IL RUGGITO DELLA OUDIN

Mary Joe Fernandez schiera a sorpresa Melanie, che la ripaga con una prestazione superlativa. Annichilita la Schiavone, sconfitta con un perentorio 6-3, 6-1. Gli Stati Uniti hanno accorciato le distanze.
lunedì, 8 Novembre 2010

Brutto affare, essere favoriti.
La cronaca di una vittoria annunciata si trasforma in breve in uno stillicidio di emozioni negative per la campionessa del Roland Garros, che forse voleva troppo la vittoria che avrebbe suggellato una stagione indimenticabile. Invece la Fed Cup, non a caso sorella della Davis, ha dispensato l’ennesima sorpresa, annullando di colpo più di sessanta posizioni in classifica mondiale tra le protagoniste del singolare d’apertura della seconda e ultima giornata di questa improvvisamente sofferta finale.
L’ultima spiaggia statunitense era rappresentata da Melanie Oudin, che chiunque poteva pronosticare oggi in campo dopo aver visto in quali condizioni la Mattek-Sands aveva chiuso la sfida persa contro Flavia Pennetta. Infatti, Mary Joe Fernandez non ci ha pensato due volte a cacciare nella mischia la diciannovenne di Marietta, reduce da un “anno orribile” in cui le sconfitte (23) hanno superato le vittorie (20), mitigando non poco il giustificato entusiasmo successivo alla clamorosa conquista dei quarti di finale agli US Open 2009.
C’erano due precedenti tra Schiavone e Oudin, entrambi favorevoli all’italiana, ma l’atmosfera della Sports Arena di San Diego ha elettrizzato l’americana che è partita in quarta e ha ottenuto il break al terzo gioco, favorito prima da due volee poco precise della Schiavone e poi da alcuni errori di dritto dell’azzurra. Alla quarta opportunità, l’americana (che si era cimentata in uno splendido passante di rovescio in back) ha finalmente strappato la battuta a Francesca, primo di cinque break consecutivi che hanno mantenuto la Oudin in vantaggio fino al 4-3 Stati Uniti.
Esaltare Melanie Oudin non è proprio il massimo, ne sanno qualcosa le quattro russe (Pavlyuchenkova, Dementieva, Sharapova e Petrova) che l’anno scorso fecero le spese della sua verve a Flushing Meadows.
Francesca ha rimediato con prontezza ai break subiti, andando immediatamente a recuperarli. Sia nel primo (2-2) che nel secondo (3-3) la lombarda ha approfittato di alcuni errori della rivale ma la statunitense è rimasta avanti nel punteggio, menando la danza dall’inizio alla fine del match. La rottura dell’equilibrio è così avvenuta nel momento in cui, ottavo game, la Oudin ha finalmente tenuto il proprio servizio replicando a due vincenti di Francesca (una volee e un dritto) con uno splendido passante subito doppiato da un servizio vincente che le ha dato il 5-3.
La Schiavone ha provato a spostare l’incontro sul piano tattico ma Melanie non le ha dato la possibilità di farlo, prendendole regolarmente il tempo negli scambi prolungati e costringendola all’errore (alla fine saranno ben 33 gli unforced). Nel nono gioco la statunitense è salita subito a tre palle-set (0-40) ma ha dovuto attendere la terza possibilità dopo che il “falco” le aveva bocciato di qualche millimetro un dritto lungo linea vicinissimo alla riga. Sempre un dritto, ma della Schiavone e stavolta fuori di parecchio, mandava gli USA al cambio di campo in vantaggio di un set, accompagnati dall’esplosione di gioia della Sports Arena.
In attesa di una reazione dell’italiana, che non è mai arrivata, la Oudin ha continuato a interpretare alla perfezione il suo tennis fatto di pressione e si è subito portata avanti di un break anche nel secondo set: un doppio fallo, una brutta volee e un dritto lungo hanno determinato il break al secondo gioco e la striscia di punti consecutivi della Oudin si è fermata a quota dodici, sul 2-0 e 40-0.
E’ stato, quello, il momento in cui Francesca avrebbe potuto invertire la tendenza della contesa perché un piccolo passaggio a vuoto della Oudin (doppio fallo e due errori) ha fatto rientrare l’azzurra. Ma l’americana si è andata a prendere a rete il nuovo vantaggio e la successiva risposta lunga della Schiavone ha vanificato il recupero italiano.
Il gioco a zero tenuto da Francesca (1-3) è stato solo un’illusione perché il ritmo di Melanie è tornato immediatamente insostenibile per una Schiavone via via sempre più demoralizzata e frastornata. La resa è arrivata con un rovescio incrociato in rete che ha sancito il sesto break patito dall’italiana e ha mandato la Oudin a servire per il terzo punto della finale. Sul 30-30, Melanie ha sfoderato una demi-volee di rovescio sublime e ha chiuso con un ace che inutilmente Francesca ha provato ad annullare con l’ausilio dell’occhio di falco.
C’era da aspettarselo che gli USA, che dell’assenza delle Williams hanno fatto di necessità virtù, avrebbero venduto cara la pelle. Ciò che pareva impossibile era una debacle così netta della Schiavone contro l’asso nella manica di Mary Joe Fernandez (anche se in molti adesso si domanderanno perché la Oudin non è stata impiegata subito), un ko che speriamo rimanga fine a se stesso e non rivitalizzi troppo la squadra di casa. Adesso la palla passa a Pennetta e Vandeweghe.


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