«NON MI SONO MAI DOPATO», NADAL RISPONDE A FANCY BEARS

Rafael Nadal risponde alle accuse di doping proveniente dal gruppo di hacker russi Fancy Bears, e rinnova il suo impegno per uno sport pulito
mercoledì, 21 Settembre 2016

TENNIS – Fancy Bears chiama, Rafa Nadal risponde. Non ci va giù leggero il tennista maiorchino all’indomani della pubblicazione della terza “puntata” degli hacker russi che tornano ad aggiornare la lista di atleti che hanno usufruito di esenzioni dall’utilizzo di sostanze proibite. Secondo quanto riportato sulle colonne virtuali di Marca, l’oro olimpico delle Olimpiadi di Rio 2016 in compagnia di Marc Lopez, durante un evento organizzato dal suo sponsor, il Banco Sabadell, ha risposto per le rime alle accuse provenienti dalla Russia: «Quando si chiede il permesso di assumere qualcosa per fini terapeutici e tale permesso viene concesso, non si commette nessun atto proibito. Questa non è una novità, basta con la demagogia. Non mai preso nulla per migliorare le mie prestazioni – incalza Nadal – mai. Ho assunto quelle sostanze solo perché i medici ritenevano fossero utili per il mio ginocchio».

Al pluricampione maiorchino gli hacker russi avevano contestato l’assunzione di betametasone, un forte steroide anti-infiammatorio e della corticotropina, ormone polipeptide spesso alla base degli anti-infiammatori. La somministrazione di tali medicine, però, è stata autorizzata dalla Wada con il placet del Cio e della Itf proprio in concomitanza con due grandi infortuni di Nadal, nel 2009 e nel 2012.

Il campione iberico della racchetta, che ha recentemente trascinato la sua nazionale alla permanenza nel main group della Coppa Davis, ha rinnovato il suo impegno per mantenere il tennis pulito: «Lo sport deve essere pulito, non solo sembrarlo. Non possiamo fallire, in tanti ci considerano esempi da seguire, positivi, non negativi né tanto meno dubbi. Sarebbe vantaggioso per tutti, atleti, spettatori e media che ogniqualvolta un atleta effettua un controllo antidoping e quando ne riceve i risultati tutto sia reso pubblico. In questo modo ogni problema sarebbe terminato, come sostengo ormai da anni». La macchina del fango di Fancy Bears continua ad essere in azione, e colpisce in maniera trasversale atleti di tutte le discipline. Nonostante le accuse degli hacker russi si siano però rilevate un castello di carta, la reazione di Nadal è stata perentoria: tanto basta per mettere a tacere qualsiasi dubbio.

 


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