L’OUVERTURE E’ DI MURRAY

Lo scozzese non cede mai il servizio e batte 6-2 6-4 un Soderling frustrato dalle strepitose difese del rivale. Vincono anche i gemelli Bryan a spese della coppia austro-tedesca Melzer-Petzschner (6-3 7-5).
domenica, 21 Novembre 2010

Londra – L’ouverture non è quella del Guglielmo Tell ma poco ci manca. Nel duello tra arcieri che apriva le ostilità del gruppo B, l’inglese di Scozia Andy Murray sfrutta alla perfezione la relativa lentezza del fondo della O2 Arena e fa dell’arte della difesa un’arma infallibile.
Men in Black – Entrambi in completo nero (con losanghe bianche e verdi sul petto Murray, con inserti gialli Soderling), gli sfidanti si studianoper i primi due giochi ma nel terzo lo svedese subisce un paio di bei passanti in corsa di Andy e si ritrova subito a dover fronteggiare due palle-break. Annulla la prima, nonostante i recuperi di Murray, ma nella seconda resta paralizzato sulla risposta di rovescio del britannico e deve già rincorrere.
Gatto e topo – Lo scozzese usa il drop-shot con insistenza, anche se gli effetti sono tutti da verificare, ma un ace e un servizio vincente lo portano sul 3-1. Nel quinto game la smorzata di dritto è letale ma sul piano della potenza Soderling non teme rivali e, quando riesce a mettere i piedi nel campo dopo la prima, chiude con il dritto a sventaglio. Nel sesto gioco l’erede di Mecir, “gattino” Murray, si esibisce in quasi tutto il suo repertorio alternando sciabola (un ace e due servizi vincenti) e fioretto (altra letale smorzata) in quasi egual misura. Dal canto suo Soderling, avvilito dai continui recuperi del rivale, cerca invano una via tattica di fuga che evidentemente non c’è. Arriva così un altro break, con Andy che piazza un dritto vincente dopo tre velenosi back di rovescio e sempre di rovescio, aggredendo una risposta, si porta 5-2. Il tempo di cambiare campo e il britannico incamera il parziale d’apertura concedendo alla platea un ace e un altro incredibile drop-shot di dritto giocato quasi in ginocchio su una risposta profonda di Soderling.
L’insostenibile leggerezza – Murray è leggero come una piuma mentre Robin sembra un toro infuriato nell’arena. Il gigioneggiare dello scozzese fa credere allo scandinavo di poter recuperare la situazione ma nel secondo gioco è di nuovo la “tigna” difensiva di Murray ad avere la meglio: il passante di dritto sullo smash di Soderling ha un retroterra fatto di corse e rincorse di Andy che si concludono con un lob su cui lo svedese non può scaricare tutta la potenza della schiacciata e viene, appunto, infilato dal colpo che fa esplodere l’Arena sulle rive del Tamigi.
La luce – Soderling recupera il terzo game da 0-30 e sciupa una buona occasione per andare a palla break nel quarto, quando affossa in rete una volee di rovescio non impossibile, ma la chance arriva nel sesto game; Murray si concede due errori non forzati (una smorzata corta e un dritto largo) e deve fronteggiare il primo e unico break-point del match. L’ace rimette le cose a posto e ne arriverà un altro per chiudere il gioco più lungo, dopo vantaggi e parità a ripetizione.
In fondo al tunnel – Break fallito, break subito. La regola calcistica del gol si applica anche al tennis e il settimo game fa entrare Soderling in un cunicolo senza ritorno. Due errori dello scandinavo precedono il solito schema-Murray (rovesci tagliati in serie e passante di dritto incrociato sull’attacco frustrato di Robin) che manda il britannico sullo 0-40; lo svedese annulla la prima palla-break ma nella seconda commette doppio fallo e di fatto allenta la cordicella che tiene sospeso il sipario. Gli ultimi due turni di servizio di Murray regalano ancora qualche perla, come il passante di rovescio lungo linea con cui lo scozzese sale 5-3. Soderling tiene a zero la battuta ma nel decimo gioco è ancora il passante britannico a fare la differenza, fino alla risposta lunga dello svedese che contribuisce a dare una prima importante impronta a questo Master.
Quasi uno spareggio – Vista la prensenza di Federer nel girone, quello tra Murray e Soderling poteva già essere una sorta di spareggio ma la formula di questo torneo ha riservato in passato più di una sorpresa e non è certo detta l’ultima parola. Naturalmente, adesso Soderling non può più sbagliare mentre Murray ha fatto suo il primo, importante round.
Doppio Bryan – La kermesse londinese si era aperta ufficialmente con la sfida di doppio valida per il gruppo A tra i campioni di Australian e US Open (Bob e Mike Bryan) e i vincitori di Wimbledon, Melzer-Petzschner. L’unico precedente del 2010 tra queste due coppie risaliva a inizio anno, Melbourne, e i gemelli statunitensi si erano imposti 7-6, 6-4 ma più di recente Melzer, in coppia con l’indiano Paes, li aveva battuti nella semifinale di Shanghai. Dopo un primo set deciso dall’unico break in favore dei Bryan, nel secondo la coppia austro-tedesca si è portata avanti nel punteggio (4-2) ma non è riuscita a tenere il break e alla fine ha dovuto arrendersi con lo score di 6-3, 7-5.


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