NEWCOMBE: “LA CINA VORREBBE UN QUINTO SLAM”

L'ex campione australiano dice la sua circa l'eventuale ingresso della Cina nel circuito degli Slam. Tra un confronto con Zhang e la scommessa sul talento di casa Tomic, ecco la voce di "Newk" alla vigilia dell'Australian Open
venerdì, 10 Gennaio 2014

TENNIS – La popolarità degli Slam, anche al di fuori del semplice bacino d’utenza tennistico, raggiunge livelli di primissimo livello. Con il lancio di un’eventuale quinta manifestazione, la portata pubblicitaria sarebbe indubbiamente in crescita. Ma chi avrebbe i mezzi e la volontà per pianificare un raise economico di tale portata? L’autorevole chiave di lettura di John Newcombe ci aiuta a svelare l’arcano.

Nell’intervista rilasciata al Sydney Morning Herald, la stella australiana degli anni ’60-’70 prova a tracciare un percorso che potrebbe portare un nuovo Paese, una nuova cultura nell’Olimpo del tennis: “Non è un argomento del tutto nuovo: nel corso degli ultimi anni, infatti, c’è stato modo di discutere riguardo l’inserimento di un quinto torneo dello Slam. La Cina è sembrata più propensa ad entrare nel circolo già composto da Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Australia, ma ci sarebbe da valutare i termini economici di tale ingresso“.

Per termini economici, si intende una sorta di quota per acquistare i diritti del Grande Slam per la Cina: “L’idea più congeniale – prosegue Newcombe – sarebbe quella di riunirsi ad un tavolo, proporre un ingresso per la quota di un miliardo di dollari e dividere tale cifra per le quattro associazioni che gestiscono gli eventi“. 250 milioni di dollari a testa rappresenterebbe un valido tesoretto per l’Australia, che potrebbe così potenziare le sue finanze. Secondo l’ex campione oceanico, la Cina ne avrebbe la possibilità: “Sono probabilmente la potenza economica più capace ed emergente, hanno mezzi, strutture e solidità economica per progettare un investimento del genere“.

Come potrebbe inserirsi uno Slam cinese nel calendario? “Credo che il periodo più adatto sia tra fine febbraio e inizio marzo – spiega l’ex campione australiano – prima dei Masters 1000 di Indian Wells e Miami. Anche il primo dei tornei americani era stato indicato come sede per un quinto Slam, ma l’idea non è stata portata avanti da alcun rappresentante“.

E’ evidente che, con l’ingresso di un quinto torneo del circuito in Asia, l’Australian Open perderebbe l’egemonia continentale che può vantare da decenni. La crescita del movimento tennistico cinese è promossa anche da Alfred Zhang, direttore responsabile del China Open e principale promotore di uno Slam a Pechino: “Non è un obiettivo realistico nell’immediato futuro, nonostante la costante promozione che portiamo avanti sul territorio, ma col passare del tempo disporremo dei mezzi per progettare un quinto Slam. Il movimento è in crescita in tutto il Paese: da quando Na Li ha vinto il Roland Garros nel 2011, diventando la prima asiatica ad imporsi in una manifestazione così importante, l’interesse dei cittadini cinesi è aumentato in maniera esponenziale“.

La concentrazione attuale, però, è tutta sull’Australian Open, che partirà la prossima settimana. Newcombe, nel team di commentatori ufficiali per l’australiano Channel Seven, sprona la promessa di casa Bernard Tomic e lo sprona a trovare la maturità: “Ha 21 anni ed è nel periodo giusto per raccogliere qualcosa di importante. La guida di Zovko sarà fondamentale durante il cammino stagionale: da Bernie mi aspetto passi da gigante, la cinquantunesima posizione nel ranking gli sta stretta. L’inizio del 2014 sarà già probante, deve mettere da parte le pressioni e concentrarsi sui suoi obiettivi“.


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