OBIETTIVO TOP 4 PER DEL POTRO: È POSSIBILE?

L’argentino Juan Martin Del Potro ha dichiarato di voler puntare alla top 4 nel 2013. Le capacità ci sono, la volontà pure e l’infortunio sembra ormai un lontano ricordo. Ma può davvero farcela?
sabato, 15 Dicembre 2012

Quando parliamo di Juan Martin Del Potro parliamo di quell’atleta del circuito ATP che piace proprio a tutti, giocatori, tifosi ed esperti. Non ha nemici ‘Delpo’ e nemmeno detrattori. Probabilmente dipende dal suo gioco potente o dal suo atteggiamento pacato, sta di fatto che Del Potro ispira un sacco di ‘amore’. Ricordiamolo, è l’ultimo giocatore, fuori dalla top 10, ad aver vinto uno slam, gli US Open nel 2009 e ha finito la stagione 2012 con dei solidi risultati, battendo Roger Federer due volte indoor sul veloce, chiudendo l’anno al numero 7 del ranking ATP.

C’è da chiedersi soltanto se il recupero di Del Potro dall’infortunio al polso è completo. Il ragazzone ha catturato la top 4 all’inizio del 2010, ma ha lottato contro un grave infortunio al polso che lo ha tenuto fuori dal tour per qualche mese, ma ha lavorato e lo sta facendo ancora e lentamente sta ritrovando la strada per tornare in forma. Non è difficile auspicare un 2013 roseo per il gigante di Tandil. Ma cosa ne pensano gli esperti? ‘Delpo’ può farcela?

Secondo Ricky Dimon di Tennistalk, Del Potro non solo raggiungerà la top 4 ma potrebbe anche rimanervi, finendo la stagione in una prestigiosa e appropriata posizione del ranking. Dobbiamo dire che anche David Ferrer, quasi certamente, raggiungerà il numero 4 ad inizio stagione sia per merito del proprio gioco e dei fantastici risultati raggiunti, sia per ‘mano’ (o ginocchio) di Rafael Nadal  e dell’infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi nella seconda metà del 2012. Ferrer infatti si trova a soli 485 punti dal connazionale. Ma sarà difficile ritrovarlo come alla fine del 2012, quindi è probabile che non vi rimarrà a lungo.

Se Del Potro rimarrà in buona salute, senza dubbio avrà successo sin da subito e fino alla fine, perché le sue grandi capacità lo rendono in grado di ottenere successi su tutte le superfici. L’erba è di gran lunga il suo punto debole, ma vi giocherà due tornei al massimo, una buona notizia per il gigante buono. Ricordiamo che Del Potro è campione US Open (su un campo duro e veloce), un semifinalista ai French Open (terra rossa), per due volte quarterfinalist agli Australian Open (campo in cemento, ma abbastanza lento), e quest’anno ha raggiunto il suo risultato migliore in assoluto a Wimbledon (quarto turno). Non c’è niente che questo ragazzo non possa e non sappia fare.

Un altro segnale incoraggiante per gli appassionati di Delpo (e ce ne sono molti, anche nel nostro Bel Paese), è che lui capisce finalmente cosa il suo corpo può e non può fare. Nel 2010, ha stupidamente giocato a Melbourne, nonostante un polso ridotto male, e ciò gli è costato il resto della stagione. Dopo aver perso in cinque set nel quarto turno, non ha giocato più fino alla fine di Settembre e non ha vinto un’altra partita fino al 2011. Per contro, Del Potro ha giocato le sue carte in maniera più intelligente nel 2012. Anche se il titolo di Coppa Davis è sicuramente quello che vuole sopra ogni altra cosa, non ha preso parte ad un single match cruciale contro Tomas Berdych nei quarti di finale tra Argentina e Repubblica Ceca. Di conseguenza, la Repubblica Ceca è arrivata in finale e ha vinto contro la Spagna portandosi a casa la Coppa. Allo stesso tempo, comunque e nonostante l’amarezza, Del Potro è rimasto concentrato e ha finito l’anno in grande spolvero, raggiungendo davvero il massimo in vista del tour 2013.

Cortney Nguyen di Sport Illustrated nota di più. Del Potro sembra essere arrivato ad un picco nel suo gioco e al momento giusto. La chiave è sempre la stessa, non infortunarsi fino alla fine dell’anno. Ma arrivare tra i primi quattro vorrebbe dire vincere un Grande Slam l’anno prossimo, e non tutti sono sicuri che Juan Martin sia pronto a competere coi ‘grandi’. Cerchiamo di essere chiari. Del Potro ha avuto una stagione incredibilmente solida che non può essere facilmente dimenticata. Ha giocato 20 tornei quest’anno e perso, con un giocatore classificato al di fuori della top 5, solo cinque volte. Si tratta di un incredibile livello di continuità che lo ha visto vincere quattro titoli e un bronzo olimpico. Eppure, nonostante l’anno che ha avuto, in cui ha infilato un record di 65-17, è finito solo nei primi otto.

Se vuole raggiungere i primi quattro deve superare Berdych (n. 6), Ferrer (n. 5), Nadal (n. 4) ed eventualmente anche Andy Murray (n. 3), e avrà bisogno di fare risultati migliori nei tornei più grandi, vale a dire nei Masters 1000 e negli Slam, arrivando almeno in semifinale, o meglio, ogni volta. Anche se Berdych non può essere una minaccia per Del Potro, ha perso da lui solo una volta quest’anno e sull’inaffidabile terra blu di Madrid, Del Potro è stato nettamente surclassato da Ferrer quest’anno: in tre partite l’argentino non ha vinto un set contro lo spagnolo. E aggiungiamoci pure la bruciante sconfitta per 6-3, 6-2, 6-3 patita a Wimbledon. E, anche se non giocano contro dal 2009, Del Potro non vanta numeri eccelsi contro Murray, il testa a testa, infatti, vede lo scozzese in vantaggio 5-1. Per quanto riguarda Nadal, che sta per testare il suo stato di salute sulla superficie più adatta a lui, tutto girerà in gran parte sulla sua forma fisica. Per ricomprendere Roger Federer e Novak Djokovic nel mix dei rivali da battere, potrebbero essere necessari un bel po’ di sforzo e tanto tanto talento.

Nessuno mette in dubbio il talento Del Potro, anzi, ma a volte la sua personalità ha la meglio su di lui. Sembra davvero onorato di giocare al fianco di alcuni dei più grandi tennisti di sempre e per questo tende a cedere mentalmente contro di loro quando la pressione sale troppo. Tutti e quattro i suoi Grandi Slam di quest’anno sono finiti per mano di un top 5, e tre di questi match sono finiti 3-0. Quindi la questione sta nel riuscire a giocare queste grandi partite con piena convinzione, perché sì, si possono vincere. Abbiamo visto scorci di ciò che servirebbe il prossimo anno verso la fine della stagione con le sue due vittorie su Federer. Ma fino a che non si avrà prova concreta della sua crescita, anche soltanto un assaggio in Australia, il giudizio è sospeso.

Il fatto è che Del Potro in realtà non ha mai dovuto giocare sotto enormi quantità di pressione e di attesa nella sua carriera. Quando ha vinto l’US Open nel 2009, lo ha fatto quasi da lucky loser. Nel 2010, l’anno in cui avrebbe dovuto affrontare la pressione maggiore per continuare la sua escalation, è arrivato tragicamente l’infortunio al polso e il termine prematuro della sua stagione.  La sue vittorie sono state fantastiche, le sconfitte  comprensibili. Ci sono molti accorgimenti da applicare il prossimo anno, quando ci si aspetta di vederlo vincere e lottare per i titoli più importanti. Nguyen ne è convinto, e anche noi, Del Potro è in grado di gestire tale pressione.

Mentre, secondo Dimon, lo stile di gioco di Del Potro e quello di Ferrer non si assomigliano per niente, i loro risultati sono sorprendentemente simili. Ferrer ha perso sei partite nel 2012 contro persone che non sono Djokovic, Federer, Murray o Nadal: 0-3 contro Djokovic, 0-3 contro Nadal, 0-2 contro Federer e  1-1 contro Murray, cioè un 1-9 complessivo contro i quattro grandi. Eppure, ha battuto nettamente il resto della concorrenza: un pesante75-6 contro tutti gli altri. Questi risultati l’hanno prevedibilmente spinto al numero 5 a fine stagione e probabilmente raggiungerà il numero 4 in questo inizio di stagione. Del Potro non potrà mai giocare tante partite come Ferrer, né dovrebbe, ma lui ha fatto e può continuare a fare carne tritata degli avversari fuori dalla top 4. Se continuerà a farlo, sarà sufficiente a compensare i fallimenti contro Djokovic, Federer, Murray e Nadal.

Detto questo, ci aspettiamo risultati migliori da Del Potro rispetto il 3-9 che ha raggiunto contro i quattro grandi nel 2012 (1-3 contro Djokovic, 2-6 contro Federer, senza affrontare Murray o Nadal).

Il fatto che ha vinto due di fila contro Federer per terminare la stagione, tra cui una volta a Basilea, in casa Federer, dove l’elvetico aveva vinto ben cinque volte, ispira fiducia. In quattro partite contro Djokovic, la prima è stata una vittoria Del Potro, la seconda una sconfitta dovuta quasi interamente alle problematiche del polso, la terza durante ciò che è stato ampiamente considerato come il miglior set di tennis di tutto l’anno, ovvero il secondo set che i due hanno giocato ai quarti di finale degli US Open, e il più recente è stata una divertente battaglia in tre set alle World Tour Finals.

Quanto alle sfide contro Nadal, Del Potro non ha lasciato alcun dubbio. La sonora sconfitta 6-2, 6-2, 6-2 agli US Open 2009 è senza dubbio la più grande (senza infortuni) che Nadal abbia mai subito. Nel 2011, Del Potro ha perso due volte contro Nadal su erba e aterra, le superfici che sono meno favorevoli all’argentino in questo matchup.

Per quanto riguarda la ‘grande’ domanda su un titolo del Grande Slam, per ora possiamo solo sperare che tutto vada come deve, così che Del Potro possa tornare a vincere uno. Potremmo godere di un’altra stagione con quattro vincitori diversi, uno dei quali potrebbe essere Del Potro. Tuttavia, è possibile che raggiunga la top 4 anche senza che un titolo del Grande Slam vada nelle sue mani. Con Nadal che torna portando più domande che risposte nella stagione ventura e con un Federer 31enne che dimezza il suo calendario, potrebbero bastare per Del Potro una finale ed una semifinale.

Il tennis ha bisogno di figure positive come Juan Martin Del Potro al top del ranking. Esempio di bel tennis e soprattutto di sportività, un ragazzo che mette d’accordo tutti e che spinge ad ‘amare’ questo sport per le esperienze da vivere coi compagni e colleghi più che per la fame di soldi e vittorie.


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