MURRAY – FERRER: COSA TROVEREMO NELL’UOVO DI PASQUA

TENNIS – Finale piuttosto insolita quella che conclude l’edizione 2013 del Masters 1000 di Miami. Lo scozzese lotta per il secondo gradino del ranking, l’iberico vuole bissare l’impresa di Parigi Bercy.
domenica, 31 Marzo 2013

Tennis. Miami (Florida). Anche l’edizione 2013 del torneo Atp Masters 1000 di Miami volge al termine. Nel giorno in cui si festeggia la Santa Pasqua scenderanno in campo, a Crandon Park intorno alle 16 e 30 (ora italiana), i due finalisti Andy Murray e David Ferrer. La finale emersa dal main draw maschile ha rispettato i pronostici per metà: lo scozzese di Dunblane, partito come favorito numero 2 in mancanza di Roger Federer, ha onorato pienamente la testa di serie di cui era stato insignito al momento dei sorteggi; dall’altra parte lo spagnolo di Javea ha usufruito dei vuoti lasciati dalle precoci eliminazioni di Juan Martin Del Potro prima, perdente al primo turno e rimasto impantanato dalle scorie accumulate ad Indian Wells la settimana precedente, e Novak Djokovic poi, sorpreso dall’ottimo Tommy Haas. Andiamo dunque a sviscerare un po’ di tematiche in ballo nel match che andrà in scena tra poche ore, dando anche un po’ di numeri.

Murray per la classifica, Ferrer per la gloria. Di primo acchito sembrerebbe che la finale di oggi, pur rappresentando molto per entrambi i contendenti, sia forse leggermente più importante per lo scozzese. Vincendola infatti Murray riuscirebbe a scalzare il vicino del piano di sopra Roger Federer dal secondo gradino del podio eguagliando il suo best placement già raggiunto ad agosto 2009. “Ferru” dal canto suo scenderà in campo già sicuro della risalita al 4° posto del ranking dopo averlo perso per la durata di poche settimane a favore del connazionale Rafael Nadal. L’iberico non è però a corto di motivazioni. Dopo aver colto alla fine della scorsa stagione ed all’età di 30 anni il primo successo ad un torneo del circuito 1000 presso Paris Bercy approfittando, come in quest’occasione, della estrema leggerezza con cui i Top 5 avevano approcciato il torneo francese, ha ora l’occasione di mettere in bacheca anche il secondo trofeo Master a distanza di poco tempo festeggiando così in modo fantastico i 31 anni (2 aprile). Si tratterebbe in tal caso del primo tennista spagnolo ad uscire vincitore qui a Miami dall’anno della fondazione del torneo.

“Ferru” pigliatutto, Murray diesel. David approccia l’impegno di oggi forte di uno score impareggiabile, maturato in questi primi tre mesi del 2013, di 25 vittorie e sole 4 sconfitte oltre a due finali vinte (Auckland, Buenos Aires) su tre fino ad ora. Per lui anche una semifinale al primo major dell’anno a Melbourne, sconfitto nettamente da Djoker. Si tratta dell’undicesima partecipazione dello spagnolo al torneo della Florida, nelle precedenti dieci i risultati salienti sono coincisi con le semifinali raggiunte per due anni di seguito nel 2005 e nel 2006. Per Murray si potrebbe quasi dire che la stagione sia appena iniziata: per lo scozzese un parziale di 18-2 finora maturata nei tornei di Brisbane, vinto, Australian Open, finalista, ed Indian Wells, quarti di finale. Qui a Crandon Park vanta due finali solo una delle quali si è tramutata in un titolo, quella del 2009 quando batte’ proprio il serbo numero uno del mondo. Se si volesse cercare di dare una lettura preventiva al match dando uno sguardo alle prestazioni che hanno immediatamente preceduto questa finale si può di certo affermare che, se entrambi non si sono espressi ancora al meglio in questo torneo, probabilmente è Ferrer ad aver convinto di più mentre Murray per lunghi tratti è sembrato campare di rendita contro avversari dotati di una caratura tecnica inferiore. I due giocheranno oggi il loro dodicesimo confronto diretto con lo scozzese in vantaggio di una misura (6-5). La vittoria dell’allungo è stata messa a segno nell’ultimo confronto avvenuto ai quarti dei Championships dello scorso anno. Andando un po’ nello specifico, se Murray è stato sempre molto efficace negli incroci avvenuti sul cemento (5-1), solo in un’altra occasione l’incontro tra l’iberico e il britannico ha deciso la finale di un torneo. Nel 2011 a Shangai l’oro olimpico di Londra ebbe ragione di Ferrer nella finale che gli valse il suo ultimo titolo, in ordine temporale, in un 1000.

Tutti ai posti di partenza dunque tra un po’ Ferrer e Murray scenderanno in campo per allietare, si spera, con una gran partita il nostro post-pranzo pasquale.


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