NADAL: VOGLIA DI VINCERE ANCORA

Raggiunti i quarti a Pechino, Rafa Nadal, nell’anno del suo riscatto dopo l’infortunio, punta forte su se stesso e promette altri quattro anni di successi.

Tennis – Dopo aver raggiunto i quarti di finale al torneo di Pechino, Rafael Nadal, continua la sua marcia d’avvicinamento al podio più alto del ranking mondiale, nel tentativo di spodestare il serbo Novak Djokovic.

In attesa di affrontare il nostro Fabio Fognini, il maiorchino ,dopo aver superato il tedesco Kohlschreiber, si sbilancia riguardo il suo futuro.

Nei giorni scorsi, in realtà già nell’indomani dal successo agli Us Open, le domande per il mancino di Manacor, hanno riguardato quasi esclusivamente il discorso relativo al record di slam. L’inarrivabile Re Roger ed i suoi 17 trionfi sembrano più vicini soprattutto dopo le dichiarazioni di Rafa che punzecchiato a riguardo, ha messo le cose in chiaro: “Ho 27 anni, e ho molto di più di quello che avrei potuto immaginare: oggi lavoro duro perchè mi sento bene, e spero di tenere questo ritmo per almeno i prossimi quattro anni, in cui devo crearmi l’opportunità per vincere altri tornei importanti”.

Avvertiti dunque svizzero da una parte e serbo dall’altra, perché il Nadal che si è ripresentato, dopo l’infortunio dello scorso anno, sembra davvero inarrestabile.

In pochi ad inizio stagione, avrebbero scommesso su un’annata assolutamente da protagonista del maiorchino che, recuperato l’infortunio si vede costretto a gennaio, ad interrompere la preparazione agli Australian Open dando forfait al primo slam stagionale.

L’assenza prolungata dai campi è direttamente proporzionale alla perdita di posizioni in classifica con Rafa che scivola fino al 5 posto del ranking Atp. La reazione dello spagnolo arriva immediata e, raggiunte le due finali (singolo e doppio) al suo rientro in Cile al torneo di Viña del Mar, torna a trionfare una settimana dopo a São Paulo superando David Nalbandian per 6-2, 6-3.

La conferma di una forma ritrovata arriva con i successi in sequenza nei tornei di Acapulco e Indian Wells, dove Rafa si aggiudica il 22º Masters 1000 in carriera, tornando al successo sul cemento dopo un digiuno lungo 3 anni.

Tornato sulla “terra” (rossa), Nadal conquista per la nona volta consecutiva la finale a Monte Carlo, ma si deve arrendere a Djokovic che lo supera in due set. La settimana successiva invece, con la vittoria in finale su Almagro per 6-4, 6-3, arriva l’ottavo titolo a Barcellona, e dopo una breve pausa Rafa torna alla vittoria anche a Madrid, dove batte in finale Wawrinka per 6-2, 6-4.

Agli Internazionali d’Italia strapazza in finale Roger Federer  con il punteggio di 6-1 6-3. È il preludio all’appuntamento più atteso: il Roland Garros.

A Parigi, Rafa, difende per il terzo anno consecutivo il titolo, ma l’inizio del torneo fa riaffiorare i dubbi legati alla sua tenuta atletica, minata dai problemi al ginocchio. I primi turni si rivelano più complicati del previsto ed il maiorchino fatica per raggiungere una seconda settimana dove si trasforma, ed inizia la sua corsa inarrestabile che lo porta dritto versa la nona finale slam in territorio francese.

L’ottavo sigillo sul rosso parigino arriva puntuale dopo la finale contro Ferrer che gli vale un posto nella storia del major, affiancando Max Decugis e stabilendo il nuovo record di 8 titoli su 9 partecipazioni con 59 vittorie griffate Roland Garros.

Lo sforzo profuso per tornare in vetta al tennis mondiale, fa pagare pegno al maiorchino che, rinunciando al torneo di Halle compromette di fatto la sua preparazione in vista di Wimbledon.

Ai Championships arriva la cocente sconfitta la primo turno inflitta dal belga Steve Darcis.

Il ko londinese riapre il dibattito sulle condizioni fisiche dello spagnolo che affronta la pausa estiva consapevole del “duro” rientro programmato sul cemento di Montreal.

La superficie meno congeniale si rivela invece “terreno fertile” dove seminare l’ennesima rinascita. Il successo in finale contro il beniamino di casa Milos Raonic, si traduce nel 25esimo Masters 1000 e nel ritrovato podio mondiale con la posizione n°3 Atp.

Ma la scalata non è certo terminata e, la settimana successiva si ripete a Cincinnati, dove raggiunge il massimo obiettivo per la prima volta in carriera battendo John Isner con un doppio tie-break. I Masters 1000 ora sono 26 e la classifica mondiale recita, seconda posizione.

Agli US Open si presenta come testa di serie n°2 e raggiunge le semifinali senza aver mai ceduto il servizio. Il primo break arriva per mano di un Richard Gasquet sconfitto in tre set, mentre in finale supera Novak Djokovic col punteggio di 6-2, 3-6, 6-4, 6-1.

Il 13esimo Slam in carriera la dice lunga su un tennista che alcuni davano per bollito e che oggi, forte di una stagione quasi perfetta, preannuncia come già detto, almeno altri quattro anni caratterizzati dalla sua instancabile “voglia di vincere ancora”.


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