NISHIKORI IMPERATORE DI NEW YORK, PIEGATO DJOKOVIC

Prima semifinale dello US Open che vede opposti Kei Nishikori e Novak Djokovic. Il nipponico si impone 3-1 superando il numero 1 del mondo
sabato, 6 Settembre 2014

Tennis – Va in scena la prima semifinale dello US Open. I protagonisti, Novak Djokovic e Kei Nishikori, sono alla loro terza sfida: nel 2010 il serbo si impose 3 set a zero al Roland Garros per poi perdere al terzo set sul cemento di Basilea. L’ultimo incontro fra i due è stato disputato a marzo di quest’anno a Miami, o meglio “non è stato disputato” dato il forfait del nipponico prima del match per problemi fisici. Alla fine, la sorpresa: Kei Nishikori che vince 6-4, 1-6, 7-6, 6-3 e diventa il primo asiatico a raggiungere la finale a Flushing Meadows.

Djokovic si presenta a quest’appuntamento  dopo aver superato Schwartzerman, Mathiueu, Querrey, Kohlschreiber e Murray che è stato l’unico ad impensierire davvero il numero 1 del mondo strappando 1 set e portando primo e secondo parziale al tiebreak.

Il cammino di Nishikori è stato nettamente più travagliato: dopo Odesnik, Andujar e Mayer superati in 3 set, Kei ha faticato tantissimo contro Raonic e Wawrinka conquistando la vittoria al quinto set e dopo più di 4 ore in entrambi i casi. Il numero 10 del seeding nelle ultime 2 uscite ha dovuto lottare contro la stanchezza e le vesciche ma ha superato il turno meritatamente (e con qualche aiuto di troppo dello svizzero nei quarti di finale). Va sottolineato il fatto che oggi Nishikori oggi scrive la storia essendo il primo giapponese della storia a presentarsi in semifinale a New York (e primo giapponese dagli anni ’30 a toccare una semifinale in uno Slam dopo Jiro Sato).

1 set – Inizia male il serbo: 50% di prime in campo e 2 brutti errori di misura spianano la strada al giapponese che conquista il break nel terzo gam.  Djokovic ristabilisce immediatamente l’equilibrio nel punteggio ma cede nuovamente la battuta nel settimo gioco andando sotto 4-3. La prima di servizio di Nole latita ed è un fattore determinante poiché Nishikori entra in campo sulla risposta conquistando subito l’inerzia dello scambio: fantastico il rovescio lungolinea dello 0-40 che lascia fermo il numero 1 del tabellone. Il primo set si chiude in 50’ sul 6-4 in favore del nipponico.

2 set –  Il match non è pregiudicato ma il serbo continua a non servire bene e questo problema risale all’incontro con Murray, inoltre Djokovic sembra non trovare il giusto impatto sulla palla a causa della velocità dell’avversario. Nel quarto gioco il 27enne di Belgrado aumenta il ritmo e vola sullo 0-30, Nishikori accusa la pressione e butta 2 volte consecutive il rovescio in corridoio offrendo il break ed il conseguente 3-1. Nel game successivo il nastro da una grande mano al giapponese favorendo in modo determinante il 15-30. Nole è fe-no-me-na-le a variare il gioco con l’ennesima smorzata (la quarta) che si spegne poco dopo la rete per l’entusiasmo dell’Artur Ashe. Dopo 1 ora esatta di gioco si va sul punteggio di 4-1. Nel sesto gioco ancora Djokovic scherza Kei arrivando sulla palla corta e tirando una contro smorzata imprendibile. Il livello del serbo sale a sprazzi favorendo lo spettacolo, Nishikori si aggrappa alla battuta per cancellare 2 palle break consecutive ma arriva ancora l’errore del numero 11 del ranking che prima sbaglia e poi offre una comoda palla sulla quale Djokovic si avventa come un felino chiudendo il game e guadagnando il doppio break di vantaggio. Il 24enne di Shimane sembra scarico e si arrende nel secondo set in 31 minuti sul punteggio di 6-1.

3 set – il vento diventa una componente importante del match deviando la palla prima all’uno, poi all’altro tennista, si perdono i giusti appoggi non centrando completamente la palla. Ma la sensazione principale è che il divario tecnico e fisico fra i 2 tennisti si vada ad ampliare con il passare del tempo. Ora è Djokovic ad essere aggressivo sulle seconde di servizio dell’avversario (l’opposto di quello accaduto nel primo set). Nel terzo gioco Nishikori prova ad imitare Nole con una smorzata ma la sensibilità di mano è completamente diversa e si vede: 15-30 e 15-40 immediato per il serbo. Il nipponico è come i gatti: ha 7 vite e prima con la discesa a rete e poi con un preciso rovescio lungolinea porta il game ai vantaggi. Il game diventa il più combattuto: si arriva alla parità nel quarto vantaggio dopo un gran rovescio lungolinea di Djokovic che risponde a tono a quello precedente di Kei. I due atleti si esibiscono in recuperi ai limiti dell’umano. Dopo 20 punti, oltre 11minuti di gioco ed una palla break salvata, Nishikori tiene il servizio. La gara non sta deludendo le attese: il gioco è fluido e divertente grazie alle continue rincorse ed i palleggi ad alti ritmi tenuti da fondocampo. Dopo un set molto equilibrato, Nishikori compie due grandissime giocate infilando prima con il rovescio in diagonale l’avanzata a rete di Nole e poi rispondendo magnificamente alla prima di servizio del serbo: 5-4 per il giocatore giapponese che si porta a servire per il set. Nel nono game i 2 giocatori si prendono letteralmente a pallate scaricando tutta la forza sui colpi. Lo scatto d’orgoglio del campione non tarda ad arrivare: Djokovic prende l’iniziativa mettendo grande pressione al contendente e recuperando un break in un momento cruciale. In poco tempo si arriva al tiebreak:

Nole sprofonda 4-0 dopo la risposta profonda di Nishikori sulla battuta del serbo che non controlla e spara fuorie nel punto successivo si infrange contro la rete. Si gira 2-4 dopo che il numero 1 del mondo ha recuperato un minibreak. Al cambio campo Djokovic commette un terribile doppio fallo. Lo scambio successivo è estenuante, Nole non vuole mollare il set e fa andare fuori giri Kei che a sua volta cade sul doppio fallo vanificando un 5-2 iniziale che poteva essere determinante per  l’andamento del match. Nole regala (cosa rara) affossando ancora a rete un colpo. Il giapponese resuscita letteralmente dall’inferno dopo essere stato vicino al baratro e recupera una palla che sembrava spegnersi sul fondo dopo il primo rimbalzo: il terzo set ha un vincitore e non è quello che molti avrebbero creduto. Nishikori si dimostra ancora una volta un avversario ostico e fastidiosissimo per qualsiasi tipologia di giocatore. Djokovic è molto falloso e a questi livelli l’incostanza si paga nonostante la tecnica e la fisicità del numero 1 del ranking Atp.

4 set – pronti via e Nole deve rimediare ad uno 15-40 poco rassicurante dopo l’ennesimo doppio fallo. Kei cavalca l’onda positiva del tiebreak e aggredisce nuovamente Djokovic che cede il servizio. Il game successivo si ribalta tutto: 0-40 per il serbo che non si perde d’animo e sfrutta le pecche di un servizio attaccabile come quello dell’avversario. Sembra fatta per il contro break ma Nishikori si salva con 5 punti consecutivi (e un regalo di Nole che probabilmente sarebbe valso l’1-1). Con il passare del tempo il margine per recuperare si assottiglia, Djokovic lascia trasparire dal linguaggio del corpo una leggera vena di sconforto per tutti gli errori commessi e le tante occasioni che stanno sfuggendogli, l’avversario e numero 11 del mondo non arretra di un passo e si sta rendendo protagonista di una gara fantastica sotto gli occhi di star acclamate come Bruce Willis e Micheal Jordan. Il nipponico sfodera 3 aces che gli permettono di portarsi sul 5-3 assicurandosi quantomeno di servire per il match. Djokovic è alle corde, non muove i piedi: Nishikori entra in campo e gestisce al meglio lo scambio andando sul 15-40. Il matchpoint arriva con un errore (l’ennesimo) del serbo. Si consuma una mezza tragedia per il numero 1 del mondo, si concretizza un sogno per Nishikori che raggiunge per la prima volta in carriera una finale di uno Slam e affronterà il vincente fra Roger Federer e Marin Cilic.

Djokovic – Nishikori 4-6 6-1 6-7 3-6.


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