MURRAY: UNA DONNA PER AMICO

L’eco della “scelta di Murray” non si ferma . Stavolta il campione scozzese parla alla BBC e sottolinea l’importanza delle donne nella sua vita. Da mamma Judy al “favoloso mondo di Amelie”.
giovedì, 12 Giugno 2014

Tennis – E’ l’uomo del momento, e non solo perché a breve tornerà sull’erba di Wimbledon per difendere un titolo che pesa come un macigno.

Andy Murray, al centro dell’attenzione mediatica  dopo la scelta di affidarsi ad Amelie Mauresmo per ritrovare forma e mentalità vincente, risponde alle domande della BBC spiegando l’importanza dell’universo femminile nella sua vita, ma soprattutto nella sua carriera tennistica.

“Mi sono sempre trovato bene con mia madre perché sa ascoltarmi molto bene, ed è quello di cui ho bisogno ora

Una chiara ricerca dell’equilibrio e della sensibilità da parte di un atleta troppo spesso fragile, che nel tempo ha imparato a conoscere i propri limiti.

Ho iniziato ad ascoltare molto di più il mio corpo. Credo sia importante che le persone con cui devi lavorare abbiano il rispetto e la capacità di saper ascoltare i segnali. È possibile che uno non sia in grado di spingere al massimo ogni singolo giorno. Bisogna saper scegliere i momenti durante la stagione in cui andare fino in fondo”

Motivi che appunto hanno spinto Andy verso una scelta che a molti risulta azzardata ma che,  secondo la sua personale esperienza,  porterà invece molto lontano. L’imprinting , come più volte sottolineato soprattutto in questi giorni, gli venne dato da mamma Judy,  prima protagonista femminile nella carriera di un Murray che a quanto pare trova nell’universo femminile una valida collaborazione sportiva.

Noncurante dei  consigli di Boris Becker, che un giorno gli disse che la mamma doveva viaggiare di meno, Andy, come spesso accade, nelle decisioni importanti si affida alle dritte del fidato Darren Cahill.

“Ho parlato con lui ed gli ho spiegato che stavo pensando ad un allenatore donna. Io non conosco molte ex giocatrici, in particolare degli ultimi dieci anni e lui ha pensato che Amelie sarebbe stata un’ottima scelta per me. Abbiamo pensato anche ad altri nomi, ma dopo che ho parlato con lei, ho avuto subito una buonissima sensazione

Dello stesso avviso una ex tennista che a Wimbledon ha lasciato un segno indelebile nel tempo. Billie Jean King, sei volte trionfatrice sull’erba londinese nel decennio tra il 1966 ed il 1975, sposa a pieno la decisione di Murray sottolineando gli aspetti fondamentali di una buona partnership: “Non è il sesso dell’allenatore ad essere importante. Quello che conta è la forza della relazione tra giocatore e coach”.

Entrambi fragili, Andy ed Amelie, potrebbero però compensarsi a vicenda, creando quell’alchimia perfetta per gettare le basi verso successi futuri.

Sotto il profilo mentale la Mauresmo ha dimostrato, con Marion Bartoli, di saper trasmettere fiducia laddove non sembrava essercene. In più, dal punto di vista tecnico, lo scozzese potrebbe attingere dalle caratteristiche peculiari che hanno caratterizzato la carriera della francese.

A pensarla in questo modo sono in molti, tra cui un certo Pat Cash, che inizialmente sorpreso dalla decisione di Andy, si aspetta comunque molto da questa nuova collaborazione

Credo che Andy abbia ancora molti margini di miglioramento, soprattutto nel gioco a rete. Ed in questo Amelie è stata una giocatrice fantastica” ha detto l’australiano puntando dritto sul cambiamento necessario per il futuro di Murray

“Se migliora del 10 o del 20% sotto rete, non dovrà più affrontare match lunghi e dispendiosi di energie”.

Tra dubbi, buoni propositi e tante chiacchiere sarà, come sempre, solo il campo a dire la verità. Un terzo Slam in bacheca per lo scozzese ridisegnerebbe tutto rompendo gli schemi. Per il momento bisogna aspettare. Il futuro ci dirà se Murray sarà un nuovo protagonista nel “Favoloso Mondo di Amelie”


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