SPAGNA, MOYA VICINO ALLA PANCHINA?

Esonerato il capitano argentino Vazquez, potrebbe diventare vacante anche il posto di Albert Costa, che ha spiegato di volersi prendere alcuni giorni per decidere. Moya in pole position fra i possibili sostituti
martedì, 6 Dicembre 2011

Non c’è ancora niente di ufficiale, ma le voci si stanno facendo sempre più insistenti: Carlos Moya sembrerebbe vicinissimo a diventare il nuovo capitano della nazionale spagnola di Coppa Davis. Albert Costa, che dopo quella vinta nel 2000 da giocatore ha conquistato a Siviglia la sua seconda insalatiera d’argento da capitano, ha infatti spiegato di volersi prendere un po’ di tempo per decidere se continuare o no, lasciando però intendere di essere intenzionato ad abbandonare la panchina. “Farò una settimana di vacanza per decidere”, ha detto il 36enne di Lerida. “E’ stato uno sforzo enorme per tre anni, e sono molto grato a tutti. Sia a Francesco Roig (il suo secondo, ndr), che ai giocatori: li ho apprezzati molto”.

Presente alla finale di Siviglia insieme alla moglie Carolina Cerezuela e all’amico Roberto Carretero, l’ex numero uno del mondo (lo fu per due settimane, dal 15 al 28 marzo del 1999) pare indubbiamente uno degli uomini più indicati per succedere a Costa. Ha già vinto la manifestazione a squadre (nel 2004) e – avendo giocato con la gran parte di loro – conosce alla perfezione tutti i membri della nazionale. Sicuramente il suo compito (o di chi ‘salirà’ alla panchina) non sarà dei più facili, in quanto fare meglio del suo predecessore appare praticamente impossibile, e al primo anno di mandato si troverà con una squadra completamente ridimensionata. Avrà comunque a disposizione tre top 30 (Nicolas Almagro, Fernando Verdasco e Marcel Granollers) più giocatori di esperienza come Juan Carlos Ferrero e Tommy Robredo (che la Davis l’han vinta), ma rispetto alla terribile accoppiata Rafael Nadal-David Ferrer appaiono decisamente meno temibili.

Ma non sono solo le possibili dimissioni di Costa a preoccupare i vertici del tennis spagnolo, che più volte si sono detti soddisfatti dell’operato dell’ex campione del Roland Garros, e quindi prontissimi a rinnovargli il contratto. Nel corso della finale di Siviglia è infatti apparso – nella curva più ‘calda’ dello stadio – uno striscione (immediatamente fatto rimuovere dalla polizia) che recitava “questo pubblico non merita questa Federazione”, e il presidente José Luis Escañuela è stato ripetutamente fischiato. Evidentemente, nonostante le sempre più frequenti vittorie, e un movimento in vigore come pochi altri, i tifosi non hanno gradito certi atteggiamenti della Rfet, e non hanno esitato a far presente la loro opinione.

Per loro non deve inoltre essere stato facile ‘digerire’ una presenza di pubblico minore rispetto a quella del 2004, quando il tennis spagnolo stava già decollando, ma non era certo ai livelli odierni. Per superare quel primato (27.200) al mercoledì hanno montato un’ulteriore tribuna aggiuntiva per portare la capienza a 27.700, ma nonostante biglietti ‘con visibilità ridotta’ a prezzi contenuti, non ce l’hanno fatta comunque. Il picco massimo è stato raggiunto domenica, con 24852 presenti, ma 4000 dei quali argentini, e sicuramente più tanti degli statunitensi accorsi nel 2004. Insomma, la finale di Siviglia ha pur sempre fatto numeri incredibili (con oltre 70mila persone in tre giorni), ma il tanto atteso record non è stato nemmeno lontanamente avvicinato.

FOTO BRIGITTE URBAN


1 Commento per “SPAGNA, MOYA VICINO ALLA PANCHINA?”


  1. Carlo ha detto:

    Bastava guardare Moya sugli spalti della finalissima per capire che gatta ci covava.


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