MONFILS : “NOAH HA SCELTO DI GIOCARE IN GUADALUPA MA…”

Gael Monfils, ai microfoni dei media, ha spiegato come i suoi compagni di nazionale (tranne Tsonga) non paiono entusiasti della scelta Guadalupa per il prossimo turno Davis.
giovedì, 28 Gennaio 2016

TENNIS – Un grande e gradito ritorno quello di Gael Monfils agli ultimi Australian Open dove, complice anche un tabellone che si è magicamente aperto (in bene), il transalpino ha centrato i quarti di finale cedendo soltanto allo strapotere di Milos Raonic. Soddisfazione, comunque, per il parigino che in conferenza stampa post match ha avuto modo, anche, di dire la sua circa la decisione della FFF di giocare il prossimo turno di Coppa Davis, in Guadalupa.

“Con grande onestà posso dire che circa l’80% dei giocatori non vogliono andare a giocare in Guadalupa. Molti di noi preferiscono giocare in Europa (…) Noah si è assunto la responsabilità della scelta ma non credo sia arrivata nel momento più giusto. Lui, ad ogni modo, è il capitano. Decide lui e non seguiamo le sue indicazioni”, ha tuonato un corrucciato Monfils.

Già, la Guadalupa, storia di un ‘incrocio’ che nel 2014 stava già per arrivare sotto la spinta, stavolta, di Arnaud Clement che addirittura aveva pensato di giocare la finale contro la Svizzera nell’isola delle Antille: “Mi fu chiesto un parere circa la possibilità di giocare la finale contro la Svizzera proprio in Guadalupa, forse in quel momento c’erano le basi per poterlo fare. Avremmo costretto Federer e Wawrinka ad un lungo viaggio per arrivare lì con conseguente possibilità di strappare più chance di vittoria. Chissà se la storia sarebbe andata in maniera diversa ma un piccolo rammarico c’è, fermo restando che a Lille tutto fu decisamente perfetto sotto l’aspetto logistico”, ha detto Monfils.

Ma chi tra i ‘colleghi’ di nazionale di Gael avrebbe detto di no alla soluzione Guadalupa? Ecco la risposta del ventinovenne numero venticinque del mondo: “L’unico favorevole e che ha espresso con forza il suo parere è stato Jo (Tsonga). Gilles (Simon) ha detto di no, Richard (Gasquet) avrebbe preferito restare in Europa accettando con riserva la Guadalupa. Proprio con Gasquet ho avuto dei fitti colloqui ed ho spiegato lui che, anche per via delle mie origini, non avrei potuto tirarmi indietro, questione di principio”.

Chi pare non esser per nulla preoccupato nonostante le dichiarazioni ‘pericolose’ di Monfils è lo stesso Noah che, anzi, ha dichiarato: “Abbiamo optato per questa scelta calcolando tutti i rischi del caso. Giocheremo sulla terra e faremo di tutto per vincere. Poi è ovvio che ognuno di noi nutre degli stati d’animo differenti ma nessuno può e deve dimenticare quale sia l’obiettivo primario, la vittoria. Onestamente non capisco dove sia il problema nell’affrontare un viaggio lungo per giocare un turno di Davis, i giocatori sono abituati a spostamenti oceanici, non ci sarà nessun tipo di ritorsione sul fisico e sulla testa dei miei, posso garantirlo”, ha affermato Noah.


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