MURRAY, ORGOGLIO BRITANNICO

TENNIS - Lo scozzese vola in semifinale a Wimbledon rimontando due set ad un eccellente Fernando Verdasco, che alla fine deve arrendersi al 5° per 4-6 3-6 6-1 6-4 7-5
mercoledì, 3 Luglio 2013

WIMBLEDON (Londra) – La patria è salva!. Andy Murray torna in semifinale a Wimbledon ribaltando un match intentissimo contro un ritrovato Fernando Verdasco, capace di mettere sotto lo scozzese per due set a zero ma alla fine incapace di piazzare il colpo del ko. Murray passo dopo passo ha riacceso l’entusiasmo del campo centrale, e dopo 3 ore e 30 vola al penultimo atto con il punteggio finale di 4-6 3-6 6-1 6-4 7-5. Sfiderà adesso il polacco Janowicz

Il Fernando furioso: Dal 2007 a oggi sono state ben 9 le sfide tra lo scozzese e l’iberico, capace di portare a casa l’unico successo nel 2009 sul cemento degli Australian Open. Quattro anni più tardi la sfida n.10 rischia di rovinare la festa al pubblico del centrale che per 90 minuti ammirano un Verdasco ritrovato e assoluto dominatore del campo. Sceso adesso al n.54 del mondo il madrileno conferma l’ottimo stato di forma toccando picchi di gioco altissimi, che mettono a nude le difficolta del britannico. Murray arranca, in avvio, faticando a staccare il suo avversario, ben predisposto alla lotta. I servizi la fanno da padrone,e dopo una sola palla break, annullata da Verdasco nel 3° gioco, si viaggia spalla a spalla fino al 4-4. Ferdando tiene duro, perde poco campo, e quando può affonda la sua chele mancina. Murray trova pochi angoli restando troppo tenero sui colpi a rimbalzo, pagando dazio. Nel 9° game Fernando salva ancora una palla break grazie al servizio, portandosi avanti sul 5-4.L’iberico si dimostra però più cinico, perchè nel game successivo piazza il guizzo vincete per agguantare il set, che Murray decide di concedere con un sanguinoso doppio fallo proprio sul set point. Il primo set perso da Murray nel torneo non spaventa più di tanto il pubblico locale, maggiormente preoccupato dal gioco poco concreto volitivo dello scozzese, troppo spesso in balia del suo avversaria. L’avvio del secondo parziale sembre poter cambiare registro. Murray regge melgio in risposta e allunga maggiormente il suo palleggio. Il break che porta il n.2 del mondo sul 3-1 sembra il preludio per una rimonta, che invece non si concretizza. Murray cade nuovamente nel tranello del suo avversario, raccogliendo le briciole al servizio, nonostante l’80% di prime palle. Verdasco torna a spingere appoggiandosi al meglio, lasciando al suo avversario solo gli errori. Lo spagnolo piazza il pilota automatico e game dopo game firma un parziale di 5 giochi a 0 che ribaltano un set che finisce nuovamete in mani iberiche per 6-3. Il centrale ammutolisce,lasciando libero sfogo ai pochi spagnoli presenti.

Andy riemerge dalle tenebre.In un modo o nell’altro nessuno vuole credere ad un Murray spacciato. Gia in passato il britannico si è trovato in situazioni analoghe, riuscendo in 6 occasioni a ribaltare il confronto. Il terzo set è emblematico. Murray si scolla di dosso il peso di una nazione intera e vola 3-0 con un buon break al 2° gioco. Verdasco, a fatica, salva la palla del 4-0, ma finisce sotto 5-1, allenato la presa proprio nel momento in cui bisognava dare il colpo di grazia. Andy sale di colpi meglio dei fratelli Abbagnale, e in 31 minuti confeziona un 6-1 che riapre le danze. Il gioco latita tra le corde del n.2 del mondo, che mentalmente però, resta superiore. Nel quarto set Ferdando spreca 4 palle break in due turni di risposta mancando il sorpasso decisivo e restando ancorato sul 3-3. Murray resta freddo, e alla prima occasione, nel 7° gioco infila il suo avversario e piazza la zampata con l’unico break del set, girando la partita dalla sua.  Andy finalmente cambia, mette la freccia e con due game a 0 al servizio chiude 6-4 e porta tutti al 5° set.

Battaglia finale. Chi si attende un crollo da parte di Verdasco resta deluso. L’iberico riprende forza e lucidità pronto a vendere cara la pelle. Servire per primo gli consente di mettere più volte il muso avanti nell’ultimo parziale, ma Murray risponde colpo su colpo. Game rapidi e indolori si susseguono uno dopo l’altro senza la minima ombra di palle break, arrivando fino al 5-5 con un percorso illibato. Ma quando il gioco si fa duro e la pressione sale alle stelle il minimo passo falso diventa decisivo. Un errore dell’iberico nell 11° game, regala la prima e unica palla break a Murray, che da ottimo felino ci si catapulta su, azzannando la partita. Al cambio di campo il centrale trabocca di entusiasmo, con 60 secondi di applausi interminabili, che accompagnano Murray a servire per il match sul 6-5. Andy, allora, torna a caricarsi sulle spalle una nazione intera, e con un game perfetto chiude 7-5 involandosi alla sua 5° semifinale di Wimbledon consecutiva.


1 Commento per “MURRAY, ORGOGLIO BRITANNICO”


  1. Gattotondo ha detto:

    Sono tifoso di Murray, e la partita e’ stata avvincente, ma dopo aver visto quel Djikovic battere un Berdich spaventoso, e sempre che Murray abbia ragione di Janowicz, rispetto a Djokovic gli do solo un 20% di possibilità di vincere il torneo.


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