NAPOLITANO: “STO IMPARANDO A GESTIRE LE EMOZIONI”

Stefano Napolitano passa il turno al Roland Garros ma non esulta. "Non ho ancora vinto niente!"
lunedì, 29 Maggio 2017

di Enrico Milani

“L’emozione all’inizio era forte, quando si gioca in un contesto del genere si ha rispetto per tutto, ma voglio e spero che per me diventi normale giocare questo tipo di tornei. Dopo il primo set di oggi contro Mischa Zverev ho chiamato il fisio perché, forse lo stress, ma anche il caldo, mi sentivo debole, mi girava la testa. Ero sotto di un break (0-2) e il gioco del 2-1 è stato molto importante. Ho visto che anche lui aveva qualche problema e mi sono detto di tenere duro, con tutte le mie forze. Quando sono arrivato a Parigi avrei firmato per passare le quali e vincere un turno. L’esperienza di Roma mi ha aiutato molto, mi ha fatto capire che si può giocare ad un livello alto”. Pensieri e parole di Stefano Napolitano dopo aver superato il primo turno al Roland Garros.

Battere una testa di serie non è mai facile. “Lui è un giocatore di livello, che ha giocato e gioca partite di qualità. Aveva affrontato la finale a Ginevra, le condizioni erano diverse e ho sfruttato questo vantaggio a mio favore”.

Stefano Napolitano: 22 anni e molti margini di miglioramento. “Posso ancora migliorare il servizio. Se servo bene posso vincere punti veloci. Da migliorare anche il dritto, dove ho lavorato tanto visto che non è un colpo naturale. Poi la parte fisica e anche quella mentale”.

Montepremi per questo secondo turno: 70.000 euro. “Non son abituato a vincere così tanto. Mi piace investire nel mio team negli allenatori e nelle persone che mi stanno accanto. Brandi, poi Rogulic, un croato che mi segue per la parte fisica, Antonio Sacco per la parte mentale. La parte mentale è complessa e importante. Mi sono fatto aiutare per gestire le emozioni, il comportamento in campo. Non è facile, ma è molto importante. Io sono calmo di carattere, all’inizio dell’anno ho avuto qualche problema e ogni tanto ‘mi si chiude la vena’. Anche per questa ragione mi concentro sul piano mentale. Nel team c’è anche mio padre, che per fortuna non pago, ma che dovrò invitare a cena!”

Dopo aver battuto Zverev, Stefano non ha praticamente esultato. “Non ce n’era la ragione. Il torneo non è finito. Esulterò quando vincerò qualcosa d’importante. Ho degli obbiettivi, ma non mi sono dato un termine. Lorenzi a 36 anni gioca il suo migliore tennis, io spero di farlo il giorno prima di ritirarmi. E poi ora c’è da pensare a Schwartzman”.


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