NUOVO RECORD PER RAFA NADAL. LA LONGEVITÁ

Per quanto tempo ancora Rafael Nadal potrà competere al top? La sua tenuta a certi livelli di tennis è una delle questioni più dibattute dell’epoca attuale. Ma facendo i conti con la storia si scopre che il maiorchino è uno dei tennisti più longevi di sempre. Almeno per quel che riguarda gli slam.
mercoledì, 31 Dicembre 2014

Tennis – Rafael Nadal ha 28 anni e mezzo e la sua longevità è tale e quale a quella di Roger Federer e addirittura superiore alla media degli altri grandi campioni della storia. Una frase che suona sacrilega, soprattutto quando si discute del maiorchino.

Sì, proprio lui, quello sempre infortunato, acciaccato, quello che deve limitare gli impegni sul duro per non sollecitare troppo le ginocchia, quello che ha la schiena rotta, il polso malmesso e che si sta riprendendo – sfigato – da un’operazione di appendicite.

L’eterna domanda sulle sue reali possibilità di arrivare al vertice del tennis, di vincere su erba e cemento lo ha accompagnato sin da quando ha iniziato a calcare i campi del mondo. E quando Rafael Nadal è riuscito a risolvere la questione a modo suo – completando il Career Grand Slam ad esempio – i sospetti si sono spostati sulla sua tenuta e sul suo futuro.

Adesso, dopo una stagione particolarmente fertile per chi si impegna ad alimentare tale dibattito, ecco che la questione torna d’attualità. Perché a 28 anni il tema della longevità del Re della terra battuta non può non essere ancora di moda. In particolare, il sito puntodebreak.com cerca di fare il punto sulla distanza che intercorre, attualmente, tra la prima e l’ultima vittoria Slam del maiorchino.

La matematica non mente e quindi il mancino di Manacor risulta essere uno dei tennisti più longevi della storia. Infatti, ha vinto il suo primo slam bel 2005, pochissimi giorni dopo aver compiuto 19 anni. Il confronto con Roger Federer è inevitabile. Lo svizzero ha alzato al cielo il suo primo major a quasi 22 anni (Wimbledon 2003). In sostanza, per fare un paragone di longevità tra Nadal e Federer bisogna necessariamente tenere in considerazione l’età della loro prima vittoria slam.

Quindi, se Roger Federer ha vinto i suoi major tra il 2003 e il 2012, 9 anni, lo stesso è accaduto a Rafael Nadal, che ha collezionato le sue vittorie più importanti tra il 2005 e il 2014. Si tratta di un dato tra i migliori della storia. E si tratta per di più di due giocatori ancora in attività con serie possibilità di vincere ancora un major. Ad ogni modo, Pete Sampras ha una longevità di 12 anni (14 slam), Andrè Agassi (8) vinse primo e ultimo slam a 10 anni e mezzo di distanza. Stessa performance, ma con un numero di slam inferiore, per Boris Becker (6). Jimmy Connors ottenne i suoi 8 major in un arco di tempo di 9 anni e 7 mesi, mentre Stefan Edberg collezionò i suoi  6 titoli in 7 anni e 7 mesi. Ancora, Bjorn Borg vinse i suoi 11 slam in 7 anni, mentre la longevità di Novak Djokovic, tennista ancora in attività, è di 6 anni e 5 mesi. Chiudono la classifica Mats Wilander (7), 6 anni e 3 mesi, Ivan Lendl (8), 5 anni e 7 mesi, John McEnroe (7), 5 anni.

La domanda è inevitabile. La longevità di un atleta va stabilita soltanto considerando i tornei del Grande Slam? La risposta è altrettanto scontata. Si tratta di una pura categorizzazione, di una sorta di modello di riferimento. La vittoria di uno Slam è senza dubbio un momento di grande importanza per la carriera di un tennista. Si tratta del vero salto di qualità. Perché in molti attendono con ansia il ritorno in campo di Juan Martin Del Potro? Perché Marin Cilic e Stanislas Wawrinka hanno conquistato un ruolo di primo piano nel panorama tennistico mondiale? Perché le domande su chi tra Grigor Dimitrov e Milos Raonic conquisterà uno slam nel futuro prossimo sono sempre presenti nelle cronache tennistiche?

Si tratta di questioni che la dicono lunga su quanto conti nella storia del tennis la vittoria di un major. Inoltre, ci si ricorda di Pete Sampras perché ha vinto 14 prove, ci si ricorderà di Roger Federer perché capace di battere questo record per primo e allo stesso modo ci si ricorda di Marcelo Rios perché unico tennista ex numero 1 a non aver mai vinto uno slam. I nomi storici del tennis sono inevitabilmente legati alla vittoria di un major. Quindi una sorta di modello statistico concepito sulla variabile costituita dalle vittorie slam in un intervallo di tempo può sicuramente essere esaustivo.

Dati storico-statistici e modello di analisi accettabile dovrebbero spazzar via i dubbi sulla longevità di Rafael Nadal. Non capita tutti i giorni di vincere per 10 anni consecutivi almeno un titolo Slam. Non capita tutti i giorni di farlo in uno sport in cui sulla terra si gioca solo una piccola parte della stagione. E non bisogna nemmeno tralasciare – pensiero dedicato a chi dice che Nadal sia stato o sia ancora solo uno specialista della terra battuta – che si tratta dell’unico giocatore in attività ad aver vinto almeno due titoli dello Slam su ogni superficie. Insomma, i dubbi sulla longevità di Rafael Nadal sono tema sempre attuale. Almeno una volta al mese il fisico e le prestazioni del povero Rafa vengono messe sotto la lente d’ingrandimento e i verdetti sono netti. Non vincerà più. Si deve ritirare. Il fisico non lo sostiene più. Ma – parafrasando la storia del calabrone e della sua capacità di volare – evidentemente Rafael Nadal questo non lo sa e continua a vincere e a inanellare primati e record. 


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