NADAL FUORI DALLE OLIMPIADI?

Il maiorchino rischia di non avere i requisiti per partecipare a Rio 2016
venerdì, 11 Settembre 2015

Tennis – Ragion di cuore o ragion di regolamento? E’ il dilemma che ci si sta ponendo in queste ore a proposito della possibile esclusione di un campione del calibro di Rafael Nadal dalle Olimpiadi previste per il prossimo anno.

Il regolamento parla in modo molto chiaro e recita che per poter partecipare ai Giochi di Rio de Janeiro, tutti gli atleti devono avere un buon rapporto con la propria federazione nazionale e con l’ITF. Inoltre, devono aver raccolto un numero minimo di partecipazioni in Coppa Davis (o  Fed Cup), in accordo con i regolamenti ITF”. Un numero minimo che Nadal rischia di non raggiungere.  Infatti sulla combinazione tra numero e frequenza la Federazione Internazionale è più fiscale di Equitalia. Non solo, infatti, i giocatori sono costretti a collezionare almeno 3 presenze nel periodo compreso tra un Olimpiade e l’altra, ma una deve essere necessariamente nel 2015 o nel 2016, cioè nell’ultimo anno di avvicinamento a Rio.

Evidente l’effetto deterrenza utilizzato dall’Itf atto a scoraggiare le troppe defezioni dei big da Coppa Davis e Fed Cup. Il risultato paradossale? Che Rafa, capace di alzare per il suo Paese ben 4 insalatiere e di aggiudicarsi un oro olimpico a Pechino 2008, insomma uno davvero mai restio a vestire la maglia della nazionale iberica, rischia grosso.

Il maiorchino non presenta certo problemi di classifica (occorre essere tra i primi 50 del mondo) e risulta ad oggi il secondo spagnolo nel ranking, ma i problemi sorgono proprio dalle partecipazioni in Davis che vedono l’ex numero 1 al mondo fermo a quota 1. Essere convocato per l’imminente sfida contro la Danimarca è un imperativo assoluto, ma potrebbe non bastare perché per giungere a 3 partecipazioni dovrà attendere il prossimo luglio, troppo tardi sulla carta, visto che la entry list per Rio 2016 dovrebbe chiudersi nel mese di giugno.

Ovviamente se la Spagna sconfiggesse la Danimarca e risultasse testa di serie nella prossima stagione.

In ogni caso il regolamento non è dalla parte di Nadal che, oltre alle prime posizioni mondiali, ora potrebbe vedersi anche negato l’accesso alle Olimpiadi.

Wild card allora? Neanche. Gli inviti vengono, infatti, assegnati ai Paesi esotici che non hanno tennisti tra i primi 50 del mondo. La Spagna può già mettere in campo 4 giocatori e tra i primi 50 ne annovera 8. Come può Nadal sperare – mors tua, vita mea – che entro meno di un anno ci siano meno di 4 spagnoli a occupare le prime 50 posizioni del ranking?

C’è però un “ma” ed è tutto di natura meramente politica. La Federazione spagnola dovrebbe perorare causa presso il comitato di Coppa Davis, attribuendo le mancate convocazioni di Nadal ai molteplici infortuni e sgombrando il campo da eventuali cattivi rapporti tra il giocatore e la Federazione e – meno che mai – dal rifiuto da parte di Rafa. L’ultima parola spetterebbe dunque al comitato e se il prossimo 25 settembre il nuovo numero 1 dell’Itf fosse lo spagnolo Juan Margets  ci sarebbe più di una ragione per pensare che le ragioni del cuore e… della politica potrebbero avere la meglio su numeri e regolamenti.


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