NOVAK DJOKOVIC SI AFFIDA AL POTERE DEI SIMBOLI REIKI

Non bastano più la strepitosa forma fisica e l’incredibile solidità mentale. Ora il numero 1 del mondo si affida anche allo spirito tantrico e ai simboli della tradizione orientale.

Tennis – È probabile che se lo siano chiesto in molti, sia durante la semifinale sia durante la finale degli Internazionali Bnl d’Italia edizione 2016. Il continuo indugiare del regista sui piedi del numero 1 del mondo non può non aver aperto degli interrogativi. E al più goliardico “si sarà preso una cotta per i piedi del serbo”, alternato a “gli piaceranno le scarpe di Nole” si possono accostare come motivazione valida i problemi che Novak Djokovic ha avuto al piede durante la semifinale giocata e vinta in 3 ore contro Kei Nishikori.

Logico da parte della regia internazionale dedicare continue inquadrature a una delle cause che hanno costretto il serbo agli straordinari durante il penultimo atto del Master 1000 di Roma e che lo hanno probabilmente costretto alla resa nella finale contro Andy Murray. Tuttavia, in molti ne saranno rimasti incuriositi, il motivo alla base delle continue inquadrature regalate ai piedi del campione serbo è un altro. E si chiama Cho Ku Rei.

Si tratta di un simbolo Reiki, l’energia della forza vitale universale. La parola Reiki è evidentemente di origine giapponese ed è composta da Rei, l’aspetto universale e illimitato dell’energia universale e da Ki, che indica la forza vitale presente in tutti gli esseri viventi. Il Reiki è uno strumento che permette di contattare il proprio Io e di ampliare la consapevolezza del tutto. In sostanza si tratta di una via spirituale per conoscersi meglio e per vivere la vita con serenità e gioia. Ed è qui che entrano in gioco i quattro simboli del Reiki: il Cho-Ku-Rei, il Sei-He-Ki, l’Hon-Sha-Ze-Sho-Nen e il Day-Komyo.

Il Cho-Ku-Rei notato sulle scarpe del numero 1 del mondo, pur non avendo un significato ben preciso e origini ancora meno definite, viene normalmente inteso come “energia che viene da me”. Nella tradizione nipponica il simbolo viene inteso come una sorta di nuvola di buon auspicio, come un classico “buona fortuna” e si utilizza per richiamare e accumulare energia, per avere forza fisica, ma anche per proteggere il corpo da infortuni.

La differenza la fanno i dettagli. Novak Djokovic sui dettagli ha basato la propria carriera e i propri successi. Un regime alimentare assolutamente rigoroso, allenamenti mirati, incredibile facilità negli spostamenti, core balance eccellente e flessibilità muscolare e articolare quasi disumane. Ora in suo soccorso sembrano arrivare anche i simboli spirituali e la meditazione tantrica provenienti dalla tradizione orientale. L’ironia, però, è una brutta bestia e la domanda sorge spontanea: visto come sono andate le cose – racchettata sul piede e infortunio in semifinale e successiva sconfitta in finale – non sarebbe meglio cambiare?

Foto: Il Cho-Ku-Rei sulla scarpa di Novak Djokovic (Guliver/ Matthew Lewis/Getty Images)


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