MURRAY, PERCHE’ DELGADO: “MI SERVIVA UN COACH PIU’PRESENTE”

Reduce da un disastroso torneo di Indian Wells, Murray spiega la singolare scelta di affidarsi anche a Delgado, neo-entrato nel team dello scozzese
venerdì, 18 Marzo 2016

Tennis. Ha sorpreso in tanti la scelta di Andy Murray di affidarsi a Jamie Delgado: giocatore che come best ranking ha centrato la n.121, ex compagno ed attuale amico di Andy e Jamie Murray in Coppa Davis ed allenatore uscente del lussemburghese Muller, con il quale ha comunque raggiunto buoni risultati.

Murray ha così spiegato la singolare scelta: “Avevo bisogno di un coach che potesse seguirmi stabilmente, all’interno della settimana negli allenamenti e durante la stagione per la grande parte dei tornei che disputo. Con la paternità è per me importante avere un coach che si trovi vicino casa mia (Delgado abita a Birmingham)”. Delgado aveva twittato felice la notizia “Entusiasta di far parte del team, spero di ottenere grandi risultati“.

Fino ad oggi però lo scozzese non può vantare grandi exploit, se non in negativo: come il più recente, la clamorosa eliminazione ad Indian Wells a cospetto di Delbonis. Lo scozzese continua a manifestare la necessità di avere una presenza fissa e carismatica al suo fianco, non l’ideale per un giocatore del suo livello e capace di vincere Slam, Davis ed oro olimpico. Prima l’addio di Lendl, una ferita forse ancora aperta, poi la Mauresmo che con la maternità giunta non ha potuto seguirlo costantemente ed infine la breve esperienza con Bjorkman.

Un Murray che aveva concluso bene il 2015, tornando n.2 del mondo, conquistando la finale al Masters di Parigi-Bercy e soprattutto trionfando in Davis: poi la finale a Melbourne. Da valutare ora i frutti di questa inedita collaborazione con Jamie Delgado.


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