NADAL SUONA LA CARICA, IL RECORD È DIETRO L’ANGOLO

TENNIS - Il mancino pronto a scrivere la storia nel caso in cui dovesse centrare il secondo titolo in carriera a Melbourne. Nel mirino il 14esimo Slam in carriera, eguaglierebbe Sampras. Mai nessuno nell'Era Open è ancora riuscito a bissare tutte e 4 le prove dello Slam
sabato, 25 Gennaio 2014

Tennis. Melbourne (Australia). Una rincorsa che ha lasciato poco all’immaginazione. Un vero e proprio tour de force che lo ha portato ad un passo dall’ennesimo record da mettere a referto. Rafael Nadal ha iniziato questo 2014 nel modo migliore possibile e dopo aver intascato il trofeo, primo in carriera, nel torneo interlocutorio di Doha, eccolo a Melbourne pronto a scrivere un’altra pagina di storia del tennis.

Nella mattinata di domani, ora italiana, il mancino attuale numero uno del mondo avrà la possibilità di giocarsi la sua terza finale dell’Australian Open contro la piacevolissima sorpresa del torneo Stanislas Wawrinka. Ma il traguardo che si appresta a tagliare l’iberico ha molti altri e più importanti significati che rendono l’anno solare disputato da Rafa davvero eccezionale. Quella che infatti si concluderà a febbraio è di sicuro un’annata da incorniciare. Iniziata con tutte le incognite derivanti dal rientro dall’infortunio e proseguita come una marcia inarrestabile che, a parte il passo falso di Wimbledon, gli ha portato altri due Slam che hanno incrementato il suo bottino già ingente.

Domani lo spagnolo avrà la possibilità di agguantare la seconda posizione nella classifica di tutti i tempi dei tennisti con il maggior numero di titoli Major in bacheca. Al secondo posto c’è Pete Sampras con 14 allori, al primo il solito Federer, battuto proprio dal mancino in tre set in semifinale a Melbourne, il cui primato scricchiola sempre più con il passare dei mesi. Non solo, un altro primato, altrettanto prestigioso, attende Nadal nel caso in cui dovesse avere la meglio anche su Wawrinka, che con lo spagnolo deve ancora portare a casa un set in 12 incontri. Difatti Rafa potrebbe diventare il primo tennista dell’Era Open a vincere ciascun torneo dello Slam per almeno due volte. A riuscirci sono stati solo Roy Emerson e l’infinito Rod Laver, altro mancino, sotto i cui occhi domani potrebbe consumarsi questo evento.

Appare ancor più significativo questo primato dato che la cornice è proprio quell’Australian Open che a Nadal ha sempre regalato più dolori che gioie. Come lo stesso spagnolo ha affermato in una recente intervista, tra gli Slam quello australiano è stato di sicuro quello più ostico per il maiorchino il quale sul cemento di Melbourne ha versato più di una lacrima. Molti infatti i forfait sofferti che lo hanno costretto nel corso degli anni a rinunciare al primo Major annuale: nel 2006 un infortunio al piede occorsogli l’anno prima a Madrid non gli permise neanche di sedersi ai nastri di partenza, nel 2010 il solito ginocchio ballerino lo costrinse a ritirarsi nel bel mezzo del quarto di finale con Andy Murray, stessa storia l’anno dopo quando uno stiramento ai muscoli della coscia, pur permettendogli di terminare il match di quarti contro il connazionale David Ferrer, lo spinse alla resa in tre set mentre l’anno scorso sappiamo tutti oramai come è andata.

Proprio ad un anno di distanza da quella sofferta rinuncia, quando lo spagnolo non poté fare altro che accomodarsi in poltrona e guardare Novak Djokovic ed Andy Murray giocarsi l’AO 2013, ecco Rafa tornare alla carica sempre più affamato, sempre più solido, con in dote le vesciche dell’eroe con cui il sacrificio ha segnato le sue mani. Tutti pronti per domani dunque: 19esima finale Slam per l’iberico – raggiunto Ivan Lendl al secondo posto della classifica di tutti i tempi – prima per l’avversario, il secondo svizzero in successione a cercare di arginarlo. I pronostici dicono Spagna con ampio margine, Rafa domani si gioca un pezzo di storia del tennis.


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