MURRAY STRAPPA IN ANTICIPO IL BIGLIETTO PER LONDRA

Grazie ai punti guadagnati alla Rogers Cup di Montreal, il tennista scozzese è salito alla seconda posizione del seeding e si è garantito la qualificazione per le Atp world tour finals
domenica, 16 Agosto 2015

Tennis – Quest’anno, Andy Murray ha deciso di seguire la strategia della formica e ha prenotato per tempo un posto a suo nome alle Barclay Atp World tour finals. Per avere la sicurezza matematica di partecipare al Master, cui accedono i primi 8 giocatori al mondo, ha dovuto attendere che un ultimo rovescio bimane di Wilfried Tsonga, suo avversario nei quarti della Rogers Cup di Montreal, non varcasse la rete, legittimando così un doppio 6-4 in favore del britannico.

Impressionante il ruolino di marcia di Murray che con la vittoria in semifinale sul giapponese Kei Nishikori ha anche scalato la classifica e raggiunto la seconda posizione nel ranking mondiale, scavalcando Roger Federer.

“È bene garantirsi le Atp world tour finals con un buon margine di tempo in anticipo – ha dichiarato Murray – È bello e molto diverso dall’anno scorso, quando ho finito di giocare sei tornei in sei settimane e sono arrivato abbastanza cotto a Londra. Quindi mi auguro di potermi preparare un po’ meglio quest’anno per le Finali”.

Qualificazione molto tardiva nel 2014, strappata soltanto 11 giorni prima dell’inizio dell’atto conclusivo della stagione con la conquista di 3 titoli in 5 settimane. Errore che però il 28enne di Dunblane ha evitato di ricommettere quest’anno, grazie alla vittoria di 3 tornei Atp e agli ottimi piazzamenti nei primi 3 slam dell’anno, giocati su 3 superfici diverse.

Se è vero che allo scozzese manca la perla di un big four ad impreziosire la stagione, i numeri d’altra parte non lasciano spazio a dubbi e sono nettamente dalla sua parte: Andy ha infatti raggiunto ben 12 volte su 14 almeno i quarti di finale, inanellando ad oggi un parziale di 52 vittorie su 60 incontri con un carniere che si è arricchito del Bmw Open di Monaco, del Master 1000 di Madrid e, per la quarta volta in carriera, del torneo del Queen’s, sull’erba londinese di casa.

All’Aegon Championships il suo nuovo successo ha fatto meno scalpore in virtù proprio delle vittorie precedenti, ma a Monaco e a Madrid i titoli sono arrivati come sorprendenti e gradite sorprese agli occhi dei tifosi britannici che non festeggiavano un trionfo sulla terra rossa dal lontano 1976 quando Buster Mottram vinse a Palma.

Non solo. A testimoniare che nel tempo Andy ha anche temprato forza e carattere, va ricordato che sia in Germania sia in Spagna è uscito vincitore da 2 finali disputate non esattamente con il sostegno del pubblico locale, essendo stato opposto ai beniamini di casa, prima Philipp Kohlschreiber e poi Rafael Nadal con cui sul rosso era sempre uscito con le ossa rotte.

Degli slam si è detto. Mai quest’anno sul gradino più alto del podio ma 2 semifinali (Roland Garros e Wimbledon) e una finale agli Australian Open, sconfitto da sua maestà Novak Djokovic, sono ulteriore conferma che la volontà della formica paga.

Per le finali di Novembre allo 02 Arena di Londra, dove oltre a Andy, punti alla mano, soltanto il serbo è per ora sicuro di esserci, rimangono 6 posti in ballottaggio ma per Stan Wawrinka, Roger Federer (6 volte vincitore), Tomas Berdych, Kei Nishikori, Rafael Nadal e David Ferrer la strada richiede ancora qualche tappa.

L’arte del mettere per tempo fieno in cascina, come suggerivano i nonni, è chiara e Murray la sta perseguendo con scrupolosa dedizione. Ci sono gli Us Open e poi un lungo autunno caldo per preparare l’assalto alla storia: tentare di diventare il primo giocatore britannico a vincere le Atp finals.


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