NASCEVA BILL TILDEN, LA PRIMA CONTROVERSA STELLA DEL TENNIS

Avrebbe compiuto oggi 122 anni Bill Tilden, prima vera grande stella del tennis. 19 titoli del Grande Slam vinti e 7 Coppe Davis. Su di lui però la macchia di due arresti per comportamenti sconvenienti sui minori
martedì, 10 Febbraio 2015

Tennis. Personalità di spicco nel mondo del tennis, giocatore forse unico, diventato, sopratutto a distanza di anni dalla sua nascita, vero e proprio personaggio  Avrebbe compiuto 122 anni, oggi, 10 febbraio, Bill Tilden. Non ci è arrivato, ovviamente, ad un età così avanzata, anzi, la vita di uno dei più grandi giocatori della storia, se non forse, il primo vero grande leader del mondo della racchetta, si è interrotta comunque relativamente presto, 60 anni e in povertà, ovvero nel modo in cui un personaggio ricco e famoso proprio non penserebbe mai di finire.

Nato a Filadelfia il 10 febbraio del 1893, Bill non ha avuto la classica ascesa dei fenomeni della racchetta, per i primi 27 anni di vita è stato infatti un giocatore “normale”, in grado di vincere sì qualche torneo in doppio e neanche tanti in singolare. Il cambiamento c’è stato, grazie all’allenamento e allo studio, lui che ha infatti scritto qualche opera proprio sul tennis, da vero e proprio analizzatore è stato anche un grande tattico, oltre che formidabile giocatore di servizio, di potenza e con una grandissima varietà di colpi. Il cambiamento però, per diventare un “qualcuno” con la racchetta, c’è stato dopo il lavoro tecnico compiuto sul suo unico punto debole: il rovescio. Sistemato il colpo e reso potente quanto dritto e servizio la seconda parte di carriera è stata un’ascesa folgorante.

Un’ascesa di un giocatore sopra le righe, che non faceva a pieno la classica vita da atleta, con il vizio del fumo e dei buoni pasti, nonostante poi la sua corsa fosse paragonata a quella di un cervo e il suo essere magro e alto nascondevano la buona forchetta. Intrattenitore, oltre che giocatore, a volte un po’ colorato che però non aveva mai problemi a correggere l’arbitro in proprio sfavore. Insomma un personaggio a tutti gli effetti, che forse più di una volta per offrire uno spettacolo che valesse il prezzo del biglietto andava sotto di un set per rendere il tutto più interessante, insomma in una sfida con se stesso oltre che con l’avversario.

19 titoli del grande slam stanno lì a testimoniare la grandezza del giocatore, 10 singolari tra cui 7 Us Open e 3 Wimbledon. Certo è mancato l’acuto sulla terra ma poco si può imputare al Tilden giocatore, sul quale fanno tanto i 7 successi da leader assoluto in Coppa Davis con la squadra americana tra il 1920 e il 1926, serie interrotta soltanto dalla Francia dei quattro moschettieri. Era per lui e pochi altri che la gente pagava i biglietti delle esibizioni, alla soglia dei 40 anni (dopo aver vinto Wimbledon a 37 anni) e con l’attività professionistica (professionismo abbracciato nel 1931)  diventata un po’ più complicata attirava pubblico alle esibizioni di una sola sera dove ancora risultava il migliore, in giro con altre stelle quali Ellsworth Vines, Fred Perry e Don Budge. Senza contare che nel 1930 l’edizione numero 1 degli Internazionali d’Italia portano il suo nome sul trofeo. A 52 anni, insieme allo storico compagno Vincent Richards, vince il campionato professionistico in doppio, 27 anni dopo averlo fatto, sempre in coppia, a livello dilettantistico. Nessuno, tranne forse Pancho Gonzales e Ken Rosewall, hanno toccato livelli di tennis così alti superati i 40 anni.

Un personaggio politicamente scorretto che ha fatto cadere il velo da certe credenze e convinzioni strutturali in un mondo, quello del tennis, ancora troppo chiuso e pieno di stereotipi da mantenere. Così la sua omosessualità, palesata in maniera prepotente nella terza parte di carriera, ha gettato un ombra pesante su quanto realizzato, ma non è stata ovviamente l’omosessualità a fare questo. Gli anni ’40 non erano dei più semplici per il diverso orientamento sessuale, Tilden però andò oltre visto l’arresto in due occasioni (1946 e 1949) per comportamenti sconvenienti con dei minori. Una macchia che lo ha portato all’isolamento, anche dal mondo delle star di Hollywood, che ormai frequentava abitualmente. Morì come detto in solitudine il 5 giugno del 1953, stroncato da un infarto mentre si preparava, a 60 anni, per andare giocare l’ennesimo torneo. Se ne è andato così Bill Tilden, prima vera stella del tennis, con qualche insuccesso come scrittore alle spalle, con una reputazione indelebilmente macchiata, con pochi soldi e con tanti ricordi da fenomeno del tennis. Nel 1959 si sono poi aperte le porte della Hall of Fame del tennis.


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