MURRAY TORNA CON LENDL PER BATTERE DJOKOVIC

"Novak Djokovic può completare il Grande Slam" ha detto Ivan Lendl. "Io e Murray però vogliamo rovinargli i piani".
giovedì, 16 Giugno 2016

Tennis – Il progresso a volte è tornare indietro. È recuperare una storia di successo mai finita davvero, che come certi amori vendittiani fanno dei giri immensi ma poi ritornano. Andy Murray vuole continuare a vincere titoli Slam, ma per farlo deve superare l’ostacolo più duro del tennis moderno, Novak Djokovic. Così, dopo aver testato Mauresmo, Bjorkman e Jamie Delgado, è tornato da Ivan Lendl, l’unico coach che gli ha cambiato testa e gioco per trionfare allo Us Open, a Wimbledon e alle Olimpiadi. “Ivan si è sempre trovato bene con me, può aggiungersi con successo al mio team che considero molto solido” ha detto Murray. “Solitamente tra allenatore e giocatore si lavora ragionando un anno alla volta, ma sarei molto felice se la partnership potesse proseguire più a lungo. Voglio lavorare al mio tennis a prescindere dagli avversari, in modo da essere pronto ad affrontare i migliori senza dover cambiare stile di gioco. Non voglio affrontare il torneo con una strategia e poi cambiare tutto solo per la finale”.

Anche perché proprio le quattro finali stagionali contro il serbo hanno dimostrato che, anche al variare delle superfici, le chiavi che determinano il risultato non cambiano poi di molto. Però, come ha detto John McEnroe che già aveva suggerito a Murray di richiamare Lendl prima di accettare il ruolo di consigliere di Raonic per la stagione sull’erba, gli input dei grandi campioni del passato, i supercoach, possono contare per l’1-2%. Ma in una finale Slam l’1-2% basta eccome per fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta.

“Non credo sia solo una questione mentale” ha detto Murray. “Novak sta giocando un gran tennis e gli aspetti da considerare sono molti: psicologico, tattico, tecnico. Quando l’ho affrontato, anche quando ho perso quest’anno, ho imparato molto. Sento di essergli più vicino e Ivan mi può dare una grande mano”.

Lendl, ha spiegato Murray, “quando decide di fare qualcosa, la fa al 100%”. Secondo Nick Bollettieri, nel periodo gennaio 2012-marzo 2014 il primo “supercoach” del tennis moderno “ha portato disciplina nel gioco di Murray” ha detto Bollettieri. “Fondamentalmente diceva a Andy: vai là fuori e fai quello che devi fare, adesso, non voglio sentire scuse. Lendl gioca in un modo solo, per vincere. Non gli interessa se piace o meno alla gente, se il pubblico lo ama o no: l’unica cosa che lo interessa davvero, da sempre, è vincere”.

Quel legame, che secondo i detrattori non ha portato innovazioni di rilievo nel gioco di Murray, ha permesso però allo scozzese di affrontare il suo tennis in un altro modo, di usare il servizio e soprattutto il dritto come uno strumento offensivo con cui ottenere il punto diretto, il vincente, e non solo per aprirsi il campo. È una differenza di visione, di mentalità, che fa la differenza già dalla finale dell’Australian Open 2012. Murray perde da Djokovic, ma pare un giocatore diverso, solido, mentalmente libero, che non si lamenta ma affronta ogni punto con la stessa convinzione. Murray è più vicino ai grandi. E arriva “ancora più vicino” in quell’8 luglio del 2012, nella finale di Wimbledon che riporta Federer al numero 1 del mondo. “Gettin closer” dice Murray fra le lacrime durante la premiazione. Ha perso la sua quarta finale Slam, come Lendl.

Il riscatto comincia su quello stesso campo, al torneo olimpico. Inizia quel percorso verso l’immortalità che Lendl sintetizza in sei passi: in allenamento, poi in partita, poi in una grande partita, poi in uno Slam, poi in una finale di Slam, poi sul 5-5 del quinto set nella finale dello US Open. Non arriverà a quella situazione di punteggio, si fa rimontare due set di vantaggio da Djokovic ma trionfa comunque al quinto, sotto il vento che sposta le traiettorie e riscrive il destino. Alla fine New York incorona Murray più di Londra 2012 e probabilmente più intensamente, definitivamente anche di Wimbledon 2013.

Lendl, ha rivelato recentemente McEnroe, si è sottoposto di recente a un paio di interventi all’anca. “Non riuscivo a dormire bene” ha detto al Guardian, “sentivo molto dolore. Adesso la notte dormo molto meglio, mi sento più riposato e più giovane”. Non ha voluto confermare le prime indiscrezioni, lasciate filtrare dallo stesso Murray, che parlano di un accordo per 18-20 settimane l’anno. “L’ho imparato dai giornali” ha detto al Queen’s, “abbiamo ancora molti dettagli da sistemare”.

Ma che ha fatto il supercoach dal marzo del 2014? Ha guardato le figlie giocare a golf, si è divertito anche lui fra green, ferri e legni e ha sviluppato la sua accademia. “Ho seguito i ragazzi e mi è piaciuto molto. Murray si allenerà con sei di loro quando non sarà impegnato nei tornei e credo che gli saranno di grande aiuto. C’è il giocatore che serve forte, chi ha ottimi colpi da fondo, chi gioca benissimo a rete. Abbiamo tutte le qualità per sviluppare le strrategie su cui vogliamo lavorare nel gioco di Andy”.

La strada, ha detto al Queen’s, è chiara. “Nel tennis c’è il career grand slam, il calendar year grand slam e il golden slam, e Djokovic ha l’occasione di completarli tutti quest’anno. Ovviamente, Andy e io vogliamo rovinare i suoi piani se ci riusciamo”. Ovviamente molto è cambiato dal primo major dello scozzese. “Stavolta la situazione è molto diversa. Finché non vinci un major, non sai se hai le qualità per riuscirci. Adesso sappiamo che le ha, e la domanda diventa: ce la farà a vincerne ancora?E penso che sia più facile adesso di prima”.


Nessun Commento per “MURRAY TORNA CON LENDL PER BATTERE DJOKOVIC”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • È TORNATO L’AMORE TRA ANDY MURRAY E IVAN LENDL Il numero 2 del ranking mondiale, Andy Murray, ha deciso di riprendere il suo rapporto con l'ex coach Ivan Lendl, dopo la rottura con la Mauresmo.
  • ANDY MURRAY È DIVENTATO GRANDE Come già avvenuto per il suo coach Ivan Lendl, arriva alla quinta finale il primo titolo di Andy Murray in un torneo del Grande Slam. Fra Wimbledon e Olimpiadi lo scozzese aveva dimostrato […]
  • MURRAY, BJORKMAN NUOVO COACH? Si stringe la cerchia dei possibili successori di Ivan Lendl nel box di Andy Murray. Freddata l’ipotesi Mats Wilander, si fa calda la pista che porta al nome nuovo: Jonas Bjorkman.
  • LENDL DICE NO A BERDYCH L'ex coach di Andy Murray ha declinato la proposta di entrare nel box del tennista ceco a causa dei troppi impegni
  • MURRAY, LA SCALATA AL TRONO E L’ODIATA TERRA ROSSA Tennis – Archiviata la campagna americana con un quarto di finale ad Indian Wells e la rocambolesca vittoria di Miami, l'ormai prossima stagione sulla terra rossa diventa per Murray […]
  • LA RIVALITÀ AUSTRALIANA TRA LENDL E EDBERG Tennis – I due campioni del passato, dopo antiche ed esaltanti sfide, rincrociano le loro vie a Melbourne per assistere in veste di coach al quarto di finale tra Murray e Federer. […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.