OLIVIER ROCHUS, IL ‘PICCOLO’ GRANDE CAMPIONE SALUTA IL TENNIS

TENNIS - Olivier Rochus appende la racchetta al chiodo. Tra i momenti più emozionanti della sua carriera la vittoria del Roland Garros in doppio con Malisse e il titolo juniores di Wimbledon accanto a Federer
sabato, 4 Ottobre 2014

Perdere per un atleta non è mai contemplato. Si compete, si vince. C’è chi ci prova per tutta la vita e c’è chi vorrebbe dedicare una vittoria al suo pubblico prima di salutarlo definitivamente. In questa impresa non è riuscito ahimè il belga Olivier Rochus che durante il suo ultimo torneo, all’Ethias Trophydi Mons, è stato eliminato nel singolare dall’austriaco Melzer prima di perdere il match di doppio accanto a Steve Darcis. Dopo questo suo ultimo escursus su un campo da tennis, il 33enne è stato premiato durante una cerimonia in suo onore. Sul campo, pronti ad onorarlo, i migliori membri della Federazione di tennis belga con tanto di video di commiato su grande schermo di fronte la grande folla che riempiva il Lotto Mons Expo.

Con il ritiro di Olivier Rochus il tennis belga perde sicuramente uno dei giocatori più talentuosi di tutta la sua storia. Ragazzo formidabile, apprezzato da tutti i suoi colleghi e da tutti i suoi rivali. Durante tutti questi anni, in un’epoca dove lo strapotere fisico sta pian piano sotterrando le doti tecniche, ‘Oli’ è riuscito a compensare la sua scarsa fisicità – è alto soltanto 1,68 m – con il grande impegno ed il lavoro costante, con un gioco vario, di intelligenza e soprattutto con un talento incredibile. “Sono orgoglioso di quello che sono riuscito a fare per tanti anni al massimo livello. Sarebbe stato più bello se fossero arrivati più successi, ma ho fatto quello che ho potuto con le mie capacità”, ha detto poi.

Nei suoi 15 anni di carriera, il ‘piccolo’ belga si è aggiudicato svariati premi e ha ottenuto importanti vittorie lasciando di sé un ricordo bello e pulito. Inizia nel 1998, vincendo il titolo juniores nel doppio di Wimbledon accanto al coetaneo Roger Federer. Nel 2000 vince il premio ATP Newcomer of the Year e nel 2004, in coppia con il connazionale Xavier Malisse, si aggiudica il Roland Garros in doppio. Raggiungerà il suo best ranking l’anno dopo, piazzandosi al n°24 nella classifica ATP. Non solo doppio. Nel singolare il suo record di 238-276, vincendo due titoli su 10 finali disputate. Il primo trofeo arriva nel 2000 a Palermo: durante il torneo sconfisse suo fratello maggiore Christophe Rochus in semifinale. Il secondo arriva nel 2006 a Monaco di Baviera, in una finale tutta belga contro Kristof Vliegen.

Piccole soddisfazioni per lui sono arrivate anche da prestigiose vittorie contro giocatori come Del Potro, Djokovic, Soderling o Safin. E che dire di quei quattro match-point che ha avuto a disposizione contro Roger Federer sull’erba di Halle nel lontano 2006? E del suo impegno profuso a sostegno di una squadra, sempre poco incisiva (mai oltrepassato il 2° turno) di Coppa Davis? Mancherà ai colleghi/amici che in queste ore si stanno scatenando su Twitter, tutti per un ultimo saluto ad Oliver. Il pensiero più bello, semplice e più sentito arriva da una connazionale, una grande campionessa sul campo e fuori dal campo, Kim Clijsters“Had so much fun with him! Congrats on great career !” (“Mi sono divertita tanto con lui! Complimenti per la tua grande carriera!”). Il suo nome non farà da protagonista sugli annali, ma per chi ha avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo e seguirlo, anche solo per qualche match, avrà goduto di una piccola pagina di tennis che vale sempre la pena tornare a leggere, di tanto in tanto.

 


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