NADAL: “NON POSITIVO IL 2018, NON PUNTO ALLE OLIMPIADI”

Lo spagnolo fa un bilancio della stagione appena passata e di quella alle porte

Tennis. Nadal si racconta a lungo, fra la stagione conclusa e quella che verrà. Il bilancio non è però positivo, stando alle sue parole, ecco il motivo.

Non posso essere soddisfatto perché ho passato tanti momenti complicati. I risultati sono stati molto buoni quando ho potuto giocare senza dolore, però non avevo mai disputato così pochi tornei per colpa di problemi fisici». Come spesso gli è accaduto in passato, è deciso a tornare «più forte di prima» (il suo rientro è previsto per il 28 dicembre, al torneo esibizione di Abu Dhabi), provando a restare lontano dagli infortuni che «mi hanno danneggiato più che a qualsiasi altro mio rivale diretto. Non credo sia una questione di quanti chilometri ho percorso sul campo perché ho subito degli infortuni gravi anche quando ero molto giovane. Madre Natura mi ha dato virtù, difetti e infortuni, soprattutto alle ginocchia e al piede”.

Sulle condizioni attuali: “Sento di essere in condizioni migliori rispetto all’anno scorso, quando a fine stagione riuscivo a malapena ad allenarmi. Però ci sono stati anche tanti momenti positivi, come la vittoria a Roland Garros. E a Wimbledon, sono stato a un punto dal vincere anche la semifinale contro Djokovic» (si riferisce alla palla break avuta sul 7 pari del quinto set, quando Djokovic giocò un grande passante di dritto, prima di chiudere il match 10-8).

Sui risultati raggiunti in carriera afferma: “Penso che altri sportivi spagnoli saranno in grado di eguagliare i miei traguardi: se ci sono riuscito io, ci riusciranno altri. Nel tennis, sono cosciente che avere una carriera migliore della mia sarà molto difficile, ma arriverà qualcuno che ci riuscirà e speriamo sia spagnolo. Non è un obiettivo andare alle prossime Olimpiadi: ho avuto la fortuna di poter giocare in ottime condizioni in due occasioni, vincendo l’oro a Pechino. Mi piacerebbe esserci a Tokyo ma non è una priorità. In ogni caso, giocherò fin quando mi alzerò con la voglia di migliorarmi. Giocare a tennis mi rende felice e spero che il mio corpo mi permetta di giocare ancora a lungo”.

Sulla nuova Coppa Davis: “Credo sia importante che non si parli di Coppa Piqué: è un evento dell’ITF, uno dei più prestigiosi al mondo che soffriva di gravi problemi, soprattutto del fatto che i migliori giocatori faticavano a giocarla con continuità. E quando accade qualcosa del genere, bisogna cambiare. Per me è una buona notizia che qualcuno al di fuori del mondo del tennis si sia interessato al nostro sport e abbia proposto una novità. Se qualcosa smette di funzionare, bisogna agire. I cambiamenti non sono mai facili da accettare, però bisogna dare tempo per provarci. E se non funziona, si può sempre fare un passo indietro”. 


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