NOAH ‘ASSAGGIA’ LA SUA FRANCIA

Il neo tecnico dei Blues ha già incontrato gran parte della 'truppa' settimana scorsa al Garros. Assente il solo Gasquet, impegnato a Basilea contro Nadal.
martedì, 3 Novembre 2015

TENNIS – Yannick Noah ed i suoi (nuovi) ‘scudieri’ sono già al lavoro per riportare, o quantomeno tentare di farlo, in alto la Francia del tennis. Il neo capitano di Coppa Davis, che da pochi mesi ha sostiuito Arnaud Clement, ha parlato con i giocatori francesi nella giornata di sabato proprio al Roland Garros.
Una sorta di mini-raduno per conoscersi meglio, testarsi a vicenda, cominciare a captare le prime indicazioni di Noah ed entrare, sin da subito, in totale ‘confidenza’ coi nuovi metodi di lavoro. Erano quasi tutto presenti. Jo-Wilfried Tsonga, Gilles Simon, Gael Monfils, Benoit Paire, Jeremy Chardy, Adrian Mannarino, Lucas Pouille, Nicolas Mahut, Pierre-Hughes Herbert, Edouard Roger-Vasselin e Julien Benneteau. Assente giustificato Richard Gasquet, impevgnato a Basilea nella semifinale (poi persa) allo Swiss Indoor contro Rafa Nadal.

Non casuale, tra le altre, anche la scelta di ‘riunirsi’ tutti nel cuore pulsante del tennis transalpino, quasi come se fosse un modo per ritrovare quello spirito perso dopo la clamorosa debacle contro la Gran Bretagna di Andy Murray al Queen’s nei quarti di finale della massima competizione a squadre.

Che dire di Noah. Nominato, per l’ennesima volta, capitano dei ‘galletti’, il 21 settembre scorso, si è da subito calato nella parte con il chiaro obiettivo di trovarsi prontissimi per l’appuntamento del 4-6 marzo quando i blues affronteranno il Canada di (forse) Milos Raonic.

“In questo fase di preparazione, ancora allo stato primordiale, ho intenzione di porre l’accento sul doppio più che sul singolare. Sono convinto che avere una squadra di doppisti affidabile possa risolvere gran parte degli incontri spesso giocati sul filo di lana. Sono degli aspetti che non possono essere assolutamente lasciati al caso e stiamo lavorando affinchè le paure e le ansie mostrate qualche mese fa possano essere soltanto un brutto ricordo. Sono in quella fase che ad oggi chiamerei ancora di conoscenza. Cerco di scrutare nei loro occhi la voglia e la determinazione che potranno restituirmi in campo, sono tutti ragazzi caratterialmente molto diversi tra loro e, per questo motivo, le mie analisi saranno ancor più approfondite”, ha dichiarato Noah.

Con Gasquet e Monfils, il nuovo coach ha avuto i maggiori colloqui, anche perchè, inutile negarlo, sono loro assieme a Tsonga le punte di diamante di questa Francia. “Con Richard ci siamo sentiti nella giornata di lunedì, era rilassato e felice di aver giocato alla pari con Nadal. Con Gael mi sento spesso, ci siamo visti nella sua abitazione e gli ho chiesto una cosa, la voglia di vincere sempre. Sono quei valori che vanno ricordati attimo dopo attimo, perchè nella testa dei miei la sconfitta non deve essere un’opzione”, ha concluso l’ex campione transalpino.

 


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