NADAL: IL CALENDARIO, KERMODE E L’AMORE DEL “VELOCE”

Lo spagnolo parla a 360 gradi del circuito Atp e delle sue "preferenze"

Tennis. Nadal è ai quarti di finale e dovesse superare un altro turno, si troverebbe di fronte Federer, a patto che anche lo svizzero faccia lo stesso. Nel frattempo lo spagnolo ha parlato a tutto tondo, innanzitutto della crescita esponenziale avuta dal Masters 1000.

Il modo in cui è cresciuto Indian Wells negli ultimi otto anni è qualcosa di difficile da spiegare se non lo vedi con i tuoi occhi. Non vedo davvero l’ora di competere qui, soprattutto dopo quello che mi è successo lo scorso anno, quando sono stato costretto a dare forfait per infortunio. Mi è sempre piaciuto giocare qui, ma la gente pensa che siccome ho vinto tanto sulla terra, allora vorrei sempre superfici lente”.

Rafa ci tiene a sfatare il falso mito dell’essere vincente solo su terra: “Vi consiglio di analizzare la rapidità dei tornei sul cemento in cui ho avuto più successo. Vi dico che la maggiore parte sono arrivati in condizioni veloci. È tutta questione di giocare bene. Se gioco bene, posso vincere su qualsiasi superficie, viceversa se gioco male”.

Sul calendario prossimo, il maiorchino non si sbilancia: “Ho bisogno di fare le cose nel modo migliore possibile per evitare che accada come lo scorso anno, che è stato molto difficile per me. Ho subito parecchi infortuni e non voglio che accada di nuovo, perché non è una sensazione semplice da digerire. Se l’intenzione è quella di giocare solo nove tornei, va bene, ma se si gioca quel numero perché ci sono dei problemi fisici, allora il discorso è ben diverso. Cerco di gestire il mio programma in modo da salvaguardare il mio futuro e il mio corpo. Mi piacerebbe giocare a Miami e ovviamente anche a Madrid, mi piacerebbe essere ovunque, ma non è razionalmente possibile.”

La chiusura è sulle prossime elezioni al vertice Atp: “E’ difficile per me dare un’opinione perché non sono più attivo da tempo a livello politico e desidero che siano le persone coinvolte a farlo. Per me è importante sapere perché è stata presa questa decisione e cosa succederà ora. Voglio conoscere il motivo per cui Kermode non ha fatto, come si dice, un buon lavoro. Di solito in passato si verificavano contrasti tra due persone candidate, quindi uno di loro doveva andare via, ma non in questo caso”.


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