NAVRATILOVA BACCHETTA IL CIO

TENNIS - La ex campionessa statunitense si è dimostrata per nulla soddisfatta del comportamento del Comitato Olimpico Internazionale riguardo la tutela dei diritti degli omosessuali in Russia, paese ospitante delle prossime Olimpiadi Invernali
venerdì, 13 Dicembre 2013

Tennis. La stoccata è arrivata un paio di giorni fa ed è stata riportata dai principali media di tutto il mondo. Con le Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 ai nastri di partenza il CIO ha ricevuto un bello scossone da parte di una delle ex tenniste più famose ed influenti del mondo sportivo. Martina Navratilova non ha lesinato infatti commenti molto duri nei confronti del Comitato Olimpico Internazionale. Motivo del contendere il presunto immobilismo dell’organo internazionale riguardo la tutela dei diritti degli omosessuali nel paese ospitante ossia la Russia.

Ma andiamo con ordine. Nel giugno di quest’anno il Parlamento russo ha approvato all’unanimità una misura molto severa nei confronti della propaganda riguardo l’omosessualità sancendo multe molto dure per chiunque fosse trovato a fornire informazioni sul tema dell’omosessualità ai minori di 18 anni. La misura ha provocato già non pochi problemi a livello di ordine pubblico ed ora c’è anche la “grana” Olimpiadi che rischia di essere a tal proposito una bomba ad orologeria. Dovrebbe toccare al CIO il compito di tutelare la libertà di espressione dei propri atleti dalle ingerenze del paese ospitante, ma a quanto pare il Comitato ha fatto orecchie da mercante limitandosi a mettere in guardia gli atleti dal manifestare ogni minimo gesto politico durante il loro soggiorno a Sochi.

Come era prevedibile questo atteggiamento eccessivamente “diplomatico” è stato subito stigmatizzato dai maggiori e più influenti esponenti dei diritti dei gay a livello sportivo come la Navratilova che ha affermato: “Il CIO deve assolutamente prendere una posizione più precisa a favore dei suoi atleti“. Sebbene il governo russo abbia rassicurato il Comitato che la legge  anti-propaganda gay non verrà in alcun modo estesa all’ambito dei Giochi Olimpici Invernali, come ha pubblicamente affermato non molto tempo fa il presidente del CIO Jacques Rogge: “Abbiamo ricevuto forti rassicurazioni scritte da parte del governo russo che tutti gli atleti saranno i benvenuti a Sochi qualsiasi sia il loro orientamento sessuale“, la ex tennista statunitense non si è dimostrata per niente soddisfatta di come è stata gestita la cosa.

Penso che possiamo affermare con tranquillità che sport e politica sono inestricabilmente combinati – si può dire che vadano a braccetto – e proprio qui sta il mio disappunto nei confronti del CIO, nel momento in cui quest’ultimo afferma che sport e politica non si mescolano, affermazione che risulta radicalmente contraria a quello che sta succedendo” ha affermato Navratilova il cui coming out pubblico risale al 1981. La vincitrice di ben 18 Slam di singolare ha poi rincarato la dose: “La mia delusione sta proprio in questo, più che con chiunque altro, con il CIO per aver messo letteralmente la testa nella sabbia senza l’accenno di alcuna reazione“.

Dal canto suo il CIO, per mano del nuovo presidente Thomas Bach ex olimpionico, ha programmato di inviare una lettera a tutti gli atleti in cui si raccomanda caldamente di non manifestare alcun gesto o fare alcuna dimostrazione di livello politico durante i Giochi di Sochi in osservanza, per dirla tutta, del Regolamento Olimpico che alla Rule 50 afferma “nessun tipo di dimostrazione o propaganda politica, religiosa e razziale è consentita” nei siti dove si svolgono le Olimpiadi. Lo stesso presidente Bach si è dimostrato molto favorevole all’idea di mettere a punto delle “protest zones” in tutta Sochi in cui chiunque “possa esprimere il proprio punto di vista e manifestare liberamente le proprie opinioni“. Vedremo quali saranno i nuovi sviluppi.


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