NADAL: “NON SOLO TERRA ROSSA”

TENNIS – Parlano i due protagonisti della finale newyorkese. Nadal: “La stagione più emozionante della mia vita”, Djokovic: “Rafa troppo solido”.

Tennis. (New York). Non fa male, il ginocchio: mai intoccabile come quest’anno Rafael Nadal, che ha dato prova di essere inviolabile non solo sul suo regno, la terra rossa, ma anche sul duro, veloce, difficile cemento americano.
Perché per chi non sarebbe stato difficile conquistare titoli su questa superficie dopo 7 mesi di stop forzato per infortunio al ginocchio? Chi non avrebbe avuto paura di forzare il suo fisico già a inizio anno sugli ostili pavimenti americani, quando ancora portava la benda sul ginocchio malandato?
Invece il grande Nadal li ha vinti tutti: Indian Wells, Montreal, Cincinnati e dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta che lo trascina sempre più verso il paragone con Pete Sampras, gli US Open.
Rafa ha sopportato 4 set contro Novak Djokovic, il numero uno del mondo e specialista del cemento, e non ha avuto paura di fronteggiarlo in scambi da 54 colpi, di fare muro contro muro, di resistere ai siluri del serbo e di tirarne di più forti.
2013 da dimenticare, per gli altri: “questa stagione è stata probabilmente la più emozionante di tutta la mia carriera”, ha detto il maiorchino nella conferenza stampa post match. “Mi sono sentito come se stessi facendo tutto giusto per avere la mia chance qui. Ho giocato e vinto un match contro uno dei più bravi giocatori della storia e attuale numero uno del monto, Novak, sulla sua superficie preferita. Avevo bisogno di essere perfetto per vincere”.

E il suo gioco ha funzionato alla perfezione, ha sbaragliato la concorrenza anche stavolta dimostrando che la sua strategia non è efficace e devastante solo sulla terra rossa: “La gente pensa che io sia uno specialista della terra rossa e che sia meno bravo sulle altre superfici. La verità è che ho raggiunto cinque finali a Wimbledon, tre agli US Open e due in Australia”.

Con la differenza, però, che ora ha dato prova di essere molto più continuo su questa superficie. Cos’è cambiato rispetto agli scorsi anni? “Penso che non sia cambiato niente di particolare”, ha risposto Nadal alla domanda del giornalista, “sto semplicemente giocando bene. Il duro è dannoso per il corpo, ma io mi sento in confidenza con il mio gioco e sono mentalmente positivo, così riesco ad essere più aggressivo durante gli scambi”.

E qual è il futuro dell’indoor? Diventerà anche quello dominio del campione del 2013?
“Mi sono sentito sempre molto sfortunato a non essere mai riuscito a vincere un Masters di fine anno. Perché giocarlo sempre in indoor? Non si potrebbe cambiare superficie ogni anno? Alla fine bisogna sfidare i migliori otto giocatori del mondo, è già difficile.. cambiare darebbe maggiori opportunità a tutti”.

Dall’altra parte, Novak Djokovic appare ovviamente frustrato dalla sconfitta, dopo aver giocato un ottimo terzo set e averlo comunque perso consentendo un vantaggio vitale all’avversario. In ogni caso, l’attuale numero uno del mondo cerca di non scoraggiarsi troppo: “Ho comunque perso una finale Slam, il che vuol dire che ci sono arrivato. Poi quello che conta è chi gioca meglio, lui è stato il migliore e ha meritato di vincere. Io devo guardare avanti”.

“Ho giocato bene durante le due settimane”, ha continuato il serbo, “quindi posso tenere solo il meglio da questa esperienza. Rafa è uno dei più forti giocatori della storia, batterlo è difficile, sia a livello mentale che a livello fisico”.


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