MURRAY: “VINCERE WIMBLEDON E’ L’APICE DEL TENNIS”

TENNIS – Il neo campione di Wimbledon Andy Murray, confessa ai microfoni tutte le sue emozioni per aver riportato i Championships in Gran Bretagna dopo 77 anni. Ringrazia il suo allenatore Lendl e spiega quanto sia stato difficile gareggiare negli ultimi anni con tutta la pressione che il suo Paese gli ha riversato sulle spalle.
lunedì, 8 Luglio 2013

Tennis. Londra – Il neo campione di Wimbledon Andy Murray è emozionato e incredulo ai microfoni nel dopo gara e in conferenza stampa. Il 26enne scozzese è entrato nella storia per aver riportato il titolo dei Championships alla Gran Bretagna dopo 77 anni. Convertendo il suo quarto championship point ha battuto la testa di serie n°1 Novak Djokovic 6-4, 7-5, 6-4 in quello che Murray stesso ha descritto come un match brutale.

“Ho vinto Wimbledon… non riesco a togliermelo dalla testa. Non riesco ancora a credere che sia successo”, ha detto il numero uno britannico. “Penso che l’ultimo game sia stato il più duro che abbia mai giocato nella mia carriera.”

Murray ha sperperato tre championship point prima che il numero uno del mondo, con un rovescio in rete , mettesse fine ad un match estenuante durato tre ore e 10 minuti.

“Vincere Wimbledon è l’apice del tennis e l’ultimo game ha amplificato quella sensazione”, ha aggiunto Murray, che ha vinto l’oro olimpico, gli US Open ed ora il suo secondo titolo del Grande Slam dopo aver perso l’anno scorso in finale proprio qui a Wimbledon contro Roger Federer.

“Quest’ultimo game mi ha praticamente tirato fuori tutto. Ho lavorato molto duramente in quest’ultimo gioco. Saranno di certo i punti più duri che abbia mai giocato nella mia vita. Alcuni dei colpi coi quali se n’è uscito erano incredibili,” ha spiegato lo scozzese. “Non sapevo cosa stava succedendo, provavo un sacco di emozioni diverse in quel momento.”

Murray, primo campione scozzese di Wimbledon dopo Harold Mahony nel 1896, ha ringraziato il suo allenatore Ivan Lendl per aver creduto in lui. Lendl, otto volte vincitore di Grandi Slam, non ha mai vinto Wimbledon, nonostante abbia raggiunto due finali in carriera.

“Mi è stato vicino dopo alcune sconfitte difficili ed è stato molto paziente con me, sono davvero contento per lui”, ha detto il numero due al mondo, la cui vittoria di Wimbledon gli è valsa il primo premio di 1.6m di sterline. “E’ sempre stato molto onesto con me e mi ha detto esattamente quello che pensava e nel tennis questo non mai facile da fare in un rapporto giocatore/allenatore. Ha reso la mia mentalità leggermente differente nell’affrontare partite”.

Nel giorno più caldo dell’anno in Gran Bretagna, il termometro sul Centre Court ha fatto registrare 40°C e questa temperatura ha di certo influito sui terribili scambi tra i due finalisti, contribuendo a quello che la seconda testa di serie ha descritto come “match incredibilmente impegnativo”.

“E’ stata davvero dura, c’era così caldo. Non avevo mai giocato nessun match nel caldo di questa giornata”, ha detto Murray. “La stagione sulla terra è stata fresco. Non avevo mai giocato in questo tipo di condizioni. I primi giochi sono stati brutali, ci sono voluti 30 minuti per i primi quattro games.”

Murray ha giocato in maniera assolutamente convincente le sue prime quattro finali di Slam nelle quali ha gareggiato, e ha detto che la perseveranza è stata fondamentale nel raggiungere i suoi obiettivi. Inoltre ha anche ammesso che essere il principale rappresentante dello sport in Gran Bretagna è stato “davvero difficile”.

“Negli ultimi quattro o cinque anni è stata molto dura, molto stressante, ho avuto un sacco di pressione”, ha detto. “Gli ultimi due giorni non sono stati facili, perché era tutto su di me, ovunque andassi. È molto difficile evitare tutto ciò perché questo è un grande evento, ma anche per la storia ed il fatto che nessun britannico vinceva qui da tanto tempo. È stato molto, molto difficile.”

È sempre difficile parlare dopo una sconfitta, ma Novak Djokovic può. Dopo la sconfitta nella finale di Wimbledon, il numero uno del mondo, si è mostrato autoironico sul suo gioco e ha ammesso che Murray è migliorato molto “mentalmente.”

“E’ migliorato ovviamente. Ha vinto gli US Open, la medaglia d’oro a Londra 2012 e ora Wimbledon. Questo la dice tutta. Credo che ci siano stati molti cambiamenti nel suo fisico e nelle tattiche, ma soprattutto mentalmente”, ha detto Djokovic.

“E’ sempre difficile perdere in finale, ma questo è lo sport. Sono deluso perché sono appena uscito dal campo, ma domani starò bene”, ha detto il numero uno del mondo la cui vittoria di Murray non compromette la sua posizione di vertice nel ranking mondiale.

Il serbo, ha commesso 40 errori non forzati e ha riconosciuto che non è stata la sua miglior partita: “A volte non ho avuto abbastanza pazienza,” ha detto. “Sapevo di dover essere al più alto livello per competere oggi. Lui è arrivato con una grande motivazione per vincere il suo primo titolo qui, ma anch’io ero motivato”, ha spiegato il serbo.

Sembra passato un secolo da quando Murray ha perso da Roger Federer nella finale dell’Australian Open 2010. Quella volta si è scusato con la madre Judy, che gli è stata sempre vicino anche contro la volontà stessa di Andy. Quella volta la madre gli disse: “Andy, non dirmi mai che ti dispiace. Hai idea di quanto sia stupendo per me vederti su uno dei migliori campi del mondo, giocare contro il miglior giocatore di tutti i tempi? Verrà il tuo tempo, non dimenticarlo mai.”.

E a quanto pare il momento di Sir Andy Murray è arrivato.


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