ORSANIC: “DEL POTRO STRAORDINARIO, SOGNAVAMO DA ANNI LA DAVIS”

"E' stata una delle mie più grandi vittorie" ha detto Del Potro. Felice capitan Orsanic, delusi Cilic e Karlovic. "Abbiamo fatto il massimo, non è bastato" ammette Krajan.
lunedì, 28 Novembre 2016

TENNIS – L’Argentina ha scritto la storia. Dopo aver perso quattro finali su quattro, vince finalmente la prima Coppa Davis. Del Potro e Delbonis riescono dove nemmeno Vilas e Clerc, Coria, Gaudio o Nalbandian erano riusciti. Per entrare nell’esclusivo club delle 15 nazioni che hanno almeno una Davis in bacheca, hanno dovuto soffrire eccome. Arrivata a un set dalla sconfitta, l’Albiceleste è la settima nazione a vincere il titolo rimontando da 1-2 in finale, la terza da quando è stato introdotto l’attuale formato nel 1981.

“E’ difficile per me parlare, ma ho fatto del mio meglio, è stato fantastico” ha detto prima di cedere alle lacrime di commozione, a caldo, dopo la prima vittoria in carriera da uno svantaggio di due set. “Sono felice di aver vinto una partita così importante” ha detto in conferenza stampa. “Sono rimasto calmo, non ho mai smesso di credere di poterla portare a casa” nonostante un infortunio a un dito della mano nel quinto set mentre cercava di raggiungere una palla. “Penso di aver giocato molto meglio dal terzo set, il dritto funzionava meglio, i colpi da fondo comunque erano più efficaci. Sono emotivamente esausto, ma felice, è una delle più grandi vittorie della mia carriera”. Del Potro diventa così il sesto giocatore in attività insieme a Federer, Nadal, Djokovic, Murray e Wawrinka ad aver vinto almeno uno Slam, la Davis e una medaglia olimpica.

“Quello che ha fatto Del Potro è stato straordinario” ha detto il capitano Orsanic. “Rappresenta la sua nazione con così tanto orgoglio e ha dimostrato ancora una volta di essere un grande giocatore. Il suo traguardo sfiora l’impossibile, è stata la rimonta della Davis, della storia: ha un cuore grande così. Sognavo questo primo titolo da tanto, lo sognavamo tutti in Argentina”.

L’altro eroe della giornata e della finale rimane Delbonis, che ha portato al quinto Cilic venerdì e portato all’Argentina il punto della vittoria giocando quella che per il capitano si può senza dubbio definire “il suo miglior match in carriera, sempre sopra la palla per tutto il match anche se la pressione su di lui era tanta”.

“Devo provare a credere a quanto è successo, a quello che ho fatto” – dice, ancora commosso. “Sia noi sia loro abbiamo dato tutti il massimo per la nostra nazione, per i tifosi che ci sono venuti a sostenere. Noi abbiamo giocato con il cuore. Io ho cercato di fare tutto quello che dovevo fare, di pensare un game alla volta, senza considerare tutta la situazione, altrimenti sarebbe stato un disastro. Sono felice che il capitano abbia scelto me, perché siamo tutti buoni giocatori e chiunque sarebbe stato all’altezza della sfida. Di sicuro, questa è la mia più grande vittoria in Coppa Davis per l’Argentina”.

Amareggiato Karlovic, che tornava in Coppa Davis per la prima volta dal quarto di finale proprio contro l’Argentin del 2012. “Sono profondamente deluso, stasera mi sento malissimo, magari domani starò un po’ meglio” ha ammesso, abbattuto.

Marin Cilic si è trovato avanti di un break nel quinto, ma in una delle sue migliori stagioni in carriera ha perso il secondo, e forse più importante, match della stagione pur avendo due set di vantaggio, dopo quello contro Federer a Wimbledon. “E’ stato un match d’alto livello. Lui nel terzo era più lento, prendeva più tempo fra un punto e l’altro. Io dovevo essere in grado di trasformare il vantaggio Ma ho mancato l’occasione, ho commesso degli errori che non dovevo fare. Poi lui è cresciuto, è stata un po’ la svolta. Ho giocato bene nel terzo, gli ho dato l’occasione di rimanere in partita, lui ha rischiato molto con prima e seconda per salvare palle break”. Non si è fatto condizionare, dice, dal traguardo, dal titolo così vicino eppure alla fine sfumato. Ero concentrato non sul trofeo, ma sul farlo stancare, sul farlo muovere. La fortuna però oggi non era dalla mia parte. È una sconfitta dura da accettare, per me e per l’intera nazione”.

Ovviamente, prevedibilmente deluso il capitano croato Krajan. “Ci siamo trovati a un solo set dal titolo” ha dichiarato, “ma sapevano che Del Potro sarebbe stato perfettamente capace di completare una rimonta. Ha iniziato a prendere dei rischi quando non ha avuto più niente da perdere, ed è in questo tipo di situazioni che diventa più pericoloso. Purtroppo Marin non ha servito nella seconda parte del match come aveva fatto nei primi due set. Possiamo solo fare i complimenti agli argentini e a Del Potro per averli tenuti in partita. Noi abbiamo fatto tutto il possibile ma purtroppo non è stato abbastanza”.


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