MURRAY VS BECKER. IL MATCH SI GIOCA SUL TERRENO DELICATO DEL DOPING

“Ho incontrato tennisti che sembravano non stancarsi mai” ha detto Andy Murray parlando di doping. Una prima di servizio a più 200 all’ora, che però ha incontrato una solida risposta di Boris Becker: “Affermazioni totalmente irrispettose”.
martedì, 19 Aprile 2016

Tennis – L’argomento è quello delicato del doping. E il match che si è giocato tra interviste e dichiarazioni ha visto protagonisti due personaggi che non sono certo tipi che le mandano a dire. La bordata l’ha scagliata Andy Murray: “Non capisco perché alcuni giocatori non sembrano mai stanchi”. E la risposta, a firma Boris Becker è arrivata puntuale: “Si tratta di affermazioni totalmente irrispettose”.

Andiamo con ordine. Andy Murray si è sempre distinto per un occhio particolare alla programmazione e all’attenzione quasi maniacale agli allenamenti e alla cura della forma fisica. E infatti, quando è stato sollecitato sul caso Sharapova non ha rinunciato a invitare la federazione internazionale a investire ancora maggiori risorse nella ricerca di quelli che lui stesso ha chiamato “trucchi”. E fin qui è tutto quasi normale. Ma a scatenare il dibattito sono state le dichiarazioni meno istituzionali fatte in un’intervista al Daily Mail in cui lo scozzese ha espresso alcuni dubbi sulla tenuta fisica di alcuni suoi colleghi che, a suo dire, non si stancano mai in campo: “Quanto qualcuno è sanzionato come la Sharapova – ha insistito il numero 2 del mondo – io la considero come una cosa positiva. Se queste cose accadono esiste un grosso problema perché lo sport sembra coprire e giustificare le grandi stelle. E invece bisognerebbe informare i tifosi sulle sanzioni e sul periodo di sospensione”.

Murray ha citato persino il caso Cilic per fare capire la sua idea: “Si è detto che Cilic saltava Wimbledon per infortunio, mentre poi è venuto alla luce che era risultato positivo a un controllo antidoping. Non è una cosa bella”. Il vincitore di Wimbledon 2013 ha poi cercato di correggere il tiro elogiando le politiche antidoping della Itf, ma non ha potuto fare a meno di ripensare alle volte in cui si è trovato in strane situazioni di gioco: “Ho giocato contro alcuni giocatori che mi davano l’impressione di non essere stanchi. E sono rimasto perplesso sulla loro tenuta atletica. Un tennista che riesce a giocare per ore e ore senza mai stancarsi dovrebbe essere messo sotto osservazione”.

Un’autentica bomba. Frasi senza dubbio scomode e impopolari che hanno attirato l’attenzione dei media e di tutto il mondo del tennis e che sono destinate ad alimentare un dibattito che ha trovato terreno fertile dopo il caso Sharapova. Il primo a cogliere la palla al balzo, nello stile serve and volley che ne ha caratterizzato la carriera è stato Boris Becker. L’allenatore di Novak Djokovic si è sentito evidentemente chiamato in causa e non ha esitato a dare una risposta al tennista scozzese: “Sono parole incredibilmente irrispettose. La federazione ha approntato un sistema di test antidoping casuali. Quindi pensare che qualcuno vinca un torneo del Grande Slam perché ha assunto qualcosa e non perché è più in forma degli altri è totalmente fuori da ogni logica”. Una posizione generica e anche prevedibile. Meno prevedibili sono state invece le parole spese dal tre volte vincitore di Wimbledon nei confronti del tennista scozzese: “Andy è uno dei giocatori più in forma del tour. Spesso tiene fisicamente più di altri giocatori, ma mai nessuno ha messo in discussione la sua etica professionale”. E nemmeno quella degli altri top player: “È una questione molto delicata – ha scandito Boris Becker – io posso solo ripetere che il tennis è pulito al 100%. Roger (Federer) è pulito, Rafa (Nadal) è pulito, Stan (Wawrinka) è pulito. Tutti questi ragazzi sono puliti”.

Il coach del numero 1 del mondo è poi entrato ancora meglio nella questione, puntando il focus sulle accuse spesso rivolte nei confronti di Rafael Nadal: “C’è sempre stato un clima di sospetto intorno a lui, ma io l’ho sempre trovato irrispettoso nei suoi confronti”. Ancora più netta la sua posizione sul suo pupillo Novak Djokovic: “Posso parlare solo di lui e posso solo dire che è uno dei tennisti più controllati. Anche due volte durante uno Slam. A Melbourne è stato controllato una volta durante la prima settimana e una volta durante la seconda. Ci sono state volte in cui ha finito di giocare di notte e alle 7 di mattina qualcuno si è presentato in camera sua per fare un test delle urine. Sembra una cosa assurda, ma le regole sono regole”.

Foto: Andy Murray (www.zimbio.com)


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