NOVAK DJOKOVIC: “NADAL MI HA AIUTATO A ESSERE CIÓ CHE SONO”

Il numero 1 del mondo torna a Madrid a distanza di tre anni dalla sua ultima apparizione. E in un’intervista a Marca confessa: “Il mio più grande risultato è essere diventato padre”.
martedì, 3 Maggio 2016

Tennis – Un Novak Djokovic determinato e concentrato quello che si presenta ai blocchi di partenza del Master di Madrid e che si racconta a Marca in una lunga intervista. Il numero 1 del mondo parla dei suoi successi, della sua carriera e dei suoi rivali e si dice più che mai voglioso di conquistare l’unico Slam che manca nella sua bacheca, il Roland Garros.

Sembra quasi riposato Nole dopo la sconfitta subita da Jiri Vesely al primo turno di Monte Carlo. Si tratta forse di una di quelle sconfitte “positive” che aiutano ad allentare la pressione: “Nello sport si può perdere. Bisogna imparare a vivere le vittorie e le sconfitte. Ma quando si perde è più facile riflettere rispetto a quando si vince. Ti aiuta ad analizzare i motivi di una cattiva prestazione, a capire cosa c’è stato di sbagliato e a cercare di fare meglio nella prossima occasione”. Un ragionamento lucido per uno che ha perso pochissime volte negli ultimi anni: “Ho perso un paio di volte negli ultimi anni ma penso che la sconfitta a Monte Carlo si arrivata nel momento più giusto. Le cose accadono sempre per una ragione”. Il pensiero del numero 1 del mondo va alla possibilità di riposare e di allenarsi bene in vista di Madrid, di Roma e del Roland Garros. Ma non manca un ovvio riferimento alla possibilità di trascorrere qualche giorno in più con la famiglia: È un altro modo di leggere una sconfitta, di vederla da un punto di vista positivo. Ad ogni modo, dopo Monte Carlo ho ricaricato le batterie anche perché dopo Miami ho avuto soltanto due giorni per riposare. E non è facile passare dal cemento americano alla terra battuta del Principato”.

Ma adesso è tempo di giocare a Madrid, Novak Djokovic esordirà domani contro Borna Coric: “Giocare qui non è facile a causa dell’altitudine. Ma ho avuto tempo per allenarmi e adattarmi”. Questo potrebbe far tremare i suoi avversari. Djokovic l’invincibile è tornato, ha lucidato le armi e ha riposato anima e corpo: “Quando si vincono tante partite ci si sente fiduciosi. Ma io non mi sono mai sentito invincibile. So per certo che più vinci e meglio ti senti, ma il risultato di una partita non s può prevedere. Io cerco soltanto di portarlo dalla mia parte, di influenzarlo e di giocare sempre al mio ritmo senza avere alti e bassi”.

Uno degli avversari più accreditati di Novak Djokovic, soprattutto sulla terra battuta e a maggior ragione dopo essere tornato alla vittoria, è Rafael Nadal. Il serbo ha vinto contro il maiorchino in 10 delle ultime 11 occasioni, costruendo con lui una rivalità tra le più accese della storia: “L’ho incontrato molte volte in carriera, ma nell’ultimo anno e mezzo sono riuscito a vincere più partite contro di lui. Ma non credo di essere favorito quando gioco contro di lui. So che cerca sempre di inventarsi qualcosa per mettermi in difficoltà e non devo mai perdere la concentrazione e l’intensità nel mio gioco”. Perché Rafa non è avversario come tutti gli altri e ogni partita contro di lui assume i connotati di una sfida epica: “Ogni match che abbiamo giocato è stato bello e speciale. È un privilegio affrontarlo perché è una leggenda del nostro sport. La rivalità con lui mi ha aiutato a diventare ciò che sono ora”. Ma la sfida più importante per un giocatore contemporaneo è quella di battere Nadal al Roland Garros: “Indubbiamente sì. Ho vinto contro di lui l’anno scorso sul centrale di Parigi. Ma la scorsa stagione è stata forse la peggiore della sua carriera. La cosa positiva è che io l’ho battuto una volta a Parigi e quindi so come si fa. Spero solo di riuscire a farlo un’altra volta. Rafa è e resta il miglior giocatore sulla terra battuta. É il migliore di sempre, il re della terra”.

E Novak Djokovic non nasconde la soddisfazione di vederlo tornato competitivo e in grado di esprimere il suo miglior tennis: “Nella semifinale di Indian Wells ha giocato molto bene, soprattutto nel primo set. Lo sentivo molto vicino, era molto aggressivo. Aveva ritrovato le sue rotazioni. Rafa ne ha passate tante nella sua carriera, ma è ancora giovane. E non dimentichiamo che ha vinto la sua prima partita da professionista a 15 anni. Questo significa che è da 15 anni al top. Merita tutto quanto di buono gli sta succedendo, lui e anche il suo staff”. Anche zio Toni: “È un grande appassionato di tennis – insiste il numero 1 del mondo – ed è uno di quelli che sanno bene che per arrivare a un certo livello bisogna attraversare alcune fasi difficili e fare sacrifici”.

Quando si parla di Rafael Nadal non si può che prendere l’argomento Roland Garros. Si tratta dell’unico Slam che manca all’appello nella carriera di Novak Djokovic. Un obiettivo destinato a far aumentare la pressione: “Si parla sempre di pressione come qualcosa di negativo e invece si dovrebbe iniziare a parlarne in positivo. Quando si sente la pressione a questi livelli significa che si sta facendo bene il proprio lavoro. Certo che voglio vincere il Roland Garros, ma se non vinco quest’anno e non vinco prima della fine della mia carriera non significa che ho fatto un disastro. Io sono molto contento di quanto fatto sinora. Parigi è uno degli obiettivi, uno dei miei sogni, ma si tratta di un torneo che voglio vincere come ne voglio vincere altri. La preparazione non cambia molto, Stessa routine, stessi obblighi, stessa dedizione. Devo solo stare calmo perché non sono l’unico che vuole vincere lì. Ci sono 128 giocatori nel maindraw”.

Diciassette finali di torneo consecutive. Sei Master 1000 in una sola stagione. Maggior numero di punti guadagnati in un anno. Ma Novak Djokovic, quando gli si chiede quale sia il miglior traguardo della sua vita, risponde tirando in ballo la vita privata e la famiglia: “Il mio più grande risultato è quello di essere diventato padre. Come giocatore di tennis sono orgoglioso dei miei titoli Slam, dei miei Master 1000 e delle Atp Finals perché a Londra ho giocato una delle migliori partite della stagione nonostante fossi molto stanco. Ma sono anche molto orgoglioso della mia forma fisica e della mia buona salute. Non è facile essere competitivi e non è nemmeno facile conciliare vita privata e tennis. Ma io amo il mio lavoro e questo mi rende tutto più facile”.

Anche ambire a vincere i quattro Slam nella stessa stagione? Sono in tanti a dire che The Djoker potrebbe essere l’unico tennista in grado di farlo in questa epoca dello sport: “Non credo di essere l’unico. Rafa e Roger ci sono andati molto vicino. Penso che sia possibile farlo e cercherò di impegnarmi per raggiungere questo traguardo. Ma al momento lo vedo come un obiettivo lontano, da perseguire con calma”.

C’è spazio anche per una battuta sui Giochi Olimpici di Rio de Janeiro: “Le Olimpiadi sono ogni quattro anni e io sono onorato di parteciparvi. Ho avuto la fortuna di essere presente a Pechino, dove ho vinto il bronzo, e a Londra, dove sono stato portabandiera per il mio paese”. Lo stesso vale per Madrid, torneo in cui Nole è assente dal 2013: “Si tratta di uno dei tornei più importanti in calendario”.

Non può mancare, infine, una riflessione sul caso scommesse: “Siamo tutti d’accordo per ripulire questo sport e renderlo più trasparente possibile. I tifosi hanno bisogno di sapere quando vanno a vedere una partita giocata con correttezza da ambo le parti. E non c’è altro da dire”.

Foto: Novak Djokovic (ww.zimbio.com)


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