successo, dentro e fuori dal campo, e nell’augurargli il meglio per il resto della vita, è impossibile non pensare che oggi il tennis perde l’ennesimo protagonista di una generazione sempre meno florida.


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