MURRAY: “VINCERE LA COPPA DAVIS PER FARE LA STORIA”

In attesa di scendere in campo, Gran Bretagna e Belgio hanno iniziato la "battaglia" che vale l'insalatiera d'argento con le rispettive conferenze stampa: lo scozzese è carico, ma i padroni di casa vogliono entrare nella leggenda
giovedì, 26 Novembre 2015

TENNIS – Per il Belgio è la prima finale in (addirittura) 111 anni, per la Gran Bretagna potrebbe essere un ritorno al successo dopo l’ultimo portato a casa nel lontano 1936: comunque vada verrà scritto un pezzo di storia quindi, ma la finale di Coppa Davis in programma nel fine settimana sulla terra battuta di Gent è già iniziata con le schermaglie verbali delle rispettive conferenze stampa.

“Vincere la più importante competizione tennistica avendo superato Stati Uniti, Francia e Australia, ovvero le tre ‘superpotenze’ della Coppa Davis, sarebbe un qualcosa di straordinario – ha affermato Andy Murray – anche perché un cammino del genere testimonia quanto di buono abbiamo fatto quest’anno. Certo, qualche giorno fa non è stato semplice rimanere concentrati solo sul tennis con le vicende di cronaca che hanno scosso il mondo, ma una volta arrivati a Gent ci siamo tranquillizzati e ci siamo ambientati subito bene. Arriviamo a questo appuntamento quindi – ha proseguito lo scozzese – al culmine di un lavoro iniziato cinque anni fa che vogliamo coronare nel migliore dei modi. In questo lasso di tempo siamo cresciuti molto e ognuno ha giocato un ruolo importante per arrivare dove siamo arrivati”.

La Gran Bretagna infatti, pur essendo consapevole di dovere molto proprio ad un giocatore come Andy Murray, ha avuto un contributo importante anche dagli altri componenti del gruppo, come ad esempio James Ward, del quale è impossibile dimenticare la vittoria in cinque set su John Isner nel primo turno contro gli Stati Uniti. E nonostante non sia sicuro di scendere in campo, il londinese è comunque concentrato e determinato. “Ovviamente ognuno vorrebbe giocare questa finale – ha spiegato Ward – abbiamo lavorato bene tutti insieme e lotteremo per la vittoria anche contro il Belgio”.

Un Belgio che comunque venderà cara la pelle, vista la portata storica di un impresa che rimarrebbe per sempre scolpita negli annali dello sport del Paese. Lo ha sottolineato il capitano Johan Van Verk e lo hanno compreso bene anche i giocatori, consapevoli di essere ad un passo da un successo straordinario che li ha visti eliminare lungo il cammino i campioni uscenti della Svizzera, il Canada e l’Argentina. “Per noi è un appuntamento fantastico – ha dichiarato Van Verk – è importante per il Belgio e per lo sport in generale, non solo per il tennis. Se siamo arrivati fino alla finale è stato grazie ad un gruppo di ragazzi straordinari, e sono sicuro che la gente, avendo apprezzato tutto questo, ci sosterrà con grande calore. Abbiamo un intero Paese dietro di noi e proveremo e regalargli questo sogno”.

Il capitano del Belgio ha poi analizzato la situazione riguardo a quanto sta succedendo dopo gli attentati di Parigi. “Siamo chiamati a rappresentare al meglio il nostro Paese, in un momento così delicato in cui le persone hanno una certa apprensione a livello di sicurezza. Cercheremo di lasciare questi problemi fuori dal campo provando a dare il massimo, per noi stessi e per il Belgio intero”. Un pensiero molto profondo al quale si è allineato anche David Goffin, il giocatore di punta della squadra di casa. “Dovremo essere un esempio per la nostra nazione, il nostro imperativo è dare tutto per riuscire a regalare questa gioia alla nostra gente. Ovviamente la Gran Bretagna è un avversario molto forte, e anche se nell’ultimo incrocio con Murray a Parigi Bercy ho perso nettamente, qui le condizioni sono molto differenti e sarà tutta un’altra storia”. La sfida quindi è lanciata, e non rimane altro da fare se non godersi lo spettacolo di una finale di Coppa Davis che promette, come sempre, grandi emozioni.

Nella foto Andy Murray durante la conferenza stampa (www.zimbio.com)


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