NOVAK DJOKOVIC COME ROD LAVER?

Sicuro assente a Madrid, il serbo ha in questo momento il più grande vantaggio di sempre in termini di punti sul secondo classificato e ha vinto tutti e sei gli ultimi eventi più importanti, oltre ai titoli più prestigiosi su ogni superficie: una situazione che non si verificava dal 1969, l'anno del leggendario mancino australiano

TENNIS – Quando si parla del fantomatico giocatore più forte di ogni epoca, quasi mai si fa il nome di Novak Djokovic. Probabilmente questo dipende dal fatto che il campionissimo serbo è ancora piuttosto giovane e lontano dal ritiro per fare un bilancio complessivo della sua carriera, oppure dal numero di slam conquistati finora, otto, ancora troppo esiguo ed inferiore a quello delle leggende generalmente tirate in ballo nel discorso sul GOAT, per candidare seriamente il belgradese a questo titolo virtuale. Tuttavia, la grandezza raggiunta attualmente da Djokovic, o per meglio dire la sua superiorità nei confronti dei suoi rivali, lo hanno già spinto ad un livello storico.

Con i suoi 5560 punti di vantaggio sul numero due del mondo Roger Federer, Novak Djokovic è il giocatore che, da quando è stato introdotto il sistema del ranking, ha accumulato il vantaggio più consistente sul suo più diretto inseguitore. Inoltre, avendo vinto il più recente torneo dello Slam e gli ultimi cinque tornei di categoria Master 1000, Novak si è portato a casa tutti gli ultimi sei appuntamenti più importanti del circuito, un evento che non si è mai verificato dal 1990, anno nel quale il circuito dei Masters ha affiancato quello, storico, dei major. Il precedente record analogo, apparteneva a Rafael Nadal, che nel 2010 era riuscito a far suoi consecutivamente, cinque tornei appartenenti alle due categorie più importanti. Lo spagnolo vinse all’epoca quattro tornei sulla terra (Monte Carlo, Madrid, Roma e Roland Garros), prima di trionfare per la seconda volta in carriera a Wimbledon. Djokovic invece ha iniziato la sua striscia vincente a Parigi Bercy, per arrivare al successo di Monte Carlo, passando per le Finals di Londra, l’Australian Open, Indian Wells e Miami. Comprensibile, a questo punto, per risparmiare le forze in vista di Roma e Parigi il forfait a Madrid.

Anche variando il criterio di analisi e passando in rassegna gli ultimi tornei giocati sulle varie superfici, il risultato è lo stesso. Il numero uno del mondo, in questo momento, è detentore di tutti gli ultimi tornei prestigiosi disputati su ogni superficie. Ha vinto il più recente grande appuntamento sulla terra a Monte Carlo, detiene l’ultimo più importante alloro sul cemento outdoor (Australian Open) e indoor (Atp Finals) e, grazie al successo dello scorso luglio a Wimbledon, è campione in carica anche del più prestigioso trofeo messo in palio in un torneo sull’erba.

Questi dati, uniti alla facilità con cui Djokovic ha disposto di Nadal nel loro confronto disputato a Monte Carlo, sulla terra battuta, terreno sul quale la storia dello spagnolo non ha eguali, si può affermare, senza troppa paura di smentita, che, al momento, il 27enne serbo è, di gran lunga, il miglior giocatore del mondo su ogni tipo di superficie. Una superiorità che non si manifestava, in maniera così lampante, dai tempi del Grande Slam realizzato nel 1969 dal leggendario Rod Laver, l’ultimo giocatore capace di vincere tutti e quattro i tornei del grande slam nella stessa stagione, l’unico, a riuscirci dopo l’inizio dell’era open.

Il record attuale di Djokovic non è, ovviamente, ancora paragonabile a quello di Laver, visto che cinque dei sei trionfi serbi sono arrivati in tornei del circuito Master 1000 e non in un major. Tuttavia, la superiorità mostrata da Nole nell’ultima parte del 2014 e in questo primo scorcio di 2015 fa pensare che quello in corso, potrebbe davvero essere un anno storico per il tennis, indimenticabile, che non si vive da molto tempo. Magari proprio da 56 anni.

Nella foto, Rod Laver consegna a Novak Djokovic il trofeo dell’Australian Open 2012 (www.zimbio.com)


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